Fisco

Dipartimento delle Finanze: il 10% delle società in stato di fallimento, una su tre si dichiara in perdita

Continua la corsa delle imprese che falliscono o sono in amministrazione controllata
Continua la corsa delle imprese che falliscono o sono in amministrazione controllata

Continua la corsa delle imprese che falliscono o sono in amministrazione controllata. Non solo. Il 33,7% delle società di capitali dichiara al fisco ma in perdita. A fotografare l’emergenza sulla produttività in Italia sono i dati forniti ora dal Dipartimento delle Finanze sulle dichiarazioni Ires e Irap 2011 e riferiti dunque all’anno d’imposta 2010.

I dati sull’Ires, come spiegano dal Dipartimento è in calo rispetto all’anno d’imposta 2009: dimostrano come le società in situazione di fallimento, liquidazione o estinte continuano ad aumentare tanto da raggiungere il 10% del totale (pari a circa 107mila società). Il trend, sottolineano ancora dalle Finanze, è comunque in calo rispetto all’anno precedente tanto che nell’anno d’imposta 2010 l’aumento degli stati di crisi e di chiusura è stato pari al +3,1% rispetto a un +18,5% del 2009.

Un’impresa su tre è in perdita
La temporanea ripresa economica ha fatto diminuire anche le imprese che si dichiarano in perdita al fisco. Se nel 2009 erano il 37% del totale nell’anno successivo – il dato è stato reso noto oggi – le società in perdita si sono attestate al 33,7 per cento. Il restante 61,2% dei soggetti dichiara invece un reddito d’impresa rilevante ai fini fiscali, con un incremento di più di 3 punti percentuali rispetto al 57,9% del 2009.

Il reddito d’impresa (155,1 miliardi di euro in totale, -1,3% rispetto al 2009) secondo i dati del Dipartimento si conferma fortemente concentrato nelle regioni del Centro e del Nord. Nel Sud e nelle isole le società dichiarano solo l’8,8% del reddito d’impresa totale. Per quanto riguarda la media del reddito dichiarato relativo all’anno 2010, è stato pari a 234.290 euro con una diminuzione dell’8,8% rispetto a quello del 2009. La causa del calo del valore medio, secondo i tecnici, è da attribuire alla diminuzione del reddito medio dichiarato dal settore finanziario che si è ridotto rispetto all’anno precedente del 26,8 per cento.

Dai dati emerge, inoltre, che le società tassate in via ordinaria dichiarano un’imposta media di 40.230 euro, mentre i gruppi societari che hanno optato per il regime del consolidato dichiarano un’imposta media di 3.816.230 euro (rispettivamente 40.180 euro e 4.540.230 euro nel 2009). Il carico dell’Ires per oltre il 50% è comunque sulle imprese di maggiori dimensioni ovvero quelle con oltre 50 milioni di volume d’affari che dichiarano oltre la metà dell’imposta netta.

Il peso dell’Irap
Anche l’Irap pesa per oltre il 56% sulle società. Dai dati sul tributo regionale sempre relativi all’anno d’imposta 2010 emerge che l’imposta dichiarata per l’anno 2010 è stata pari a 32,5 miliardi di euro (+1,9% rispetto al 2009), con un valore medio pari a 10.078 euro. E, come detto, l’aumento più accentuato si registra nelle società di capitali (+3,3%) che rappresentano il 56% dell’imposta totale, mentre si presenta più contenuto nelle società di persone (+0,6%) e negli enti non commerciali privati (+1,7%).

Per le persone fisiche invece si registra una riduzione dell’1,9% che segue di fatto la riduzione del numero dei contribuenti Irap che è stata pari a meno 3,1% rispetto al 2009 (complessivamente i contribuenti Irap dichiaratisi nel 2011 sono stati 4.731.359). Il continuo calo che segue quello del 2009 riguarda soprattutto le persone fisiche. Secondo il fisco la motivazione va ritrovata nella crescente adesione al “regime dei minimi” (+14,4% rispetto al 2009) e al riconoscimento di ulteriori casistiche di non assoggettabilità all’Irap.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale sulla base del luogo in cui è svolta l’attività produttiva, si evidenzia che il 54% dell’imposta è prodotta al Nord e il 16% al Sud, in linea con l’andamento dell’anno precedente.
Per quanto riguarda poi l’effetto prodotto dal taglio del cuneo fiscale del 2008, le dichiarazioni Irap fanno riscontare che le deduzioni per lavoro dipendente nel 2010 sono pari a 136 miliardi di euro (+1,23% rispetto al 2009) e sono utilizzate per l’82% dalle società di capitali. In sostanza dall’analisi degli sconti fiscali emerge che le deduzioni per lavoro a
tempo indeterminato rappresentano l’80% delle deduzioni totali e subiscono un incremento del 2,51% rispetto al 2009, mentre le deduzioni alternative alle prime subiscono una contrazione rispettivamente dello 0,40% (deduzioni per apprendisti, contratto formazione lavoro, ricerca e sviluppo) e dell’1,28% (deduzione di 1.850 euro fino a 5 dipendenti).

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