Lavoro

DL lavoro: i nuovi incentivi alle assunzioni

DL lavoro: i nuovi incentivi alle assunzioni
Nuovi incentivi in favore dei soggetti di età compresa tra 18 e 29 anni pari al 33% della retribuzione lorda per un massimo di 18 mesi, e per 12 mesi in caso di trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato

La bozza di decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri al fine di promuovere forme di occupazione stabile istituisce – in via sperimentale – un incentivo per i datori di lavoro che assumono con contratto di lavoro a tempo indeterminato lavoratori di età compresa fra 18 e 29 anni. Nessun limite di età per la “dote” a favore di chi assume a tempo pieno ed indeterminato lavoratori che percepiscono l’ASpI.

Il Consiglio dei Ministri del 26 giugno 2013 ha infatti approvato il testo di un decreto legge contenente misure per promuovere l’occupazione, migliorare il funzionamento del mercato del lavoro e, come dichiarato dal Ministro del Lavoro inteso a favorire la flessibilità “buona” privilegiando, quindi, i contratti a tempo indeterminato rispetto ad altre forme contrattuali quali il contratto di lavoro intermittente.

Con l’intento di favorire l’occupazione giovanile privilegiando i contratti a tempo indeterminato, l’articolo 1 della bozza di decreto riconosce incentivi per nuove assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori di età compresa fra 18 e 29 anni, stanziando 794 milioni di euro nel quadriennio 2013-2016 di cui 500 milioni per le regioni del Mezzogiorno e 294 milioni per le restanti del Centro-Nord. Per fruire del beneficio il lavoratore assunto, oltre che essere di età compresa tra i 18 e i 29 anni, deve rientrare in almeno una di queste ipotesi:

  • essere privo di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
  • non avere un diploma di scuola media superiore o professionale;
  • vivere da soli o con una o più persone a carico.

Per le assunzioni nel Mezzogiorno saranno utilizzati i Fondi strutturali comunitari 2007-2013, mentre per la restante parte del Paese le risorse dovranno essere reperite da fondi nazionali e potrebbe essere richiesto il cofinanziamento delle Regioni.

La somma degli incentivi. L’incentivo per il datore di lavoro è pari al 33 per cento della retribuzione lorda imponibile ai fini previdenziali, per un periodo massimo di 18 mesi ed non può superare i 650 euro per lavoratore. Il beneficio è riconosciuto per un massimo di 12 mesi anche in caso di trasformazione di un contratto a termine in contratto a tempo indeterminato.

Salvo le diverse modalità previste per il settore agricolo, il beneficio sarà fruito dai datori di lavoro mediante conguaglio con i contributi dovuti nella denuncia contributiva mensile. Sarà l’Inps a stabilire le modalità operative e a monitorare l’utilizzo dei fondi riconoscendo l’incentivo in base all’ordine cronologico riferito alla data di assunzione indicata nelle domande.

La misura è introdotta in via sperimentale e le assunzioni interessate sono quelle che saranno effettuate dall’entrata in vigore del decreto, e comunque dalla riprogrammazione dei Fondi strutturali, fino al 15 giugno 2015. Secondo il Ministro del lavoro da questa misura potrebbero derivare 100.000 nuovi posti di lavoro, fermo restando che deve trattarsi di assunzioni ad incremento “netto” della preesistente base occupazionale dell’impresa che assume.

Non vi sono, invece, limiti di età per il riconoscimento di una “dote” a favore dei datori di lavoro che assumono a tempo pieno ed indeterminato lavoratori che percepiscono l’ASpI. In questo caso, spetta al datore di lavoro il 50 per cento dell’indennità residua che sarebbe spettata al lavoratore. La durata di tale beneficio è pari ad un numero di mesi non superiore a due terzi del periodo di assicurazione non fruito. Il beneficio non spetta se il lavoratore è stato licenziato, nei sei mesi precedenti, dalla stessa azienda o da altra che presenta assetti sostanzialmente coincidenti con quelli dell’impresa che assume.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *