Lavoro

Disoccupazione 2015: addio ASpI, arriva la nuova NASpI. Soggetti, requisiti, importo

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137 Commenti

  1. Buona sera, volevo sapere se la durata di NASPI sarà inferiore a causa di un lavoro part-time? Intendo un part-time di 16 ore settimanali con la retribuzione INPS mensile di circa 770€. Tanto tempo fa sotto uno dei vostri articoli avete spiegato nel modo chiarissimo i calcoli per i part-time che non danno la retribuzione INPS minima (circa 200€ alla settimana). Purtroppo ora non riesco a trovare quell’articolo. Me lo potreste rispiegare?

    1. Ciao è molto semplice. L’INPS ogni anno fissa il limite per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi, che è pari al 40% del trattamento minimo di pensione in vigore al 1° gennaio dell’anno di riferimento. Poichè per il 2016 il trattamento minimo di pensione è pari a 501,89 euro, il limite settimanale per l’accredito dei contributi (40%) risulta pari ad euro 200,76, mentre quello annuale ad euro 10.440,00. Ciò significa che se percepisci una retribuzione pari o superiore a questi valori, i contributi ti verranno accreditati per intero (ad es. se percepisci una retribuzione di 10.500 euro ti verranno accreditate tutte e 52 le settimane contributive presenti in un anno). Al contrario, se non viene raggiunto il minimale contributivo, le settimane vengono riproporzionate suddividendo la retribuzione percepita per il minimale contributivo in vigore nell’anno di riferimento. Ad esempio, se nel 2016 percepisci una retribuzione di 9.000 euro (inferiore al minimale annuale di 10.440,00 euro), non ti verranno accreditate 52 settimane contributive ma verranno riproporzionate suddividendo 9.000/200,76 = 45 settimane contributive.

  2. Salve. Percepisco la NASPI dal 8 ottobre 2015. Ovviamente subito dopo la scadenza del contratto che mi ha dato il diritto alla NASPI mi sono registrata presso il centro dell’impiego. Adesso a gennaio ho lavorato col contratto di lavoro subordinato per 3 giorni consecutivi. (part-time 20 ore settimanali).Sapendo mi avrebbero dato la proroga, alla scadenza di questo contratto di 3 giorni mi sono scordata di registrarmi di nuovo presso il Centro d’Impiego. La proroga me l’hanno data (per il part-time di 16 ore settimanali), ma non subito: praticamente ho ripreso il lavoro qualche giorno dopo la scadenza del primo contratto. Visto che non ho comunicato all’INPS il reddito previsto, so che durante il contratto la NASPI e’ sospesa per poi riprendere nei giorni non coperti dai contratti. Ma mi spettera’ la ripresa della NASPI per i giorni di disoccupazione fra un contratto e l’altro se non mi sono iscritta nuovamente al centro per l’impiego? Il reddito previsto e’ comunque basso essendo il part-time di 16 ore quindi non credo di superare la cifra che mi fa mantenere lo stato di disoccupazione. Forse in questo caso se lo stato di disoccupazione e’ mantenuto non bisogna recarsi al centro per l’impiego alla scadenza di ogni contratto?

    1. La disciplina sulla compatibilità della NASpI con lo svolgimento di lavoro subordinato è differente da quella sul lavoro autonomo.

      In particolare, l’art. 9 del D.Lgs. n. 22/2015, rubricato “Compatibilità con il rapporto di lavoro subordinato”, dispone “1. Il lavoratore che durante il periodo in cui percepisce la NASpI instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia superiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale (ossia 8.000 euro) decade dalla prestazione, salvo il caso in cui la durata del rapporto di lavoro non sia superiore a sei mesi. In tale caso la prestazione e’ sospesa d’ufficio per la durata del rapporto di lavoro (…).
      2. Il lavoratore che durante il periodo in cui percepisce la NASpI instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia inferiore al reddito minimo escluso da imposizione conserva il diritto alla prestazione (…) a condizione che comunichi all’INPS entro trenta giorni dall’inizio dell’attivita’ il reddito annuo previsto e che il datore di lavoro o, qualora il lavoratore sia impiegato con contratto di somministrazione, l’utilizzatore, siano diversi dal datore di lavoro o dall’utilizzatore per i quali il lavoratore prestava la sua attivita’ quando e’ cessato il rapporto di lavoro che ha determinato il diritto alla NASpI e non presentino rispetto ad essi rapporti di collegamento o di controllo ovvero assetti proprietari sostanzialmente coincidenti (…).”

