Lavoro

Divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo: i chiarimenti dell’INPS

Alcuni pensionati che hanno conseguito redditi di lavoro autonomo nel 2012 devono inviare all’Inps la dichiarazione reddituale, per il cumulo con reddito da pensione, entro il 30 settembre 2013. Altri sono invece esclusi, come coloro che hanno un reddito autonomo inferiore a 6.253 euro, i giudici, coloro che hanno cariche pubbliche elettive
Alcuni pensionati che hanno conseguito redditi da lavoro autonomo nel 2012 devono inviare all’Inps la dichiarazione reddituale, per il cumulo con reddito da pensione, entro il 30 settembre 2013. Altri sono invece esclusi, come coloro che hanno un reddito autonomo inferiore a 6.253 euro, i giudici, coloro che hanno cariche pubbliche elettive

L’Inps, con il messaggio n. 15256 del 27 settembre 2013 ha chiarito tutti gli aspetti relativi alla dichiarazione reddituale a cui sono obbligati i pensionati nel caso di conseguimento di un reddito di lavoro autonomo. L’ente ha elencato tutti i casi in cui il divieto di cumulo dei redditi da pensione e da lavoro autonomo non opera e quindi c’è l’esonero dalla presentazione della dichiarazione annuale.

L’articolo 10 del Decreto Legislativo n. 503 del 1992, nell’introdurre il divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo, dispone, al comma 4, che, ai fini dell’applicazione del divieto, i titolari di pensione sono tenuti a produrre all’ente erogatore della pensione la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo riferiti all’anno precedente, entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione ai fini dell’Irpef per il medesimo anno.

In applicazione di questa disposizione, i titolari di pensione con decorrenza compresa entro l’anno 2012, soggetti al divieto di cumulo parziale della pensione con i redditi da lavoro autonomo, per detto anno sono tenuti a dichiarare entro il 30 settembre 2013, data di scadenza della dichiarazione dei redditi dell’anno 2012, i redditi da lavoro autonomo conseguiti nell’ano 2012. L’Inps, con il messaggio n. 15256 del 27 settembre 2013 chiarisce ed individua i pensionati tenuti alla comunicazione dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nell’anno 2012. Vediamo il contenuto di tale messaggio.

Pensionati obbligati e quelli esclusi non soggetti al divieto di cumulo

Ci sono dei pensionati che sono esclusi dall’obbligo di dichiarare i redditi di lavoro autonomo conseguiti nell’anno 2012 in quanto non soggetti al divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo. Sono i seguenti:

  • i titolari di pensione e assegno di invalidità avente decorrenza compresa entro il 31 dicembre 1994;
  • i titolari di pensione di vecchiaia;
  • i titolari di pensione di vecchiaia liquidata nel sistema contributivo, in quanto dal 1 gennaio 2009 tale pensione è totalmente cumulabile con i redditi da lavoro, per effetto dell’articolo 19 del D.L. 25 giugno 2008, n. 112 convertito in legge 6 agosto 2008, n. 133;
  • i titolari di pensione di anzianità e di trattamento di prepensionamento a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima, in quanto dal 1° gennaio 2009 tali prestazioni sono totalmente cumulabili con i redditi da lavoro;
  • i titolari di pensione o assegno di invalidità a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, delle forme di previdenza esonerative, esclusive, sostitutive della medesima, delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi con un’anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni;

Per effetto dell’articolo 72 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 dal 1° gennaio 2001 le pensioni di vecchiaia a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti e delle forme di previdenza esonerative, esclusive, sostitutive della medesima e delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo, indipendentemente dall’anzianità contributiva utilizzata per il riconoscimento e la liquidazione della prestazione. Quindi i titolari di pensione di vecchiaia sono esclusi dal divieto di cumulo.

Riguardo i titolari di pensione con un’anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni, per il calcolo dei 40 anni di riferimento è utile anche la contribuzione relativa a periodi successivi alla decorrenza della pensione, purché già utilizzata per la liquidazione di supplementi.

Per quanto riguarda gli assegni di invalidità sono da ricordare le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 42, della legge n. 335 del 1995, secondo cui all’assegno di invalidità, nei casi di cumulo con i redditi da lavoro dipendente, autonomo o di impresa, si applicano le riduzioni di cui alla tabella G allegata alla predetta legge, continuando ad operare anche nei casi in cui l’assegno di invalidità sia stato liquidato con un’anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni.

Pensionati obbligati a dichiarare entro il 30 settembre 2013. I pensionati soggetti all’obbligo di dichiarare i redditi da lavoro autonomo conseguiti nell’anno 2012 sono quelli che non si trovano nelle condizioni elencata in precedenza. La comunicazione va effettuata entro il 30 settembre 2013, tenuto conto del termine ultimo per la presentazione della dichiarazione ai fini dell’Irpef.

Redditi esclusi dal divieto di cumulo: fino a 6.253 euro

L’Inps nel messaggio n. 15256 del 27 settembre 2013 elenca una serie di situazioni particolari, vediamole.

Esclusi coloro che hanno un reddito di lavoro autonomo inferiore a 6.253 euro. L’articolo 10, comma 2, del decreto n. 503 del 1992 stabilisce che le disposizioni in materia di incumulabilità con i redditi da lavoro non si applicano nei confronti dei titolari di pensione di invalidità dalla cui attività, dipendente o autonoma, derivi un reddito complessivo annuo non superiore all’importo del trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti relativo al corrispondente anno.

