Lavoro

Diventa stabile la detassazione del salario di produttività

Diventa stabile la detassazione del salario di produttività
Si profila anche per il 2014 la detassazione della retribuzione accessoria e di produttività. La previsione è contenuta in un emendamento al disegno di legge n. 1120 contenente Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2014) approvato dalla Commissione Bilancio del Senato

Si profila anche per il 2014 la detassazione della retribuzione accessoria e di produttività. La previsione è contenuta in un emendamento al disegno di legge n. 1120 contenente Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2014) approvato dalla Commissione Bilancio del Senato.

La disposizione prevede, in particolare, che a decorrere dal 1° gennaio 2014 le somme erogate ai lavoratori dipendenti, in attuazione di quanto previsto da accordi o contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o interaziendale, a titolo di incremento di produttività, qualità, redditività, innovazione, efficienza organizzativa, collegate ai risultati riferiti all’andamento economico, agli utili d’impresa o ad ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività, ivi comprese le maggiorazioni per lavori a turni, lavoro notturno, lavoro festivo, orari di lavoro flessibili o plurisettimanali e lavoro straordinario, se volto a una intensificazione dell’orario contrattuale settimanale, sono soggette a una imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 10 per cento.

Una riproposizione dunque di quanto già previsto negli anni scorsi e da ultimo, per il periodo 1 gennaio – 31 dicembre 2013, dall’art. 1, comma 481, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 anche se con alcune significative modifiche.

Questa volta, infatti, la misura diventa stabile e non più sperimentale come previsto finora. In tal modo, non saranno necessari più interventi che ne prevedano la proroga o la disciplina con conseguente stabilità di una misura utile per le imprese ma soprattutto per i lavoratori in quanto le somme corrisposte consentono di godere di una tassazione di vantaggio e separata rispetto all’Irpef.

Si tratta infatti di un’imposta sostitutiva dovuta in misura fissa pari al 10% che consentirà al lavoratore di percepire un importo maggiore rispetto a quanto farebbe conseguire l’applicazione dell’Irpef.

Inoltre, si potranno evitare continue modificazioni circa l’ambito di applicazione dell’agevolazione.

L’imposta sostitutiva si applica limitatamente al settore privato e potranno usufruirne coloro che hanno conseguito un reddito da lavoro dipendente non superiore, nell’anno, ad euro 40.000.

Ricordiamo che a tal proposito, l’Agenzia delle Entrate ha evidenziato che nella determinazione di tale limite, rileva l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente di cui all’art. 49 del TUIR, compresi quelli indicati nel comma 2 dello stesso articolo (come ad esempio le pensioni e gli assegni ad esse equiparate), conseguiti dal soggetto nell’anno interessato, anche in relazione a più rapporti di lavoro, e assoggettati a tassazione ordinaria, aumentato delle somme assoggettate all’imposta sostitutiva (cfr. Circ.11/e del 30/4/2013).

Al fine di consentire al datore di lavoro sostituto di imposta la corretta applicazione dell’imposta sostitutiva, il lavoratore è tenuto a dichiarare l’inesistenza dei requisiti a seguito di altri rapporti di lavoro che abbiano fatto superare i limiti previsti.

In ogni caso, la retribuzione ammessa al regime agevolato riconosciuta al singolo lavoratore non potrà essere superiore ad euro 6.000 lordi nell’anno. Tuttavia si potrà prevedere un aggiornamento dei citati limiti di reddito e di retribuzione di produttività, nonché stabilite ulteriori modalità di applicazione dell’agevolazione. Un incremento significativo, posto che nel 2013 – e questa è un’altra novità – le somme agevolate non potevano essere superiori a 2.500 euro lordi.

Nel calcolare le somme erogabili ammesse al beneficio, occorre considerare l’importo al lordo delle ritenuta fiscale a titolo di imposta sostitutiva ma al netto delle ritenute previdenziali a carico del lavoratore.

I limiti previsti vanno calcolati tenendo conto che in materia fiscale si applica il cd. regime di cassa allargato secondo il quale si intendono relativi al periodo di imposta le somme percepite fino al 12 gennaio dell’anno successivo.

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