Lavoro

Dipendenti Pa, al debutto il Codice di comportamento: stop a regali e conflitti di interesse

Dipendenti Pa, al debutto il Codice di comportamento: stop a regali e conflitti di interesse
E’ in vigore da oggi il nuovo Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, 17 articoli per definire «i doveri minimi di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta» per i pubblici dipendenti

Previsto dalla legge Anticorruzione n. 190/2012, è in vigore da oggi il nuovo Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, 17 articoli per definire «i doveri minimi di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta» per i pubblici dipendenti. Oltre a ribadire una serie di principi generali – come lo svolgimento dei propri compiti nel rispetto della legge, e l’obbligo di osservare i principi di indipendenza, imparzialità, contenimento dei costi, senza nuocere agli interessi o all’immagine della Pa – il Codice regola anche questioni concrete: proibito accettare regali o sconti che valgano più di 150 euro, e sempre «nell’ambito delle normali relazioni di cortesia».

Stop ai regali per i superiori se non sono di «modesto valore». Proibito anche sollecitare doni o altre utilità, «per sé o per altri» come corrispettivo di azioni o decisioni adottate dal proprio ufficio da persone che ne possono trarre beneficio. Stop anche all’offerta di doni ai propri superiori, anche qui eccetto quelli di modesto valore. I regali eventualmente ricevuti che non rientrino tra quelli ammessi dovranno essere immediatamente messi a disposizione dell’amministrazione di appartenenza del dipendente, che provvederà a restituirli.

Conflitto di interessi, da comunicare i rapporti passati con privati. Un altro capitolo del Codice riguarda la partecipazione del dipendente ad associazioni e organizzazioni (esclusi sindacati e partiti): se causa di potenziale interferenza con l’attività dell’ufficio, il dipendente dovrà comunicare la propria adesione al responsabile dell’ufficio. Per prevenire i possibili conflitti di interesse, il dipendente è tenuto anche a comunicare per iscritto al capoufficio gli eventuali rapporti di collaborazione diretta o indiretta avuti con soggetti privati nel triennio precedente l’assegnazione all’ufficio. Da segnalare anche la sussistenza di rapporti finanziari con gli stessi privati da parte di parenti o affini fino al II° grado. In caso di conflitto di interesse, anche potenziale, con soggetti privati così individuati, il pubblico dipendente dovrà inoltre astenersi «dal prendere decisioni o svolgere attività inerenti le sue mansioni».

Comportamento, no ad abuso di auto blu e telefoni di servizio. Sul fronte “Comportamento in servizio” il Codice introduce anche limiti all’uso dei mezzi di trasporto messi a disposizione dalla pubblica amministrazione, ammesso solo per ragioni di servizio, così come l’eventuale trasporto di terzi. Per quanto riguarda le attrezzature anche telematiche e telefoniche dell’ufficio, il dipendente potrà utilizzarle nel «rispetto dei vincoli posti dall’amministrazione».

Niente critiche alla Pa in pubblico, sempre da indossare il badge. Per quanto riguarda invece i rapporti con il pubblico, il Codice prevede obblighi come il divieto di esprimere in pubblico valutazioni critiche sull’operato della Pa, assumere impegni o anticipare l’esito di una procedura amministrativa, violare il segreto d’ufficio o gli obblighi di riservatezza, o sfuggire al “riconoscimento” del cittadino evitando di indossare il badge di identificazione.

Sanzioni pesanti, possibile anche il licenziamento. I dipendenti che violano il Codice rischiano sanzioni che arrivano fino al licenziamento. «L’illecito disciplinare – si legge nel provvedimento – derivante dalla violazione di un dovere di comportamento previsto dal presente codice va accertato all’esito del procedimento disciplinare regolato dalla normativa vigente» e «il tipo di sanzione disciplinare concretamente applicabile, incluse quelle espulsive, va rinvenuto nei contratti collettivi e nella normativa, anche regolamentare, vigenti in ciascun settore, tenuto conto, anche ai fini dell’entità della sanzione, della gravità del comportamento e dell’ammontare del pregiudizio, anche morale, arrecato al decoro o al prestigio dell’amministrazione». E nei casi più gravi o in caso di recidiva si può arrivare alla sanzione del licenziamento senza preavviso.

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