Fisco

Dichiarazione 730 precompilata: i chiarimenti del Fisco

Agenzia-delle-Entrate
Sotto forma di domanda e risposta, l’Agenzia delle Entrate affronta un po’ tutti gli aspetti della dichiarazione dei redditi precompilata, fornendo alcune utili indicazioni

Arrivano finalmente i tanto attesi chiarimenti sulla dichiarazione precompilata che debutterà, ufficialmente, il prossimo 15 aprile. Lo fa l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 11/E del 23 marzo 2015 che, sotto forma di domanda e risposta, affronta un po’ tutti gli aspetti dell’intera operazione, fornendo alcune utili indicazioni.
Le risposte fornite sono tantissime e di seguito si cerca di evidenziare quelle più importanti e significative.

Dichiarazione congiunta
Chi ha presentato lo scorso anno una dichiarazione congiunta non troverà un 730 precompilato nella versione congiunta.
E’ questo il primo importante chiarimento che si trae leggendo la circolare.<
In pratica si afferma che se i coniugi hanno presentato il modello 730/2014 in forma congiunta, nel sito dedicato saranno predisposte due distinte dichiarazioni 730 precompilate, una per ciascun coniuge che abbia i requisiti per rientrare nella platea dei destinatari della dichiarazione precompilata.
Se i coniugi intendono presentare la dichiarazione 730 precompilata in forma congiunta devono, quindi, necessariamente rivolgersi al sostituto che presta assistenza fiscale, al CAF o al professionista abilitato.
Infatti, la dichiarazione 730 precompilata può essere presentata in forma congiunta, esclusivamente al sostituto che presta assistenza fiscale, al CAF o al professionista abilitato.
Non è consentita, per il primo anno di avvio sperimentale, la presentazione della dichiarazione precompilata in forma congiunta direttamente in via telematica all’Agenzia delle Entrate.
Tra l’altro, nel caso di presentazione della dichiarazione in forma congiunta, la dichiarazione si considera sempre “modificata” in quanto il prospetto di liquidazione finale è certamente variato rispetto a quelli relativi alle dichiarazioni dei singoli coniugi.
Nel caso di dichiarazione congiunta le caselle presenti nel prospetto di liquidazione del modello 730 vanno compilate nel modo indicato nella tabella che segue.

1. Assistenza prestata dal Caf o dal professionista: ✓ se risulta disponibile la dichiarazione precompilata del dichiarante o del coniuge o di entrambi va barrata la casella “Dichiarazione Precompilata – Modificata”;
✓ se non risulta disponibile la dichiarazione precompilata né del dichiarante né del coniuge va barrata la casella “Dichiarazione precompilata non presente”;
✓ se il dichiarante o il coniuge o entrambi non hanno delegato il Caf o il professionista all’accesso alla dichiarazione precompilata va barrata la casella “Sostituto, Caf o professionista non delegato”.
2. Assistenza prestata dal sostituto d’imposta: ✓ se risulta disponibile la dichiarazione precompilata del dichiarante va barrata la casella “Dichiarazione Precompilata – Modificata”;
✓ se non risulta disponibile la dichiarazione precompilata del dichiarante va barrata la casella “Dichiarazione precompilata non presente”;
✓ se il dichiarante non ha delegato il sostituto all’accesso alla dichiarazione precompilata va barrata la casella “Sostituto, Caf o professionista non delegato”.

