Italia

Deficit-Pil resta stabile, pressione fiscale in lieve diminuzione

La pressione fiscale è stata pari al 40,3% nel terzo trimestre, in riduzione di 0,1 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente

Deficit-Pil resta stabile, pressione fiscale in lieve diminuzione
La pressione fiscale è stata pari al 40,3% nel terzo trimestre, in riduzione di 0,1 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

La spesa delle famiglie cresce nel terzo trimestre del 2019. Secondo l’Istat, l’aumento del reddito si è tradotto in maggiori consumi, con un incremento della spesa pari allo 0,4% rispetto al secondo trimestre. In Italia la pressione fiscale nel periodo si attesta al 40,3%. L’indebitamento netto in rapporto al Pil è stato dell’1,8%. Rimane stabile in Italia il deficit nel terzo trimestre dell’anno appena trascorso, anche se migliora nei nove mesi da gennaio a fine settembre. Al contrario, la pressione fiscale si riduce leggermente nel periodo considerato e invece aumenta nei nove mesi. A fotografare la situazione dei conti pubblici è l’Istat che ha reso noti i dati. L’indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni in rapporto al Prodotto interno lordo nel terzo trimestre 2019 è stato dell’1,8% e invariato rispetto allo stesso periodo di un anno prima.

I numeri
Complessivamente, spiega l’Istituto di statistica, nei primi tre trimestri dello scorso anno il rapporto deficit-Pil è risultato del 3,2% con un lieve miglioramento (era 3,4%) rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Se si guarda al saldo primario (ovvero l’indebitamento al netto degli interessi passivi), la situazione è positiva e si attesta all’1,6% sul Pil contro un 1,9% del terzo trimestre 2018. Positivo anche il saldo corrente con un’incidenza dell’1,1% sul Pil (contro 1,2% dello stesso periodo di un anno prima). Situazione in chiaroscuro anche per la pressione fiscale nel terzo trimestre che si attesta al 40,3% e si riduce in maniera quasi inconsistente (meno 0,1%) rispetto allo stesso periodo di un anno prima. Se invece si guarda al periodo da gennaio a settembre 2019, il dato del peso fiscale è al 39,25% del Pil e sale dello 0,3% rispetto al 2018. Infine, l’Istat segnala che nel terzo trimestre del 2019 il reddito disponibile delle famiglie è sempre positivo per lo 0,3% quanto a potere d’acquisto «grazie alla dinamica nulla dell’inflazione».

Il reddito
Nel terzo trimestre del 2019, la crescita del reddito delle famiglie si è tradotta in maggiore consumi, con un aumento della spesa dello 0,4% rispetto al secondo trimestre. Lo rileva l’Istat. Ne consegue una «marginale» riduzione della propensione al risparmi, pari all’8,9% (-0,1 punti percentuali sul trimestre precedente). «Tale flessione – spiega l’Istituto di statistica – deriva da una crescita della spesa per consumi finali lievemente più sostenuta rispetto a quella registrata per il reddito disponibile lordo (+0,4% e +0,3% rispettivamente)».

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