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Doppia garanzia per Gerico

Doppia garanzia per Gerico
Ecco i nuovi correttivi che verranno implementati nel software Gerico

«Correttivi che vincono, non si cambiano». Così scrive l’Agenzia delle Entrate nel comunicato diffuso giovedì scorso, dopo che la commissione degli esperti si era riunita per validare i correttivi anticrisi, passaggio indispensabile prima di procedere con l’ultima fase di implementazione del software Gerico, attualmente alla versione “Beta” e priva, per l’appunto, dei correttivi.
I correttivi generali. Pertanto, analogamente allo scorso anno, i correttivi 2012 risultano ancora suddivisi in quattro categorie: 1) interventi relativi all’analisi di normalità economica, 2) specifici per la crisi, 3) congiunturali di settore, 4) individuali.

È quindi rimasto tutto uguale rispetto all’anno precedente? Non proprio. Con particolare riferimento ai professionisti si è assistito all’introduzione di interessanti novità, oltre alla conferma di correttivi già testati in passato. Il tutto, con la dichiarata finalità di tener conto al meglio della crisi del settore.
D’altro canto, la necessità di calmierare le “esigenze” di congruità di Gerico sono state, fin da subito, quanto mai evidenti: la pur impietosa fotografia scattata dal fisco sull’impatto della crisi che segnala, per l’intero settore delle professioni, una riduzione media dei ricavi pari al 3%, appare ancora ottimistica se confrontata con la forte sensazione, presente tra gli addetti ai lavori, dell’esistenza di una flessione della marginalità reale ben superiore ai tre punti percentuali sopra richiamati.
Ecco quindi che, in prima istanza, è stata confermata la possibilità di indicare separatamente le attività iniziate e conclusesi nell’anno di imposta, rispetto alle altre. Ciò dovrebbe tener conto adeguatamente delle oggettive difficoltà di incasso dei crediti e, indirettamente, della riduzione delle tariffe applicate.

I giovani. Per i giovani professionisti sono state introdotte delle rilevanti novità. Per un approfondimento in merito si può fare riferimento al contenuto del decreto ministeriale del 28 marzo 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 76 del 30 marzo, che modifica le note tecniche e metodologiche degli studi di settore WK03U (geometri), WK04U (studi legali), WK05U (dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro) e WK18U (studi di architettura).
Queste note tecniche e metodologiche erano state approvate entro la fine dello scorso anno, scevre dei correttivi in predicato.
L’intervento, si legge, è stato previsto per stimare in modo più puntuale l’attività svolta dai professionisti che, nei primi anni di esercizio di attività, collaborano con uno studio già avviato dal quale, generalmente, percepiscono un compenso forfettario che prescinde dalla tipologia e dalla quantità di lavoro svolto, remunerato con un compenso orario che risulta, ordinariamente, sensibilmente più basso se confrontato con quello di professionisti che possono vantare un’esperienza lavorativa consolidata.

Le condizioni. Dal punto di vista strettamente tecnico, l’intervento in predicato si è concretizzato con l’introduzione, nella “funzione di compenso“, di un correttivo che incide sulla variabile “ore dedicate all’attività” e che si attiva laddove si presentino contemporaneamente le seguenti condizioni:

  • esercizio della professione in forma individuale;
  • “età professionale” fino a sei anni (in altre parole, la correzione è graduata rispetto all’anzianità “di servizio” e prevede tre scaglioni, a due, quattro e sei anni lavorativi);
  • attività svolta esclusivamente presso altri studi;
  • tipologia dell’attività “stabili collaborazioni con studi e/o strutture di terzi” prevalenti;
  • assenza di dipendenti o collaboratori.

Per i giovani professionisti che dovessero quindi trovarsi in situazioni quali quelle che sono state sopra evidenziate, si attiverà una riduzione del livello dei compensi previsto, a parità di ore lavorate, rispetto a colleghi con più esperienza, con una clientela diversificata e con una struttura alle spalle, facilitando così il raggiungimento di una situazione di congruità “naturale”.
I correttivi in questione sono, quindi, i benvenuti. Piuttosto, sarà da verificare se, all’atto pratico, gli stessi risulteranno così incisivi da tenere conto dell’effettivo stato di forte crisi che colpisce più che mai, in questo periodo, questa particolare tipologia di contribuenti.

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