Lavoro

Decreto Lavoro 2014. Ecco i principali contenuti

Decreto Lavoro 2014. Ecco i principali contenuti
Il Governo ha appena chiesto la fiducia sul D.L. n. 34/2014 (c.d. Decreto Lavoro) recante disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese

Il Governo ha appena chiesto la fiducia sul D.L. n. 34/2014 (c.d. Decreto Lavoro) recante disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese.

Ecco in breve i principali contenuti del provvedimento:

Contratto a termine

L’apposizione di un termine al rapporto di lavoro, costituendo l’eccezione rispetto al normale regime a tempo indeterminato, deve risultare da atto scritto a pena di inefficacia. Nel corso dell’esame in Commissione lavoro è stata inserita una premessa all’articolo 1 che conferisce significato di straordinarietà e transitorietà alle modifiche apportate al D.Lgs. n. 368/2001 in materia di contratto a temine. Si legge infatti che dette modifiche sono apportate “In considerazione della perdurante crisi occupazionale e nelle more dell’adozione di provvedimenti volti al riordino delle forme contrattuali di lavoro, al fine di rafforzare le opportunità di ingresso nel mercato del lavoro da parte di coloro che sono in cerca di occupazione e fermo restando che il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisce la forma comune di rapporto di lavoro”.

Il testo prevede quindi che (articolo 1) :

  • non necessita di causali il contratto a termine la cui durata complessiva non supera i 36 mesi;
  • il contratto originario può essere prorogato massimo 5 volte, indipendentemente dal numero dei rinnovi;
  • il numero complessivo dei contratti a termine non può eccedere il 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione;
  • i datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti possono sempre stipulare 1 contratto a termine;
  • i lavoratori assunti a termine in violazione del limite percentuale sono considerati lavoratori subordinati con contratto a tempo indeterminato dal momento dell’assunzione. Questa previsione non si applica ai rapporti di lavoro instaurati precedentemente alla data di entrata in vigore del decreto, che comportino il superamento del limite percentuale.

Il datore di lavoro che, alla data di entrata in vigore del decreto, abbia in corso rapporti di lavoro a termine che comportino il superamento del limite percentuale del 20 per cento, è tenuto a rientrare nel predetto limite entro il 31 dicembre 2014. Se ciò non avviene, dopo tale data non potranno essere stipulati nuovi contratti di lavoro a tempo determinato fino a quando il datore di lavoro non rientri nel predetto limite percentuale.

Il nuovo comma 2-quater dell’articolo 1 del D.L. 34 proroga dal 31 luglio 2014 al 31 luglio 2015 il termine, previsto dall’articolo 4, comma 4-bis del decreto-legge 21 maggio 2013, n. 54, entro il quale gli enti comunali possono prorogare i contratti a tempo determinato del personale educativo e scolastico in servizio negli asili e nelle scuole dell’infanzia, sottoscritti per comprovate esigenze temporanee o sostitutive.

Maternità e diritto di precedenza nelle nuove assunzioni

Le lavoratrici donne con contratto a termine possono conteggiare anche il periodo corrispondente al congedo di maternità per maturare i requisiti del diritto di precedenza ad essere assunte a tempo indeterminato, ovvero a tempo determinato nei successivi dodici mesi. In ogni caso, l’informativa sul diritto di precedenza costituisce per il datore di lavoro un obbligo da espletare per iscritto al momento dell’assunzione.

Apprendistato

Gli emendamenti apportati all’articolo 2 ripropongono l’obbligo di predisporre il piano formativo che dovrà essere indicato nel contratto di assunzione dell’apprendista, in sintesi ed anche utilizzando moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione o dagli enti bilaterali. Confermato anche l’obbligo di stabilizzazione nei confronti dei datori di lavoro che occupano almeno 30 dipendenti, che potranno assumere nuovi apprendisti solo se confermano almeno il 20% degli apprendisti impiegati nel triennio precedente la nuova assunzione.
Riconfermato anche l’obbligo della formazione pubblica, che però dovrà essere offerta dalla Regione entro 45 giorni dalla comunicazione di assunzione dell’apprendista.

Contratti di solidarietà

I datori di lavoro che stipulano contratti di solidarietà con riduzione dell’orario di lavoro, i cui criteri di individuazione sono affidati all’emanando decreto interministeriale, potranno beneficiare di uno sconto contributivo previdenziale ed assistenziale.
Con una modifica all’articolo 5 del D.L. 34/2014 viene stabilito che in caso di stipula di contratto di solidarietà in ambito CIGS, la riduzione della contribuzione previdenziale, di cui all’articolo 6, comma 4, del DL 510/1996, è pari al 35% indipendentemente dalla misura di riduzione dell’orario.

La norma attualmente vigente prevede, invece, che i datori di lavoro, che stipulino il contratto di solidarietà abbiano diritto, nei limiti delle disponibilità preordinate nel Fondo per l’occupazione e per un periodo non superiore a 24 mesi, ad una riduzione dell’ammontare della contribuzione previdenziale ed assistenziale da essi dovuta per i lavoratori interessati dalla riduzione dell’orario di lavoro in misura superiore al 20%.
La misura della riduzione è del 25% ed è elevata al 30% per le aree di cui agli obiettivi 1 e 2 del regolamento CEE n. 2052/88 del Consiglio del 24 giugno 1988.

Nel caso in cui l’accordo disponga una riduzione dell’orario superiore al 30%, la predetta misura è elevata, rispettivamente, al 35 ed al 40%.

Inoltre, per favorire il diffondersi delle buone pratiche, i contratti di solidarietà dovranno essere depositati presso l’archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro.

DURC

La verifica della regolarità contributiva presso gli enti previdenziali può ora essere effettuata in via telematica mediante un’interrogazione la cui validità è fissata in 120 giorni e che sostituisce a tutti gli effetti il Documento Unico di Regolarità Contributiva. I requisiti di regolarità, i contenuti e le modalità della verifica nonchè le ipotesi di esclusione sono affidati ad un emanando decreto ministeriale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *