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Dichiarazione dei redditi in ritardo: ecco cosa fare

Dichiarazione dei redditi in ritardo: ecco cosa fare
Può accadere di essere in ritardo nella presentazione della dichiarazione dei redditi o anche che si siano commessi i famosi errori dell’ultimo minuto o che vi siano stati dei dubbi nella compilazione o si siano riusciti a rintracciare documenti giustificativi per spese deducibili solo oltre la scadenza e per questo è possibile, entro certi limiti, presentare una dichiarazione integrativa che corregge il precedente invio

Può accadere di essere in ritardo nella presentazione della dichiarazione dei redditi o anche che si siano commessi i famosi errori dell’ultimo minuto o che vi siano stati dei dubbi nella compilazione o si siano riusciti a rintracciare documenti giustificativi per spese deducibili solo oltre la scadenza e per questo è possibile, entro certi limiti, presentare una dichiarazione integrativa che corregge il precedente invio.

Perché si presenta la dichiarazione 730 o Modello Unico integrativo
Può accadere per una serie indeterminata di motivi: mancanza della documentazione, problemi con il commercialista o con il CAF, problemi al momento della trasmissione telematica da parte dell’intermediario, correzione di errori nella precedente dichiarazione, etc.
In questo modo sarà possibile sanare una situazione in cui si configurerebbe il reato di omessa dichiarazione, di cui all’art. 5 del D.Lgs. n. 74/2000 (imposta evasa superiore a 30.000 euro, reclusione da 1 a 3 anni; in tal caso non si considera omessa, ai fini della configurazione del delitto, la dichiarazione presentata entro 90 giorni dalla scadenza, oppure non sottoscritta, o non redatta su uno stampato conforme al modello prescritto; alla scadenza dei 90 giorni, si consuma il reato).

A chi rivolgersi in caso di ritardo nella presentazione della dichiarazione dei redditi
Per sanare l’irregolarità sarà necessario rivolgersi ad un Caf oppure ad un commercialista abilitato alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Come presentare la dichiarazione dei redditi integrativa
In pratica si tratta di inviare una nuova dichiarazione indicando nel frontespizio che si tratta di una dichiarazione integrativa, barrando i quadri oggetto di modifiche, correzioni, integrazioni ed indicando se la dichiarazione è a favore del contribuente o no, anche detto pro fisco o contro fisco, ossia se dalle modifiche esce una minore o maggiore imposta dovuta.
Raccomandiamo sempre di leggere eventuali proroghe nel 730 o nel modello unico che possono caratterizzare il singolo annuo di imposta.

Cosa conviene scegliere fare tra Caf e commercialista per il 730 integrativo
Per questione di tempistiche è preferibile rivolgersi ad un commercialista perché il Caf, per procedure interne, richiederebbe nuovamente la produzione della documentazione ed il ricalcolo della dichiarazione, con conseguente allungamento dei tempi.

Il complesso iter procedurale per l’intermediario che presenta la dichiarazione integrativa
L’intermediario o il Caf, una volta ricevuta la documentazione dal contribuente, compilerà il modello 730-2 consegnandolo successivamente al contribuente. In seguito ed entro la scadenza naturale del 10 novembre elaborerà il nuovo reddito imponibile attraverso il 730-3 e provvederà ad inoltrare questo telematicamente fino ad arrivare al modello 730-4 integrativo.
In ogni caso, se entro il 30 settembre verrà presentata una seconda dichiarazione si avrà una correttiva nei termini e nulla sarà dovuto, mentre nel caso in cui si dovesse procedere entro il termine di presentazione dell’anno successivo e dalla dichiarazione integrativa fosse dovuta una maggiore imposta, si potrebbe effettuare un ravvedimento operoso sulle minori imposte versate.

Nel caso di omessa presentazione, la dichiarazione potrà comunque essere presentata e sarà valida giusto ai fini dell’accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate ex art. art. 2 comma 8 del D.P.R. n. 322 del 1998.

Riduzione delle sanzioni
Se il pagamento viene eseguito entro trenta giorni dalle prescritte scadenze, la sanzione del 30 per cento nonché quella per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni – che spetta indipendentemente dal verificarsi delle condizioni richieste per il ravvedimento – è ridotta di un decimo, a condizione che venga eseguito anche il pagamento della sanzione ridotta e degli interessi calcolati al tasso legale (tasso pari all’1,5 per cento dal 1° gennaio 2011 e al 2,5 per cento dal 1° gennaio 2012, 1% dal primo gennaio 2014) con maturazione giorno per giorno. Alle medesime condizioni, se il pagamento viene eseguito entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, la sanzione del 30 per cento è ridotta al 3,75 per cento mediante il ravvedimento operoso.

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