Lavoro

Dipendenti pubblici: allungati i tempi per la liquidazione del TFS, decurtati gli straordinari e ridotta la percentuale del turn-over

Legge di Stabilità 2014: saranno gli statali a dare il maggiore contributo ai circa 3,5 miliardi di tagli di spesa inseriti nella finanziaria per il prossimo anno
Legge di Stabilità 2014: saranno gli statali a dare il maggiore contributo ai circa 3,5 miliardi di tagli di spesa inseriti nella finanziaria per il prossimo anno

PUBBLICO IMPIEGO
Alla fine, per i dipendenti pubblici il blocco della contrattazione anche nel 2014 è il male minore, visto che era di fatto già previsto dalle norme in vigore. Ma il testo della legge di stabilità, ancora non definitivo, comprende molte altre novità che non faranno piacere a chi lavora nello Stato o nelle altre amministrazioni pubbliche, su materie che vanno dagli straordinari alle liquidazioni, al ricambio del personale che va in pensione. Di fatto saranno proprio gli statali a dare il maggiore contributo ai circa 3,5 miliardi di tagli di spesa inseriti nella legge di stabilità per il 2014 (2,5 relativi allo Stato centrale) in attesa degli effetti di una più organica revisione della spesa.

I TEMPI
Il tema del trattamento di fine rapporto (nel pubblico impiego denominato trattamento di fine servizio) era già stato toccato nel 2010, con la stessa manovra che aveva previsto il blocco di fatto delle retribuzioni. Per il Tfs dei dipendenti pubblici era previsto un pagamento dilazionato, con parziale salvaguardia per gli importi più bassi. Ora per coloro che matureranno il diritto all’uscita a partire dal 2014, c’è innanzitutto il raddoppio da sei a dodici mesi del termine entro il quale l’amministrazione deve corrispondere il trattamento agli interessati. Ma una volta trascorso questo tempo, il pagamento sarà in un’unica soluzione solo per chi ottiene una somma fino a 50 mila euro (finora la soglia era di 90 mila). Tra i 50 e i 100 mila saranno versate due distinte rate annuali. Infine sopra i 100 mila euro di importo le rate annuali saranno tre, di cui le prime due pari a 50 mila euro l’una e la restante con la somma residua. Per quanto riguarda gli straordinari, la decurtazione prevista è del 10 per cento, percentuale che scende però al 5 per il personale delle forze di sicurezza. Sempre in materia di straordinari c’è un’altra norma di interpretazione autentica che dovrebbe tra l’altro intervenire sul contenzioso legale in corso: viene precisato che il lavoro domenicale o festivo non dà diritto allo straordinario se non per le ore che eccedono il normale orario giornaliero.

I SALARI
C’è poi la questione dell’indennità di vacanza contrattuale, ossia delle piccole somme aggiuntive riconosciute ai lavoratori nel periodo i cui i contratti di lavoro sono scaduti situazione che a seguito del blocco deciso nel 2010 sta diventando quasi la normalità. In particolare viene stabilito che per il periodo 2015-2017 l’indennità sarà la stessa in godimento nel 2013. Questo chiarimento può essere letto come una implicita conferma che i dipendenti pubblici resteranno senza contratto almeno fino al 2017 visto che il blocco opera fino a tutto il prossimo anno, ed in ogni caso i rinnovi non potranno che essere il frutto di una complessa trattativa. Il meccanismo viene poi esteso al personale della sanità e a quello convenzionato con il servizio sanitario nazionale. Sul turn over, ossia la sostituzione del personale che lascia il lavoro, l’attuale percentuale fissata al 50 per cento viene ridotta al 40: quindi su dieci lavoratori pensionati ne potranno essere sostituiti solo quattro.

Infine una norma specifica riguarda gli avvocati dello Stato: i loro compensi, nel caso di cause che hanno avuto un esito favorevole all’amministrazione, dovrebbero essere ridotti del 50 per cento.

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