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DIS-COLL: anno solare o anno civile?

DIS-COLL: anno solare o anno civile?
La ricerca del requisito contributivo per la DIS-COLL deve essere effettuata computando i 365 giorni dalla data in cui si è verificato l’evento

Le incertezze sul valore del termine “anno solare” attribuito dal legislatore in materia di DIS-COLL, creano nuovi dubbi operativi e probabile contenzioso. E’ quanto espresso dai Consulenti del Lavoro con un comunicato stampa dell’8 maggio 2015.

Dal 1° maggio è entrata in vigore la nuovissima indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa. L’istituto, sostitutivo dell’indennità una-tantum, ha il grande pregio di avvicinare la disoccupazione conseguente alla cessazione di un rapporto di collaborazione alla cessazione di un rapporto di lavoro dipendente. Con circolare n. 83/2015, l’Inps dirama le proprie istruzioni operative al fine di supportare sin da subito gli utenti finali nella presentazione delle istanze.

Tralasciando il funzionamento di tale indennità, i Consulenti del Lavoro si soffermano su alcuni termini usati dal legislatore e, di conseguenza, dall’Istituto. Nello specifico è interessante verificare i diversi passaggi del titolo secondo del D.Lgs. n. 22/2015 nei quali il legislatore non si riferisce, come correttamente sarebbe dovuto essere, all’anno civile, bensì all’anno solare.

​I Consulenti del Lavoro ​sono a conoscenza di quanta incertezza ha portato negli anni passati un utilizzo errato di tali terminologie in relazione al contratto di lavoro accessorio e si sono espressi più volte sulla materia​.

Il fatto che, dopo le numerose querelles sorte in questi anni, il legislatore perseveri nei propri errori, pone sicuramente alcuni dubbi operativi. È poi sì vero che, interpretando, si può arrivare a sostenere che nella volontà del legislatore si intenda anno civile e non solare ma, ad una interpretazione letterale, i dubbi rimangono. Di tale tenore, infatti, quanto sostenuto sempre dall’Inps relativamente al lavoro accessorio con circolare n. 176/2013: “Infatti si prevede che il compenso complessivamente percepito dal prestatore non possa essere superiore nel corso di un anno solare, inteso come periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre”.

Per completezza di trattazione i Consulenti del Lavoro richiamano il parere elaborato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro del 13 novembre 2013: “Con riferimento alla definizione temporale dell’anno solare non c’è motivo di discostarsi da precedenti pronunce del Ministero del Lavoro (circolare 32/2012) che ha individuato un periodo di 365 giorni, che può decorre da qualsiasi giorno del calendario (si veda a tal proposito Cass. n. 6599/1993, Cass. civ. sez. lavoro n. 27/05/1995, n. 5969, circ min. Lav n. 2/2001, n. 18/2012)”.

Nello specifico si richiamano alcuni passaggi del D.Lgs. n. 22/2015 nei quali il legislatore ha utilizzato una terminologia non corretta:

Art. 15
Comma 2) Lettera b) Possano far valere almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento;

Comma 2) Lettera c) possano far valere, nell’anno solare in cui si verifica l’evento di cessazione dal lavoro, un mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di cui al comma 1 di durata pari almeno ad un mese e che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione;

Comma 3) La DIS-COLL è rapportata al reddito imponibile ai fini previdenziali risultante dai versamenti contributivi effettuati, derivante da rapporti di collaborazione di cui al comma 1, relativo all’anno in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro e all’anno solare precedente, diviso per il numero di mesi di contribuzione, o frazione di essi.

Comma 6) La DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione accreditati nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione del lavoro al predetto evento. Ai fini della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione. La DIS-COLL non può in ogni caso superare la durata massima di sei mesi.

Nelle intenzioni del legislatore l’anno solare deve essere inteso quale periodo compreso tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre di un singolo anno. Ovviamente, pur se l’interpretazione ci viene in aiuto, l’art. 12 delle preleggi prevede che “nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse e dalla intenzione del legislatore”. Quindi, se in teoria l’interpretazione letterale può essere sorpassata da un’interpretazione logica che mira a cogliere la volontà del legislatore, il dubbio resta lo stesso di ampia portata in quanto, a parere dei Consulenti, la scelta dello stesso appare sicuramente puntuale. Per meglio spiegarsi, è difficile sostenere l’applicabilità di un’interpretazione logica quando il legislatore più volte puntualizza la propria volontà di utilizzare quale metro di paragone l’anno solare,​ anziché civile. Non dimentichiamo, infatti, che ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit.

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