      Il successivo art. 11 del medesimo decreto, rubricato “Decadenza”, dispone “1. Ferme restando le misure conseguenti all’inottemperanza agli obblighi di partecipazione alle azioni di politica attiva (…), il lavoratore decade dalla fruizione della NASpI nei seguenti casi:
      (…)
      b) inizio di un’attivita’ lavorativa subordinata senza provvedere alle comunicazioni di cui all’articolo 9, commi 2 e 3;
      (…)”.

      Ciò premesso, pur rientrando nelle ipotesi in cui la NASpI può essere sospesa (in quanto il reddito annuale percepito dallo svolgimento dell’attività lavorativa è inferiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale), sei incorsa in una delle ipotesi di decadenza per non avere comunicato all’INPS – entro trenta giorni dall’inizio dell’attività – il reddito annuo previsto.

      Il nostro consiglio è quello di darne tempestiva comunicazione all’INPS onde restituire le somme indebitamente percepite.

      Alla cessazione del nuovo rapporto di lavoro potrai presentare una nuova domanda.

      Distinti saluti.

      1. Grazie della risposta. Allora sembra che abbia sbagliato ad accettare il lavoro che mi da’ il reddito mensile molto inferiore all’importo mensile della NASPI visto che hanno complicato la normativa… ma l’ho accettato appunto per avere la sospensione (non la riduzione) della NASPI che mi servirebbe se non riesco a trovare proprio nulla… Ma se in 3(!!!) giorni di disoccupazione fra il primo e il secondo contratto (poi il secondo contratto dura solo 2 settimane con la possibilita’ di proroga sempre bisettimanale)ho fatto dei colloqui di lavoro (organizzate dalle agenzie interinali), come possono dirmi che non sono attiva nella ricerca di lavoro? Era proprio a causa dei colloqui che mi e’ sfuggito di iscrivermi nuovamente al centro per l’impiego che tanto in pratica non aiuta nessuno. :( Poi, ricordavo sempre che per avere la sospensione non devo comunicare niente all’INPS (tanto la mia assunzione e’ stata comunicata all’INPS dal datore di lavoro).

        Poi questa parte che riguarda la decadenza “inizio di un’attivita’ lavorativa subordinata senza provvedere alle comunicazioni di cui all’articolo 9, commi 2 e 3;..” secondo me non e’ molto chiara… Cosa dice articolo 9, commi 2 e 3? Quali comunicazioni? E’ il datore di lavoro subordinato che passa sempre le comunicazioni all’INPS sulle assunzioni. Ogni volta che mi sospendevano l’indennita’, era a base delle comunicazioni obbligatorie da parte di datore di lavoro subordinato, io non comunicavo mai nulla.

        1. In teoria hai ragione sul primo punto, nel senso che il modello UniLav di assunzione era ritenuto sufficiente ad assolvere all’obbligo di comunicazione, ma la nuova normativa prevede espressamente che il nuovo rapporto vada comunicato entro 30 giorni dal percettore. Ciò è suffragato, oltre che dalla normativa, anche dalla pagina ufficiale sul sito dell’INPS che espressamente richiama tale obbligo (https://www.inps.it/portale/default.aspx?itemdir=11316), a differenza dell’ASpI (https://www.inps.it/portale/default.aspx?itemdir=8292).
          Il problema, nel tuo caso, non è tanto legato allo svolgimento dell’attività lavorativa (che ti avrebbe permesso di sospendere la NASpI), bensì all’omessa comunicazione che comporta la decadenza dalla prestazione.
          Risulti ancora disoccupata (iscrizione sospesa durante lo svolgimento della nuova attività) e non devi iscriverti nuovamente al Centro per l’Impiego perchè non hai superato il limite di 8.000 euro annui (nè il rapporto ha avuto una durata superiore a sei mesi).