Controlli ex art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973
Se per l’anno d’imposta 2013 il contribuente ha presentato, oltre alla dichiarazione originaria, anche ulteriori dichiarazioni correttive nei termini o integrative, si è posto il problema di capire quale di essa viene utilizzata ai fini della precompilata.
In linea di massima, siccome la dichiarazione precompilata non viene redatta per i contribuenti per i quali è ancora in corso l’attività di liquidazione automatizzata ex art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973, se le dichiarazioni correttive nei termini o integrative sono ancora “in lavorazione” non viene preparato il precompilato.
Infatti, in tal caso, all’Agenzia mancherebbero dati “certi” da inserire nella dichiarazione precompilata.
Diverso è il caso in cui, al momento della elaborazione del modello 730 precompilato, è ancora in corso l’attività di liquidazione automatizzata ex art. 36-bis.
In tal caso la dichiarazione precompilata viene comunque predisposta: chiaramente, in essa non saranno riportati i dati che potrebbero essere modificati in esito all’attività di liquidazione automatizzata, come ad esempio l’eccedenza a credito, e di tale circostanza viene dato avviso al contribuente.

Cosa contiene il foglio informativo
Dal 15 aprile, sul sito dedicato dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente (o i soggetti da lui delegati) troveranno:

  • il modello 730 precompilato relativo all’anno d’imposta precedente;
  • un foglio informativo contenente l’elenco delle informazioni attinenti alla dichiarazione precompilata disponibili presso l’Agenzia delle Entrate;
  • l’esito della liquidazione della dichiarazione (il rimborso che sarà erogato dal sostituto d’imposta e/o le somme che saranno trattenute in busta paga) e il prospetto di liquidazione del modello 730 con il dettaglio dei risultati della liquidazione. Nei casi in cui la dichiarazione non possa essere precompilata in modo completo (perché non si conosce un elemento essenziale quale, ad esempio, la destinazione d’uso di uno o più immobili), l’esito della liquidazione è disponibile al contribuente solo dopo la necessaria integrazione della dichiarazione.

Riguardo al foglio informativo viene specificato che esso contiene l’elenco delle informazioni in possesso dell’Agenzia delle Entrate al momento di elaborazione della dichiarazione 730 precompilata.
Le informazioni sono suddivise in base ai diversi quadri e sezioni del modello 730; accanto ad ogni dato informativo è indicata la relativa fonte ed è specificato se il dato è stato utilizzato, anche parzialmente, per l’elaborazione della dichiarazione ovvero se non è stato utilizzato.
Con riferimento ai dati non utilizzati o parzialmente utilizzati (verranno evidenziati con un apposito simbolo), il contribuente può verificare direttamente nel sito di assistenza dedicato al modello 730 precompilato i motivi per cui tali dati non sono stati integralmente inseriti nella dichiarazione.
Ad esempio, non sono inseriti gli interessi passivi per mutui ipotecari comunicati dalla banca, se gli stessi sono di ammontare superiore rispetto a quelli indicati nella dichiarazione dei redditi dell’anno precedente, dal momento che il loro ammontare generalmente diminuisce nel corso degli anni.
In tal caso, l’importo degli interessi passivi viene riportato nel foglio informativo con l’indicazione della denominazione della banca che ha comunicato il dato.
Il contribuente, qualora sia in possesso dei requisiti per fruire della detrazione, dopo aver verificato la correttezza dell’importo comunicato dalla banca, può integrare la dichiarazione riportando tale onere nella sezione I del quadro E.

Dati comunicati da soggetti terzi
Per l’elaborazione della dichiarazione 730 precompilata saranno utilizzati i dati relativi ai seguenti oneri detraibili e deducibili (trasmessi entro il 28 febbraio dai soggetti che erogano mutui agrari e fondiari, dalle imprese assicuratrici e dagli enti previdenziali):

  • quote di interessi passivi e relativi oneri accessori per mutui in corso;
  • premi di assicurazione sulla vita, causa morte e contro gli infortuni;
  • contributi previdenziali e assistenziali.

Nella circolare si specifica che è previsto anche l’obbligo di trasmissione dei contributi versati alle forme di previdenza complementare. Tuttavia, le forme pensionistiche complementari non sono tenute a trasmettere la comunicazione relativa ai contributi versati nell’anno 2014 e, pertanto, tali informazioni non saranno inserite nel modello 730 precompilato 2015 (a meno che non siano state indicate dal sostituto d’imposta nella Certificazione Unica trasmessa).

