Italia

Disoccupazione vola al 13%: al top dal 1977. Tra i 15 e 64 anni lavora una persone su due

Disoccupazione vola al 13%: al top dal 1977. Tra i 15 e 64 anni lavora una persone su due
Il tasso di disoccupazione resta anche a febbraio a livelli record dal 1977, attestandosi al 13% (12,9% a gennaio), con una variazione nulla su mese e di 1,1 punti percentuali su anno. Il tasso di occupazione é al 55,2%, con variazione nulla su mese e con un calo di 0,8 punti percentuali su anno

La disoccupazione non lascia tregua all’Italia e chiama alla prova il governo Renzi. A febbraio il tasso rilevato dall’Istat è volato al 13% (+1,1 punti percentuali sul 2013): il livello più alto sia dall’inizio delle serie mensili, nel gennaio 2004, sia delle trimestrali, a inizio del 1977. Basti pensare che su base annua l’incremento è inferiore solo a quelli di Cipro (dal 14,7% al 16,7%) e della Grecia (dal 26,3% al 27,5%). A preoccupare, in particolare, è il numero dei disoccupati cresciuti del 9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno a quota 3,3 milioni (+0,2% su gennaio). Tra i giovani, invece, sono in cerca di occupazione 678mila ragazzi, con un tasso di disoccupazione pari al 42,3%, sostanzialmente immutato rispetto a gennaio (-0,1%), ma in aumento del 4,2% sul 2013: secondo Eurostat l’Italia è il Paese più in difficoltà dell’Ue dopo la Spagna, dove gli under 25 senza lavoro sono passati dal 54,2 al 53,6%.

Numeri tragici, che aumentano le pressioni sul governo chiamato a presentare, la prossima settimana, il Def (la legge finanziaria) e il Jobs Act con una legge delega sul lavoro. Nel pacchetto che Palazzo Chigi presenterà al Parlamento ci saranno i nuovi ammortizzatori sociali, con la razionalizzazione delle casse e l’introduzione della Naspi (il sussidio di disoccupazione destinato anche a precari e lavoratori atipici), e la riforma dei contratti di lavoro. Il piano dell’esecutivo è volto ad aumentare la flessibilità in entrata, riducendo i costi per le aziende e rilanciando l’istituto dell’apprendistato.

Insomma il governo Renzi scommette sull’efficacia di una cura d’urto, ma prima di vedere effetti concreti bisognerà aspettare almeno un anno. D’altra parte se la situazione è drammatica sul fronte della disoccupazione, sul lato dell’occupazione è anche peggiore: i lavoratori sono fermi al 55,2% della popolazione attiva, il tasso minimo dal primo trimestre del 2000. Gli occupati sono 22,2 milioni, 365 mila persone in meno rispetto al 2013 (-1,6%): come a dire che lavora un italiano su due tra i 15 e i 64 anni e solo il 15,4% tra i giovani. A questo si aggiunge un tasso di inattività pari al 36,4%.

Nel dettaglio, dai dati rilevati dall’Istat, emerge che l’occupazione diminuisce su base mensile per effetto del calo della componente maschile (-0,5%), mentre quella femminile aumenta (+0,3%); rispetto allo scorso anno, invece, l’occupazione diminuisce sia per gli uomini (-2,2%) sia per le donne (-0,7%). Il tasso di occupazione maschile, pari al 64%, scende di 0,3 punti percentuali su mese e di 1,4 punti su anno. Quello femminile, pari al 46,6%, aumenta di 0,2 punti percentuali su mese, ma diminuisce di 0,2 punti su anno.

Eurozona. La disoccupazione nell’Eurozona resta stabile all’11,9% a febbraio. Era al 12% un anno prima. Questa situazione di stabilità dura dallo scorso ottobre. Nella Ue a 28 è al 10,6%, in leggero calo da 10,7% a gennaio (era al 10,9% un anno prima). Dalla rilevazione Eurostat emerge che i disoccupati nella Ue erano 25,92 milioni (18,965 milioni nell’Eurozona). Rispetto a gennaio il numero dei disoccupati è calato di 65 mila unità nella Ue e di 35 mila nell’Eurozona. Rispetto a febbraio 2013 sono calati di 619 mila e di 166 mila rispettivamente. Diminuisce anche la disoccupazione giovanile passata dal 23,6 di gennaio al 23,5 per cento.

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