          L’art. 9, commi 2 e 3, è quello che ti abbiamo riportato nella precedente risposta, relativo per l’appunto all’obbligo di comunicazione da parte del percettore entro 30 giorni. Nella stessa ricevuta rilasciata dall’INPS all’atto di presentazione della domanda NASpI viene sottolineato tale obbligo.

          Recati presso la sede INPS competente il prima possibile per verificare se e come dovrai restituire le somme indebitamente percepite dopo la decadenza.

          1. Grazie della risposta. Ovviamente per esser sicuri che non si decade dalla prestazione e’ meglio comunicare all’INPS il reddito previsto (anche se chi sa fare i semplici calcoli si rende conto che conviene di piu’ la sospensione ma dipende anche dalla situazione economica di un percettore NASPI). Ecco cosa ho trovato sul sito dell’INPS. Ve lo incollo qua non per dimostrare che ho ragione io ma per dimostrare che la normativa contiene tanti aspetti discutibili che vanno chiariti…. Fonte: https://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=/Circolari/Circolare%20numero%2094%20del%2012-05-2015.htm&iIDDalPortale=&iIDLink=-1

            “2.10.a.2 : In caso di nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato del soggetto percettore di NASpI il cui reddito annuale sia inferiore al reddito minimo escluso da imposizione si mantiene la prestazione RIDOTTA alle seguenti condizioni:

            – il percettore deve comunicare all’INPS, entro un mese dall’inizio dell’attività, il reddito annuo previsto.

            – il datore di lavoro o – qualora il lavoratore sia impiegato con contratto di somministrazione – l’utilizzatore, devono essere diversi dal datore di lavoro o dall’utilizzatore per i quali il lavoratore prestava la sua attività quando è cessato il rapporto di lavoro che ha determinato il diritto alla NASpI e non devono presentare rispetto ad essi rapporti di collegamento o di controllo ovvero assetti proprietari sostanzialmente coincidenti.

            Ricorrendo tali condizioni l’indennità NASpI è ridotta di un importo pari all’80 per cento del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio del contratto di lavoro subordinato e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno. La riduzione di cui al periodo precedente è ricalcolata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi.

            In caso di mancata comunicazione del reddito, laddove il rapporto di lavoro sia di durata pari o inferiore a sei mesi si applica l’istituto della SOSPENSIONE di cui all’art. 9 comma 1 del d. lgs. n. 22 del 2015 ; laddove il rapporto sia di durata superiore a sei mesi o a tempo indeterminato si applica l’istituto della decadenza.”

            Allora prima scrivono “- il percettore deve comunicare all’INPS, entro un mese dall’inizio dell’attività, il reddito annuo previsto.” e poi “In caso di mancata comunicazione del reddito, laddove il rapporto di lavoro sia di durata pari o inferiore a sei mesi si applica l’istituto della SOSPENSIONE di cui all’art. 9 comma 1 del d. lgs. n. 22 del 2015 ; laddove il rapporto sia di durata superiore a sei mesi o a tempo indeterminato si applica l’istituto della decadenza.”.

            Ripeto: a me non interessa la riduzione della NASPI ma la sua totale sospensione per i periodi quando lavoro percio’ seguendo la normativa non ho comunicato il reddito… Da quello che ho capito se comunico all’INPS il fatto di svolgere il lavoro subordinato devo per forza comunicare anche il reddito quindi saro’ costretta a subire la riduzione?
            Forse in questo caso mi conviene seguire il portale pagamenti sul sito dell’INPS? Se vedo che il prossimo bonifico NASPI comprende i giorni di gennaio non coperti col contratto di lavoro, vorra’ dire che tutto va bene… se invece vedo che vogliono pagarmi anche i giorni quando lavoravo, vorra’ dire che il datore di lavoro non ha passato le comunicazioni all’INPS (poco probabile visto che sono assunta da un’agenzia interinale) e provvedero’ a comunicare urgentemente all’INPS i periodi lavorativi di gennaio e il reddito previsto(ad oggi ho ancora oltre 2 settimane per comunicarlo).

