Diritto

Delega di firma sull’avviso di accertamento da documentare in giudizio

La delega di firma degli avvisi di accertamento deve essere provata in giudizio altrimenti l'atto è nullo
La delega di firma degli avvisi di accertamento deve essere provata in giudizio altrimenti l’atto è nullo

La delega di firma degli avvisi di accertamento deve essere provata in giudizio altrimenti l’atto è nullo. È la conclusione cui giunge la sentenza 8/9/2013 della Ctp Vicenza che ha accolto il ricorso di una contribuente per la carenza di sottoscrizione dell’atto impugnato.

Nel caso affrontato dai giudici, gli avvisi di accertamento erano stati sottoscritti da una funzionaria in qualità di capo area persone fisiche ed enti non commerciali e su delega del direttore provinciale, capo dell’ufficio impositore.
La ricorrente ha eccepito che non risultava provato il conferimento della delega alla funzionaria firmataria dell’atto. E, in difetto di tale prova, gli avvisi dovevano essere considerati nulli per violazione dell’articolo 42, comma 1, del Dpr 600/1973. Per la difesa dell’amministrazione finanziaria, invece, alla validità dell’atto di accertamento bastava una mera delega di firma e non era sindacabile dal contribuente o dal giudice il criterio organizzativo interno all’ufficio, in applicazione del quale la delega era stata conferita.

La Commissione tributaria provinciale ha ritenuto, però, non provato che gli avvisi di accertamenti impugnati fossero stati sottoscritti da funzionario che fosse stato preventivamente delegato dal capo dell’ufficio a nome del quale gli avvisi erano stati emessi e ne ha dichiarato la nullità.
La contestazione, infatti, non riguardava la legittimità del potere di delegare o l’abilitazione della funzionaria ma l’esistenza stessa della delega. E l’ufficio convenuto non ha assolto all’onere probatorio a cui era tenuto.

La pronuncia si pone nel solco tracciato dalla giurisprudenza della Cassazione. La sentenze di legittimità, infatti, da un lato ha ammesso la possibilità della delega di firma (pronuncia 10513/2008) a funzionario, quale il direttore tributario, di nona qualifica funzionale ma dall’altro ha precisato che il solo possesso della qualifica non abilita il direttore tributario alla sottoscrizione, dovendo il potere di organizzazione essere in concreto riferibile al capo dell’ufficio (pronuncia 14626/2000). La Suprema corte, inoltre, ha ribadito (da ultimo con l’ordinanza 17400/2012) l’obbligo di documentare nel processo tributario l’esistenza di una rituale delega nel caso in cui il contribuente sollevi l’eccezione relativa alla sottoscrizione dell’avviso di accertamento ai sensi dell’articolo 42 del Dpr 600/7193. Diversamente l’avviso di accertamento è nullo.
Né a tale mancanza può sopperire la Ctp disponendo che l’ufficio produca in giudizio la delega – come richiesto ai giudici vicentini dalla difesa erariale nella circostanza in esame – in quanto i poteri previsti dall’articolo 7 del Dlgs 546/1992 attengono a fini istruttori, per l’acquisizione di informazioni o dati, quindi circostanze di fatto, necessari o utili ai fini della decisione. Mentre la delega di firma è, invece, una condizione di legittimità dell’avviso di accertamento. E il potere di chiedere chiarimenti può «essere esercitato per valutare una delega non chiara – si legge nella sentenza – non per acquisire una delega mai prodotta».

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