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Dichiarazione precompilata, spunta il nodo della privacy

Dichiarazione precompilata, spunta il nodo della privacy
Nodo privacy legato al fatto che più Caf o intermediari abilitati possano essere delegati ad accedere al 730 di ciascun contribuente, e dunque con il rischio di un proliferare di dichiarazione dei redditi in giro per tutta l’Italia

Dichiarazione precompilata pronta al debutto ma ancora con qualche ostacolo da superare. Alla corsa contro il tempo di case produttrici di software, imprese e professionisti per garantire la trasmissione dei dati sulla certificazione unica dei redditi, si aggiunge anche il nodo della privacy legato al fatto che più Caf o intermediari abilitati possano essere delegati ad accedere al 730 di ciascun contribuente. E dunque con il rischio di un proliferare di dichiarazione dei redditi in giro per tutta l’Italia. Mentre sembrano meno problematiche le conseguenze dello slittamento dal 31 gennaio al 30 settembre della relazione tecnica sui requisiti e l’organizzazione dei Caf (i centri autorizzati all’assistenza fiscale), disposto da un emendamento al Dl milleproroghe.

La comunicazione dei redditi
Il primo tassello per far partire l’operazione precompilata (che l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione online dal prossimo 15 aprile) è la comunicazione dei dati sui redditi dei 20 milioni, tra dipendenti e pensionati, che saranno interessati. Giovedì le Entrate hanno messo a disposizione il software per poter consentire la consegna della documentazione al contribuente entro fine mese e l’invio telematico della certificazione al fisco entro il prossimo 7 marzo (il termine del 9 marzo cade di sabato). In realtà si tratta di un programma che riguarderà i sostituti d’imposta meno strutturati, cioè chi ha pochissimi dipendenti o compensi erogati. I grandi sostituti usano, invece, programmi gestionali che richiedono un aggiornamento per consentire di “pescare” i dati utili alla certificazione dei redditi. «Sarebbe meglio dare priorità – fa notare Bonfiglio Mariotti, presidente di Assosoftware – ai soggetti che operano su larga scala. Con grande responsabilità e nonostante un quadro normativo in continuo cambiamento e con tanti adempimenti, arriveremo in fondo. Questo grazie alle aperture arrivate dall’Agenzia delle Entrate negli ultimi giorni, soprattutto sull’inserimento dei dati Inail». Già sono state rilasciate alcune versioni non definitive di programmi che «parlano» con la certificazione unica ma l’obiettivo dovrebbe essere quello di mettere a disposizione tutti i software completi entro la metà di febbraio. Tra l’altro, a complicare il compito dei sostituti d’imposta c’è anche l’obbligo di comunicare i compensi di lavoro autonomo. Un’informazione che serve per dotare la dichiarazione precompilata anche dei redditi di lavoro occasionale (quelli derivanti da qualche attività extra) oltre a quelli di lavoro dipendente o pensione. «Continuano a persistere difficoltà operative soprattutto legate ai tempi e al rischio di sanzioni – precisa Rosario De Luca, presidente della Fondazione studi Consulenti del Lavoro – nonostante la buona volontà di professionisti e case produttrici di software. Considerato l’avvio sperimentale della dichiarazione precompilata andrebbe rivisto l’attuale impianto delle penalità».

I dati personali
A questo si aggiunge poi la questione della privacy che dovrà essere risolto in tempi brevi. La possibilità concessa al contribuente di consultare la precompilata – per evidenti ragioni di semplificare un adempimento al debutto – anche presso più Caf e intermediari potrebbe creare un rischio di accessi indebiti a dati sensibili come quelli sui redditi. Naturalmente, l’accesso sarà possibile solo dietro delega scritta e accompagnata da un documento del contribuente che il Caf o l’intermediario devono acquisire (e in questi giorni stanno già arrivando alcune richieste da parte dei sostituti a sottoscrivere la delega per chi fosse interessato). Ecco perché il Garante della privacy potrebbe volerci veder chiaro e formulare osservazioni per chiedere alle Entrate di fissare ulteriori cautele. Una soluzione – ma non troppo gradita agli stessi rappresentanti dei Caf – potrebbe essere quella di legare l’accesso al codice della tessera sanitaria che è composto di venti cifre e non facilmente calcolabile come è di fatto oggi il codice fiscale.

I requisiti dei Caf
Lo slittamento dal 31 gennaio al 30 settembre della relazione tecnica sui requisiti dei Caf autorizzati all’assistenza fiscale, disposto da un emendamento al milleproroghe, «non genererà problemi né ai contribuenti né all’avvio della dichiarazione precompilata». Ne è certo il presidente della Consulta dei Caf, Valeriano Canepari, secondo cui «molti centri di assistenza fiscale, i più grandi e strutturati, hanno già presentato la relazione tecnica all’Amministrazione finanziaria, rispettando comunque il termine del 31 gennaio scorso». In una situazione normale e non in piena start up come quella attuale, «la relazione dei Caf sui loro requisiti tecnico-organizzativi dovrebbe arrivare prima dell’avvio del nuovo adempimento», dice ancora Canepari. Ma a garantire la situazione attuale saranno «le verifiche ad accertare la congruità tra l’attività svolta dai Caf e la relazione inviata al fisco».

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