Pertanto, i titolari di pensione di invalidità e di assegno di invalidità che, non trovandosi nelle condizioni di esclusione elencati in precedenza, sarebbero in linea di principio soggetti al divieto parziale di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo, non sono in concreto assoggettati a tale divieto qualora nell’anno 2012 abbiano conseguito un reddito da lavoro autonomo pari o inferiore a euro 6.253,00.

Esclusi coloro che hanno redditi da programmi di reinserimento in attività socialmente utili. L’articolo 10, comma 5, del decreto n. 503 del 1992 stabilisce che i trattamenti pensionistici sono totalmente cumulabili con i redditi derivanti da attività svolte nell’ambito di programmi di reinserimento degli anziani in attività socialmente utili promosse da enti locali ed altre istituzioni pubbliche e private. Pertanto gli anzidetti redditi non assumono alcun rilievo ai fini dell’applicazione del divieto di cumulo con la pensione.

Esclusi dal divieto di cumulo anche i redditi da indennità per i giudici di pace. Il comma 4-bis dell’art. 11 della legge n. 374 del 1991, stabilisce che le indennità percepite per l’esercizio della funzione di giudice di pace sono cumulabili con i trattamenti pensionistici e di quiescenza comunque denominati.

Sono altresì cumulabili con il trattamento pensionistico le indennità di cui all’articolo 8 della legge n. 276 del 1997, percepite dai giudici onorari aggregati per l’esercizio delle loro funzioni. Inoltre, a norma dell’art. 86 della legge n. 342 del 200, i pensionati che svolgono la funzione di giudice tributario sono esclusi dal divieto di cumulo per le indennità percepite per l’esercizio di tale funzione.

Escluse tutte le indennità per cariche pubbliche elettive. Le indennità e i gettoni di presenza di cui all’articolo 82, commi 1 e 2, del Testo Unico degli Enti Locali, percepiti dagli amministratori locali non costituiscono reddito da lavoro ai fini del cumulo con la pensione. Analogamente, tutte le indennità comunque connesse a cariche pubbliche elettive (e, quindi, ad esempio, le indennità per i presidenti e i membri dei consigli regionali, quelle dei parlamentari nazionali ed europei) non costituiscono redditi da lavoro ai fini del cumulo con la pensione.

Quali sono i redditi da dichiarare e le modalità di presentazione

Occorre ora precisare quali sono i redditi da dichiarare, e soprattutto quale è la cifra da prendere in considerazione. I redditi da lavoro autonomo devono essere dichiarati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali e al lordo delle ritenute erariali. Quindi l’imponibile fiscale e non quello previdenziale. Il reddito d’impresa, invece, deve essere dichiarato al netto anche delle eventuali perdite deducibili imputabili all’anno di riferimento del reddito.

Modalità di presentazione della dichiarazione. Con la medesima comunicazione sarà possibile dichiarare i redditi percepiti negli anni precedenti, ove non si fosse già provveduto. I soggetti tenuti alla dichiarazione individuati a livello centrale dall’Inps hanno ricevuto la richiesta di presentare la dichiarazione in argomento con il “bustone”. Coloro che non avessero ricevuto la richiesta, pur essendo tenuti a rendere la dichiarazione, possono scaricare il modulo 503 AUT dalla sezione dedicata sul sito dell’Inps. A seguito di compilazione devono inviarlo a mezzo email PEC alla sede competente.

Regime sanzionatorio. Ovviamente la mancata presentazione della dichiarazione comporta delle sanzioni. Ai sensi del comma 8-bis, aggiunto all’articolo 10 del D.Lgs. n. 503 del 1992, dall’articolo 1, comma 211, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, i titolari di pensione che omettano di produrre la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo sono tenuti a versare all’ente previdenziale di appartenenza una somma pari all’importo annuo della pensione percepita nell’anno cui si riferisce la dichiarazione medesima. Detta somma sarà prelevata dall’ente previdenziale competente sulle rate di pensione dovute al trasgressore.

Dichiarazione a preventivo per l’anno 2013. Le trattenute delle quote di pensione non cumulabili con i redditi da lavoro autonomo vengono effettuate provvisoriamente dagli enti previdenziali sulla base della dichiarazione dei redditi che i pensionati prevedono di conseguire nel corso dell’anno. A tal fine i pensionati sono tenuti a rilasciare all’ente previdenziale competente apposita dichiarazione, sempre con le stesse modalità.

Le trattenute sono conguagliate sulla base della dichiarazione dei redditi effettivamente percepiti, rilasciata dagli interessati entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione dei redditi ai fini dell’Irpef. Pertanto i pensionati, nei cui confronti trova applicazione il divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo, che svolgano nel corrente anno attività di lavoro autonomo, sono tenuti a comunicare il reddito che prevedono di conseguire nel corso del 2013. Le trattenute che verranno operate sulla pensione “a preventivo” saranno conguagliate sulla base della dichiarazione dei redditi 2013 resa a consuntivo nell’anno 2014.

Dichiarazione a preventivo invariata e obbligo dichiarativo. I redditi da lavoro autonomo dichiarati dai pensionati devono essere acquisiti con le procedure di ricostituzione delle pensioni secondo le modalità in atto. Sono tenuti a presentare la dichiarazione reddituale a consuntivo anche i pensionati per i quali la situazione reddituale dichiarata a preventivo non abbia avuto variazioni. Analogamente, sono tenuti a presentare la dichiarazione reddituale a preventivo anche i pensionati per i quali la situazione reddituale dell’anno in corso non è variata rispetto a quella dichiarata a consuntivo per l’anno precedente.

Inps – Messaggio N. 15256/2013

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