Gli altri dati riportati
Oltre ai dati relativi ai redditi di lavoro dipendente/pensione, agli oneri e spese di cui si è detto sopra, nella dichiarazione precompilata sono riportati i seguenti dati ricavati dall’annualità precedente:

  • le eccedenze d’imposta risultanti dalla dichiarazione presentata per l’anno d’imposta 2013;
  • i residui dei crediti d’imposta indicati nella dichiarazione presentata per l’anno d’imposta 2013;
  • le rate annuali detraibili relative ad oneri sostenuti in anni precedenti, per i quali è prevista la possibilità di rateizzare la detrazione, ad esempio per le spese mediche di ammontare superiore a un determinato importo, oppure l’obbligo di suddividere la detrazione in più rate annuali, ad esempio nel caso di spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, per interventi di risparmio energetico o per l’arredo degli immobili ristrutturati;
  • l’eventuale maggior credito derivante dalla liquidazione automatizzata (art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973), relativa alla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente.

Per quanto riguarda i dati dei terreni e dei fabbricati, nella circolare si chiarisce che saranno inseriti i dati presenti della dichiarazione dell’anno precedente, integrati tenendo conto delle eventuali variazioni, risultanti dalla banca dati catastale e dagli atti del registro, intercorse sui diritti reali (ad esempio compravendite e successioni) e sull’utilizzo degli immobili (ad esempio locazione e comodato).
Infine, verranno utilizzate altre informazioni presenti nella banca dati dell’Anagrafe tributaria, quali ad esempio i versamenti e le compensazioni effettuate con il modello F24.

Esito della liquidazione
La liquidazione della dichiarazione sarà presente solo se l’Agenzia ha tutti i dati a disposizione.
Se invece non è stato possibile procedere alla liquidazione della dichiarazione perché manca un elemento essenziale, ad esempio il codice di utilizzo di un immobile acquistato nel 2014, il contribuente potrà visualizzare il modello 730 precompilato e il foglio informativo, mentre l’esito della liquidazione sarà disponibile immediatamente dopo che si sia proceduto ad integrare la dichiarazione e comunque prima dell’invio della dichiarazione stessa.
E’ chiaro che, se il contribuente modifica la dichiarazione proposta, l’esito della liquidazione, già disponibile alla prima visualizzazione, viene ricalcolato in tempo reale.

Accesso alla dichiarazione in caso di cambio di datore di lavoro nel corso del 2015
Il sostituto d’imposta può accedere alle dichiarazioni precompilate dei sostituiti solo se dal modello 770 Semplificato dell’anno precedente risulta aver prestato l’assistenza fiscale ed esclusivamente con riferimento ai contribuenti per i quali ha trasmesso, entro i termini, la Certificazione Unica all’Agenzia delle Entrate.
Viene quindi specificato che, se il contribuente ha cambiato datore di lavoro nel corso dell’anno 2015, il nuovo sostituto d’imposta, pur prestando l’assistenza fiscale, non può accedere alla dichiarazione precompilata del dipendente assunto nel 2015, in quanto non ha trasmesso all’Agenzia delle Entrate la sua Certificazione Unica relativa ai redditi dell’anno 2014.
In tal caso, il contribuente può presentare il modello 730 al nuovo sostituto con le modalità ordinarie (non precompilato) oppure rivolgersi ad un Caf o ad un professionista abilitato per accedere alla propria dichiarazione precompilata.