            1. Adesso ho riletto anche la lettera dall’INPS che conferma che mi e’ stata concessa la NASPI. Anche la’ c’e’ scritto che il modulo l’invio del modulo NASPI-COM e’ obbligatorio per comunicare i lavori a progetto/autonomi, periodi di malattia ecc. e che PUO’ esser usato anche per comunicare il lavoro subordinato ma anche qua scrivono della sospensione nel caso della mancata comunicazione del reddito(per i contratti inferiori a 6 mesi).

              1. Anche entrando sul sito dell’INPS col mio PIN dove c’e’ il modulo NASPI-COM da inviare in via telematica ho trovato questo:
                “l modello NASpI Com serve per comunicare all’Istituto, nel periodo durante il quale il lavoratore percepisce una indennità legata al proprio stato di disoccupazione, il verificarsi di una delle seguenti situazioni:

                Inizio attività autonoma con l’indicazione del reddito annuo presunto (entro 30 giorni);
                Indicazione del reddito annuo presunto derivante da lavoro parasubordinato il cui inizio è stato rilevato dall’INPS dalle comunicazioni obbligatorie effettuate dal committente (entro 30 giorni);
                Espatrio nel periodo indennizzabile in cerca di lavoro o per altri motivi;
                Fruizione di altri tipi di prestazione (malattia, maternità, ricovero) non comunicati telematicamente;
                Avvenuta presentazione di domanda di pensione ad istituzione diversa dell’INPS;
                Inizio attività di lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato, esclusivamente nei casi in cui il datore di lavoro non sia tenuto alle comunicazioni obbligatorie preventive di assunzione (UNILAV ex art. 9-bis, comma 2, D.L. 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, c.m., dalla legge 28 novembre 1996, n. 608) o non vi abbia ottemperato per altro motivo (lavoro estero, fallimento ecc.).”

                Ne risulta che dobbiamo comunicare l’inizio di lavoro subordinato solo quando non lo fa il datore di lavoro…

                1. Scusate…prima vi ho chiesto se “Da quello che ho capito se comunico all’INPS il fatto di svolgere il lavoro subordinato devo per forza comunicare anche il reddito quindi saro’ costretta a subire la riduzione?”

                  Ora ho scoperto che col modulo NASPI-COM non serve comunicare il reddito previsto…. si comunicano solo le date dell’assunzione.

                  1. Si, in generale la comunicazione è stata sempre richiesta per i rapporti di lavoro autonomo/parasubordinato, proprio in virtù del fatto che per queste specifiche tipologie contrattuale non viene utilizzato il modello Unilav. Per il rapporto di lavoro subordinato l’onere di comunicazione è stato ritenuto assolto anche con il solo modello inviato dal datore di lavoro. Tuttavia, come puoi leggere tu stessa, l’art. 9, comma 2, del D.Lgs. n. 22/2015 prevede chiaramente: “Il lavoratore che durante il periodo in cui percepisce la NASpI instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia inferiore al reddito minimo escluso da imposizione conserva il diritto alla prestazione, ridotta nei termini di cui all’articolo 10, a condizione che comunichi all’INPS entro trenta giorni dall’inizio dell’attivita’ il reddito annuo previsto (…)”. Dicasi lo stesso per le istruzioni ufficiali redatte dall’INPS sulla pagina ufficiale https://www.inps.it/portale/default.aspx?itemdir=11316: “Qualora il reddito presunto derivante dal nuovo contratto di lavoro subordinato sia inferiore al reddito minimo escluso da imposizione, la prestazione viene erogata in misura ridotta alle seguenti condizioni:
                    – che il percettore comunichi all’INPS, entro un mese dall’inizio dell’attività, il reddito annuo che prevede di trarre dal nuovo rapporto;
                    (…)”.
                    La circolare che ci hai citato la conosciamo molto bene, ed effettivamente prevede un procedimento differente: tuttavia, le circolari costituiscono un mero atto interno dell’Amministrazione e non possono disporre in senso contrario alla legge. Per questo motivo, il nostro consiglio è quello di recarti direttamente alla sede INPS competente e risolvere la questione con il funzionario responsabile.

