Lavoro

D.L. Destinazione Italia: rimodulazione delle sanzioni relative alle violazioni in materia di lavoro

D.L. Destinazione Italia: rimodulazione delle sanzioni relative alle violazioni in materia di lavoro
Verranno riviste le sanzioni relative alle violazioni in materia di lavoro contenute nel D.L. n. 145/2013. La conferma è giunta direttamente dal segretario generale del Ministero del Lavoro, Paolo Pennesi

Verranno riviste le sanzioni relative alle violazioni in materia di lavoro contenute nel D.L. n. 145/2013. La conferma è giunta direttamente dal segretario generale del Ministero del Lavoro, Paolo Pennesi.

Le modifiche anticipate dall’autorevole esponente ministeriale, vanno da un lato verso la rimodulazione delle sanzioni relative agli orari di lavoro mentre l’orientamento è di confermare quelle sul lavoro nero e sospensioni delle attività.

Si tratta nello specifico delle disposizioni già in vigore dal 24 dicembre scorso e contenute nell’art. 14 del D.L. n. 145/2013, che hanno comportato l’aumento sia delle sanzioni riguardanti il lavoro irregolare che quelle sull’orario di lavoro.

Aumenti che sono stati previsti nella misura del 30% della sanzione relativa al lavoro cd. nero, che è ora fissata in un fascia da 1.950 a 15.600 euro, nonchè di quella prevista per la revoca del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. In quest’ultimo caso, la sanzione è di 1950 o 3250 euro, a seconda che la sospensione sia dipesa da lavoro irregolare o da gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

Inoltre, per tali ipotesi, è stata anche eliminata la possibilità della diffida prevista dal D.Lgs. n. 24/2004.

Sulle violazioni relative alla durata media dell’orario di lavoro, dei riposi giornalieri e settimanali, invece, le sanzioni previste dal D.Lgs. n. 66/2003 sono state decuplicate.

Le modifiche che si profilano in sede di conversione ed anticipate dal dott. Pennesi, su queste ultime tipologie di irregolarità, saranno quelle di mantenere comunque l’aumento significativo degli importi, perché il sistema sanzionatorio fino al 23 dicembre scorso per le imprese che violavano la disciplina per un numero elevato di lavoratori, finiva per non essere effettivamente dissuasivo. Tuttavia, di prevedere una gradualità a seconda della gravità della violazione.

Inoltre, si terrà anche conto della condotta del trasgressore ed in particolare se è incorso in passato in analoghe irregolarità.

Nessuna novità, invece, dovrebbe giungere per quanto riguarda il lavoro sommerso.

Questo perché dai dati ministeriali, a fronte di una riduzione delle violazioni registrate nell’ultimo anno, rimane invece sostanzialmente stabile il numero delle irregolarità rilevate sul fronte del lavoro nero.

Va anche ricordato che il Ministero del Lavoro, anche alla luce delle possibili modifiche che potevano essere apportate al provvedimento in sede di conversione, ha diffuso la lettera circolare n. 22277 del 27 dicembre scorso nella quale ha fornito istruzioni al personale ispettivo ed agli uffici per l’applicazione delle nuove sanzioni.

A tal proposito ha ritenuto opportuno invitare gli uffici affinchè la “notificazione dei relativi verbali – attesa peraltro la possibilità che la stessa notificazione può effettuarsi entro il termine di 90 giorni dalla definizione degli accertamenti, ai sensi dell’art. 14 della L. n. 689/1981 – venga effettuata dopo la conversione in legge del D.L. n. 145/2013. Solo successivamente alla definitiva efficacia della disposizione contenuta nell’art. 14 del D.L. sarà infatti possibile commisurare con certezza i relativi importi sanzionatori“.

Va infine ricordato che, secondo il principio del tempus regit actum, applicabile relativamente alle violazioni in materia di lavoro, le condotte relative a periodi fino al 23 dicembre 2013, e quindi precedenti all’entrata in vigore del D.L. n. 145/2013, saranno soggette al regime sanzionatorio previgente.

Su questo aspetto, il Ministero nel documento di prassi citato, ha infatti sottolineato che le “violazioni in materia di impiego di lavoratori in nero, di durata media dell’orario di lavoro e di riposi giornalieri e settimanali poste in essere prima del 24 dicembre saranno invece soggette alla disciplina sanzionatoria (ivi compresa la procedura di diffida per quanto concerne la ed. maxisanzione per lavoro ner”) già prevista prima dell’intervento del D.L.“.

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