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Def 2020, ok del Cdm. Manovra da 14 miliardi, ecco le risorse

Nella premessa Conte e Gualtieri specificano: obiettivo rilanciare la crescita nell'equilibrio dei conti pubblici

Def 2020, ok del Cdm. Manovra da 14 miliardi, ecco le risorseVia libera del Consiglio dei ministri alla nota di aggiornamento al Def. Il Cdm, iniziato con un’ora di ritardo alle 19.30, ha varato il primo documento organico di politica economica del nuovo governo giallo-rosso. Un documento che segna la discontinuità dal governo precedente e che ha come primo obiettivo scongiurare gli aumenti dell’Iva per 23,1 miliardi.

La manovra 2020 sarà da 37 miliardi di euro circa, un totale che si ottiene sommando le risorse necessarie per sterilizzare le clausole di salvaguardia (pari a 23 miliardi) a cui si sommano oltre 14 miliardi di euro “per il finanziamento degli interventi previsti dalla manovra di bilancio per il 2020” che sono pari “a quasi 0,8% del pil”.  La bozza specifica poi: “Le risorse per il finanziamento degli interventi previsti dalla manovra per il 2020 sono pari a quasi 0,8 per cento del Pil (circa 14,4 miliardi)” così suddivisi: 7,2 miliardi (0,4% del Pil) dalla lotta all’evasione, compresa la “diffusione di strumenti di pagamento tracciabili”, 1,8 miliardi dalla spending review (0,1% del Pil), 1,7 miliardi (circa lo 0,1% del Pil). Il resto verrà da tagli ai sussidi e da altre misure fiscali.

In particolare la nota di aggiornamento al Def prevede che il rapporto deficit/Pil si attesterà al 2,2% nel 2019 e resterà a questo livello anche nel 2020, nel 2021 scenderà all’1,8% e all’1,4% nel 2022. La variazione del saldo strutturale registra un peggioramento di 0,1 punti di Pil il prossimo anno. Il rapporto debito/Pil scenderà dal 135,7% del 2019 al 135,2% nel 2020, al 133,4% nel 2021 e al 131,4% nel 2022, grazie a 0,2 punti di Pil di privatizzazioni nel 2020 e negli anni successivi (erano 0,3 punti previsti prima). Il quadro tendenziale certifica un deficit all’1,4% il prossimo anno, emerge dunque uno spazio di flessibilità a valere sul deficit di oltre 14 miliardi.

Nella premessa alla Nota di aggiornamento al Def il premier Giuseppe Conte e il ministro Giovanni Gualtieri sottolineano: “Il nuovo Governo si pone l`obiettivo di rilanciare la crescita assicurando allo stesso tempo l’equilibrio dei conti pubblici e una partecipazione propositiva al progetto europeo”. Gualtieri spiega: “Abbiamo dunque di fronte a noi delle sfide impegnative e un programma ambizioso, che vogliamo realizzare attraverso un coinvolgimento attivo dei cittadini e delle forze sociali, produttive e intellettuali del Paese”.

Sempre nella premessa, Gualtieri scrive che nella manovra: “saranno aumentati gli investimenti pubblici e il Governo si impegnerà per accelerarne l’attuazione. Inoltre, verranno introdotti due nuovi fondi di investimento, assegnati a Stato e Enti territoriali, per un ammontare complessivo di almeno 50 miliardi su un orizzonte pluriennale, che si affiancheranno e daranno continuità ai fondi costituiti con le ultime tre Leggi di bilancio”. “Le risorse – spiega – saranno assegnate per attivare progetti di rigenerazione urbana, di riconversione energetica e di incentivo all’utilizzo di fonti rinnovabili”.

L’esecutivo inoltre intende “iniziare ad alleggerire il carico fiscale sul lavoro, rifinanziare gli investimenti pubblici e facilitare l’accesso delle famiglie all’istruzione prescolare“.

Dal cuneo fiscale al green new deal, i 23 ddl

Sono 23 i ddl che saranno collegati alla manovra. Nella bozza della nota di aggiornamento al Def è elencata la lista dei provvedimenti, tra cui compare la riduzione del cuneo fiscale, il green new deal, la revisione del superticket e anche un nuovo disegno di legge sull’Autonomia differenziata. Nella lista è indicata anche la riforma del catasto. Nella bozza, in particolare, si legge: “L’impegno aggiuntivo necessario alla riduzione del cuneo fiscale nel 2020 è valutato in 0,15 punti percentuali di PIL, che saliranno a 0,3 punti nel 2021″. Si tratta di circa 2,7 miliardi nel 2020 e di circa 5,4 miliardi nel 2021.

Web tax per le multinazionali

Nell’ambito di un ampio processo di riforma dell’imposizione sugli utili d’impresa concordato a livello internazionale, si attuerà la web tax per le multinazionali del settore che spostano i profitti verso giurisdizioni più favorevoli, conferma la Nota di aggiornamento del Def, aggiungendo che la revisione delle agevolazioni fiscali punterà a una razionalizzazione della miriade di agevolazioni attualmente esistenti rendendo il sistema piu’ coerente con l’approccio d’insieme e sostenga il gettito fiscale.

Pagamenti elettronici, il piano per incentivarli

Mentre iniziano a riempirsi le caselle dei numeri chiave della finanza pubblica, trapelano altre indiscrezioni sulle ipotesi allo studio del Mef e palazzo Chigi per incentivare i pagamenti elettronici. In particolare, secondo quanto si apprende, sul tavolo ci sarebbe il meccanismo cashback legato alla modalità di pagamento degli acquisti. Nel tentativo di far emergere quanto più possibile i pagamenti in nero si punterebbe ad avvantaggiare chi deciderà di saldare con uno strumento di pagamento elettronico. La cifra pagata sarà la stessa di chi pagherà in contanti ma per chi avrà utilizzato bancomat e carta di credito sarà previsto un rimborso a fine mese pari a una percentuale della spesa sostenuta.

Accanto al cashback si starebbe lavorando anche a un altra misura ribattezzata ‘bonus Befana‘, cioè una sorta di maxi-bonus da elargire a inizio anno a coloro che superano una determinata soglia di spese con strumenti elettronici. Per ottenere il beneficio è previsto un tetto di spesa con pagamenti digitali che potrebbe essere fissato a 2.500 euro l’anno. Si ragiona su una percentuale di restituzione attorno al 19%.

Un altro dei punti certi al momento è che non ci sarà una tassa sulle merendine. “Non tasseremo le merendine, tranquilli! C’è la questione in prospettiva di introdurre meccanismi incentivanti per il consumo di alimenti della dieta mediterranea”, ha spiegato il premier Conte intervenendo in diretta a Skuola.net.

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