Lavoro

Decreto lavoro: ecco come cambia il T.U. Apprendistato

Il piano formativo individuale per il contratto di apprendistato può essere redatto in forma sintetica anche sulla base di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva e dagli enti bilaterali. Questa una delle importanti novità del Decreto lavoro, convertito con modificazioni in legge. Tutte le modifiche al T.U. apprendistato in una tabella riassuntiva.

Quadro sintetico delle novità

Il piano formativo individuale per il contratto di apprendistato può essere redatto in forma sintetica anche sulla base di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva e dagli enti bilaterali.
L’obbligo di stabilizzazione viene previsto per i datori di lavoro che occupano almeno 50 dipendenti e deve essere di almeno il 20% degli apprendisti assunti.
Prevista una retribuzione ridotta per i periodi formativi nell’apprendistato per la qualifica o il diploma professionale.
La formazione di tipo professionalizzante può essere integrata dalla Regioni per l’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere.

La Scheda operativa

Di seguito la tabella che riporta il testo del D.Lgs. n. 167/2011 coordinato con le modifiche apportate dal Decreto Legge 20 marzo 2014, n. 34 (in G.U. n. 66 del 20 marzo 2014, in vigore dal 21 marzo 2014) convertito, con modificazioni, in legge.
Legenda – La tabella tiene conto delle modifiche apportate al Decreto Legislativo 14 settembre 2011, n. 167 dal Decreto Legge 20 marzo 2014 n. 34, convertito dalla Legge 16 maggio 2014, n. 78. Nella prima colonna sono riportati i riferimenti normativi, nella seconda colonna la sintesi della attuale disciplina contrattuale.

NORMATIVA DISCIPLINA CONTRATTUALE
Art. 2 D.Lgs. n. 167/2011 modificato dall’art. 2 D.L. n. 34/2014 Disciplina generale
Comma 1, lettera a) – Forma scritta del contratto (modificato) Oltre alla già prevista forma scritta del contratto e del patto di prova viene stabilito che il contratto di apprendistato contiene, in forma sintetica, il piano formativo individuale, definito anche sulla base di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali.
Comma 3-bis – Stabilizzazione (modificato) Nuovi limiti di stabilizzazione degli apprendisti per i datori di lavoro che occupano almeno cinquanta dipendenti. L’assunzione di nuovi apprendisti è subordinata alla prosecuzione, a tempo indeterminato, del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, nei trentasei mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 20 per cento degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro. I CCNL possono individuare limiti diversi.
Art. 3 D.Lgs. n. 167/2011 modificato dall’art. 2 D.L. n. 34/2014 Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale
Comma 2-ter – Retribuzione ridotta per ore di formazione (nuovo comma) Fatta salva l’autonomia della contrattazione collettiva, in considerazione della componente formativa del contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, al lavoratore è riconosciuta una retribuzione che tenga conto delle ore di lavoro effettivamente prestate, nonché, delle ore di formazione almeno nella misura del 35% del relativo monte ore complessivo.
Comma 2-quater – Deroga Regioni e Provincie autonome (nuovo comma) Per le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano che abbiano definito un sistema di alternanza scuola lavoro, i contratti collettivi di lavoro stipulati da associazioni di datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, possono prevedere specifiche modalità di utilizzo del contratto di apprendistato, anche a tempo determinato, per lo svolgimento di attività stagionali.
Art. 4 D.Lgs. n. 167/2011 modificato dall’art. 2 D.L. n. 34/2014 Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere
Comma 3 – Apprendistato professionalizzante e offerta formativa pubblica
(modificato)
La formazione di tipo professionalizzante e di mestiere, svolta sotto la responsabilità della azienda, può essere integrata, nei limiti delle risorse annualmente disponibili, dalla offerta formativa pubblica, interna o esterna alla azienda, finalizzata alla acquisizione di competenze di base e trasversali per un monte complessivo non superiore a centoventi ore per la durata del triennio e disciplinata dalle Regioni sentite le parti sociali e tenuto conto dell’età, del titolo di studio e delle competenze dell’apprendista.
La Regione provvede a comunicare al datore di lavoro, entro quarantacinque giorni dalla comunicazione dell’instaurazione del rapporto, le modalità di svolgimento dell’offerta formativa pubblica, anche con riferimento alle sedi e al calendario delle attività previste, avvalendosi anche dei datori di lavoro e delle loro associazioni che si siano dichiarate disponibili
Ulteriori disposizioni del Jobs Act Nuove misure: monitoraggio, deroghe per studenti, campo di applicazione e norme transitorie
Art. 1, comma 2-bis D.L. n. 34/2014 – Monitoraggio Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, presenta una relazione alle Camere, evidenziando in particolare gli andamenti occupazionali e l’entità del ricorso al contratto a tempo determinato e al contratto di apprendistato, ripartito per fasce d’età, sesso, qualifiche professionali, aree geografiche, durata dei contratti, dimensioni e tipologia di impresa e ogni altro elemento utile per una valutazione complessiva del nuovo sistema di regolazione di tali rapporti di lavoro in relazione alle altre tipologie contrattuali.
Art. 2, comma 2-bis D.L. n. 34/2014 – Modifica art. 8-bis, comma 2, secondo periodo, D.L. n. 104/2013, convertito dalla legge n. 128/2013 Viene stabilito che il programma sperimentale per lo svolgimento di periodi di formazione in azienda per gli studenti degli ultimi due anni delle scuole secondarie di secondo grado per il triennio 2014-2016, può contemplare la stipulazione di contratti di apprendistato anche in deroga ai limiti di età stabiliti per l’apprendistato di alta formazione ricerca, con particolare riguardo agli studenti degli istituti professionali ai fini della loro formazione e valorizzazione professionale, nonché del loro inserimento nel mondo del lavoro, con oneri a carico delle imprese interessate e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Il decreto definisce la tipologia delle imprese che possono partecipare al programma, i loro requisiti, il contenuto delle convenzioni che devono essere concluse tra le istituzioni scolastiche e le imprese, i diritti degli studenti coinvolti, il numero minimo delle ore di didattica curriculare e i criteri per il riconoscimento dei crediti formativi.
Art. 2-bis, comma 1 D.L. n. 34/2014 – Disposizioni transitorie per apprendistato Le disposizioni di cui all’articolo 2 in materia di apprendistato si applicano ai rapporti di lavoro costituiti a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
Sono fatti salvi gli effetti già prodotti dalle disposizioni introdotte dal presente decreto.

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