Delega per l’accesso
Il contribuente, per permettere a soggetti terzi (sostituto, CAF o professionista) di accedere alla propria dichiarazione deve rilasciare a costoro apposita delega (in tutti i casi, anche se non risulta tra i destinatari del precompilato, perché ha presentato, ad esempio, una dichiarazione integrativa non ancora liquidata).
A tale proposito, viene chiarito che la delega ha valore per la dichiarazione precompilata relativa a una sola annualità e può essere revocata con le medesime modalità del conferimento.
Inoltre si conferma che se il contribuente che richiede assistenza fiscale non intende utilizzare la dichiarazione 730 precompilata, il Caf o il professionista abilitato deve acquisire idonea documentazione da cui si evince la mancata autorizzazione da parte del contribuente all’accesso al modello 730 precompilato.
Ciò mina il concetto di “facoltà” di avvalersi del precompilato (facoltà, tra l’altro, confermata nella circolare stessa), in quanto si chiede, in qualche modo, di giustificare il mancato utilizzo della nuova modalità.
Tra l’altro non viene chiarito cosa si intende per “idonea documentazione”, aspetto su cui si spera ci sia un ulteriore intervento da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Riguardo alla gestione delle deleghe (che possono essere conservate in formato cartaceo o elettronico – file pdf o tiff) viene ricordato che il sostituto d’imposta, il Caf o il professionista devono annotare giornalmente in un apposito registro cronologico, che può essere tenuto anche in formato elettronico, le deleghe acquisite, con indicazione del numero progressivo e della data della delega, del codice fiscale e dei dati anagrafici del delegante, degli estremi del documento di identità del delegante.
Nella circolare si chiarisce che per l’annotazione delle deleghe acquisite possono essere utilizzati più registri (ad esempio in relazione alle diverse sedi del Caf): in tal caso, il numero della delega indicato nella richiesta di accesso alla dichiarazione precompilata deve contenere anche il codice che identifica il registro cronologico nel quale la delega è stata annotata.
Inoltre, in merito alla data viene chiarito che:

  • la data da riportare nella richiesta della dichiarazione precompilata da trasmettere all’Agenzia delle Entrate corrisponde alla data di registrazione della stessa nel registro cronologico;
  • la data di registrazione della delega deve essere uguale o successiva alla data di conferimento indicata nella delega stessa e comunque antecedente rispetto al momento della richiesta della dichiarazione precompilata.

Quanto alla conservazione delle deleghe le date sono:

  • in caso di Caf o professionisti, fino al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione cui si riferiscono;
  • per i sostituti d’imposta fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione cui si riferiscono.

Quando la dichiarazione si considera accettata senza modifiche
La dichiarazione si considera “accettata” se è trasmessa senza modifiche dei dati indicati nella dichiarazione precompilata ovvero con modifiche che non incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta.
Nella circolare si coglie l’occasione per chiarire quali sono le operazioni che è possibile effettuare senza inficiare la determinazione del reddito o dell’imposta:

  • indicazione o modifica dei dati anagrafici del contribuente, ad eccezione del comune del domicilio fiscale, che potrebbe incidere sulla determinazione delle addizionali regionale e comunale all’Irpef;
  • indicazione o modifica dei dati identificativi del soggetto che effettua il conguaglio;
  • indicazione o modifica del codice fiscale del coniuge non fiscalmente a carico;
  • compilazione del quadro I per la scelta dell’utilizzo in compensazione, totale o parziale, dell’eventuale credito che risulta dal modello 730;
  • scelta di non versare o di versare in misura inferiore a quanto calcolato da chi presta assistenza fiscale gli acconti dovuti, mediante la compilazione dell’apposito rigo del quadro F;
  • richiesta di suddivisione in rate mensili delle somme dovute a titolo di saldo e acconto nei casi consentiti dalla normativa vigente, mediante la compilazione dell’apposito rigo del quadro F.

Anche se si interviene su questi aspetti, nel prospetto di liquidazione del modello 730 va essere barrata la casella “Dichiarazione Precompilata – Accettata”.

Controlli in caso di presentazione di 730 ordinario
L’Agenzia, infine, conferma che in caso di presentazione del modello 730 con le modalità ordinarie ad un Caf o a un professionista si applicano le stesse disposizioni previste nel caso di presentazione della dichiarazione precompilata tramite un intermediario.

Agenzia delle Entrate – Circolare N. 11/E/2015  Vai al portale dedicato

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