Fisco

Detassazione al 10% anche retroattiva

Le somme incentivanti previste da contratti già sottoscritti al 13 aprile 2013 e corrisposte ai dipendenti, potranno essere detassate se i contratti stessi saranno depositati presso la direzione territoriale del Lavoro competente entro lunedì 13 maggio
Le somme incentivanti previste da contratti già sottoscritti al 13 aprile 2013 e corrisposte ai dipendenti, potranno essere detassate se i contratti stessi saranno depositati presso la direzione territoriale del Lavoro competente entro lunedì 13 maggio

Le somme incentivanti previste da contratti già sottoscritti al 13 aprile 2013 e corrisposte ai dipendenti, potranno essere detassate (ricorrendone tutti i presupposti) se i contratti stessi saranno depositati (dai datori di lavoro) presso la direzione territoriale del Lavoro competente entro lunedì 13 maggio.
Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate nella circolare 11/2013, con cui fa il punto sul riconoscimento della detassazione al salario di produttività.

L’imposta sostitutiva del 10% (in sostituzione di Irpef ordinaria e addizionali regionali e comunali) si potrà applicare anche alle erogazioni previste da contratti sottoscritti in conformità alle regole precedenti, sempre che la retribuzione di produttività detassabile presenti le caratteristiche previste dall’attuale normativa; in tal caso la detassazione potrà retroagire all’1 gennaio 2013 e legittimare l’applicazione del beneficio fiscale a somme pagate ai lavoratori nel 2013, prima dell’entrata in vigore del Dpcm del 22 gennaio 2013. Se il datore non ha applicato la detassazione a somme già erogate, pur in presenza delle caratteristiche legittimanti, la più favorevole tassazione, potrà – in fase di elaborazione delle prime buste paga – assoggettare gli importi al 10% e recuperare le maggiori ritenute versate mediante compensazione interna con le altre trattenute (in base al Dpr 445/97).

Nell’ipotesi in cui il lavoratore interessato abbia cessato il rapporto di lavoro, essendo impossibile riconoscere la detassazione, il datore di lavoro dovrà limitarsi a eseguire le registrazioni nel Cud, seguendo le istruzioni di compilazione della certificazione, affinché il lavoratore possa recuperare autonomamente la tassazione più favorevole.
Qualora il datore di lavoro abbia erroneamente applicato la detassazione a somme prive delle caratteristiche necessarie, dovrà versare la differenza tra l’imposta sostitutiva già versata e quanto dovuto a titolo di Irpef ordinaria; gli importi vanno aumentati di sanzioni ed interessi.

Anche per il 2013 resta confermato il limite di 2.500 euro (al netto dei contributi previdenziali) oltre cui la detassazione non è più applicabile. La facilitazione spetta solo se il lavoratore, nel 2012, non ha avuto un reddito di lavoro dipendente superiore a 40mila euro. Rispetto allo scorso anno si prevede l’obbligatorietà del deposito dei contratti collettivi (si veda la circolare del Lavoro 15/2013). Si ricorda che l’azienda, in costanza di rapporto di lavoro, applica autonomamente la detassazione a meno che la stessa non sia meno favorevole per il dipendente o quest’ultimo non abbia espressamente e formalmente rinunciato.

Riguardo agli interventi in favore della contrattazione di secondo livello, va ricordata anche un’ulteriore misura di carattere contributivo. Si tratta di uno sgravio introdotto in via sperimentale nel 2008 dalla legge 247/07, in sostituzione della decontribuzione, e poi reso stabile, dal 2012. Conseguentemente, anche nel 2013, i datori di lavoro che erogheranno somme connesse ad accordi territoriali o aziendali potranno contare su questa ulteriore agevolazione pari, al massimo, a 25 punti della contribuzione datoriale e all’intera quota del lavoratore (in genere 9,19%). Va, tuttavia, osservato che, mentre negli anni precedenti il finanziamento del beneficio contributivo si è attestato stabilmente sui 650 milioni, quest’anno la torta a disposizione sarà ridotta, essendo già stati erosi 150 milioni destinati, in larga parte, agli ammortizzatori in deroga (118 milioni) e, in misura minore, (32 milioni e importi più consistenti negli anni futuri) a finanziare il ripristino delle ricongiunzioni gratuite nei termini stabiliti dalla legge di stabilità 2013.

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