  3. salve
    spiego la mia situazione ho lavorato dal 2008 al 27 12 2013 ho usufruito di 2 aspi ora sto lavorando con contratto da ottobre a dicembre 2015 contratto a termine.
    dal 2016 posso richiedere la naspi e se si approssimativamente quanti mesi dovrei avere di disoccupazione?
    grazie mille

    1. Ciao Carlo. La NASpI e’ riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:
      a) siano in stato di disoccupazione;
      b) possano far valere, nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione;
      c) possano far valere trenta giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

      Orbene, ipotizzando che tu abbia già utilizzato tutte le settimane disponibili attraverso i precedenti trattamenti di ASpI, con un rapporto di lavoro da ottobre a dicembre rischi di non raggiungere le 13 settimane contributive richieste al punto b). Se tale rapporto è part time, il rischio diventa praticamente certezza.
      E’ quindi consigliabile, se possibile, prorogare la scadenza del contratto a termine di qualche settimana, in guisa da maturare i requisiti richiesti dalla normativa.

      Per quanto concerne la durata, la NASpI e’ corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla meta’ delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno gia’ dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione.

      1. buongiorno e auguri

        quindi se per ipotesi lavoro ful time 3 mesi o più e raggiungo le 13 settimane mi daranno di disoccupazione solo 1,5 mesi o terranno conto che ho lavorato dal 2008 al 2013 contando quelle settimane?non capisco questo passaggio”””Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno gia’ dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione”””grazie mille

        1. Ciao Carlo auguri. Il passaggio che non hai compreso sta ad indicare che eventuali settimane contributive già utilizzate in precedenza per richiedere trattamenti di disoccupazione (ASpI, Mini ASpI, etc.) non potranno essere nuovamente prese in considerazione per richiedere la NASpI.

          Esempio: ipotizzando che nel corso del 2015 abbia già percepito l’ASpI, le 52 settimane contributive richieste nel biennio dalla normativa ratione temporis applicabile (legge n. 92/2012) non potranno essere conteggiate nuovamente per richiedere la NASpI.

          L’unica eccezione a tale divieto riguarda i lavoratori stagionali dei settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali. Infatti, il comma 4 dell’art. 43 del D.Lgs. n. 148 del 2015 dispone in ordine al calcolo della durata della NASpI, qualora la stessa risulti inferiore a sei mesi, limitatamente ai lavoratori con qualifica di stagionali dei settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali e con esclusivo riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi tra il 1° maggio 2015 e il 31 dicembre 2015.
          In particolare, la suddetta norma prevede la non applicabilità del secondo periodo del comma 1 dell’art. 5 del D.Lgs. n. 22 del 2015 – il quale stabilisce che ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione di prestazioni di disoccupazione – relativamente ad eventuali prestazioni di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti e Mini-ASpI 2012 fruite negli ultimi quattro anni.
          Ne consegue che, qualora la durata della NASpI calcolata sulla base delle disposizioni di cui all’art. 5 del richiamato decreto legislativo n. 22, risulti inferiore a sei mesi, ai fini della determinazione della durata della prestazione sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti e di mini-ASpI 2012 fruite nel quadriennio di osservazione.
          La durata della NASpI così calcolata non può in ogni caso superare il limite massimo di 6 mesi.

          1. quindi poichè non lavoro nel settore turismo e gia ho percepito due aspi una nel 2014 e una nel 2015 non posso più avere la disoccupazione dopo questi 3-4 mesi di lavoro?scusami se non ho capito

            1. Per potere accedere alla nuova NASpI dovrai maturare le 13 settimane contributive solo con questo ultimo rapporto di lavoro in quanto quelle maturate con i precedenti rapporti lavorativi le hai già utilizzate per richiedere i trattamenti di ASpI e non sono più utilizzabili.

  4. SALVE IO SONO DISOCCUPATA MA NEGLI ANNI PRECENDENTI HO LAVORATO NEL FOGLIO CHE MI HA RILASCIATO UFFICIO DEL LAVORO HO ANZIANITA 181 MESI (11) CHE SIGNIFICA POSSO RICHIEDERE LA NASP PREMETTO CHE NEGLI ULTIMI 4 ANNI PER BEN 2 HO LAVORATO IN UNA AZIENDA DI PULIZIE POI X INCIDENTE SUL LAVORO MI HANNO MANDATO LA LETTERA DI LICENZIAMENTO .. COSAA DEVO FARE

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