Lavoro

Debiti fiscali rateizzati? L’impresa non può partecipare agli appalti

Lo dice una sentenza del Consiglio di Stato. L’impresa deve rispettare il principio di lealtà e correttezza
Lo dice una sentenza del Consiglio di Stato. L’impresa deve rispettare il principio di lealtà e correttezza

Le imprese che sono state costrette a rateizzare i propri debiti fiscali non possono partecipare alle gare d’appalto. La sentenza, risalente allo scorso 5 marzo (n. 6389), arriva dalla terza sezione del Consiglio di Stato e non farà contente quelle aziende che, magari a causa della crisi, hanno dovuto dilazionare in più tranche i tributi da pagare all’Agenzia delle Entrate.

Il motivo risiede nell’obbligo di lealtà e correttezza che è tenuto a rispettare chi decide di lavorare con una Pubblica amministrazione. In questo senso la scelta di dividere in rate i propri debiti con il fisco non assicura che l’azienda indebitata tenga fede ai propri impegni di estinzione delle quote.

Il pronunciamento del Consiglio di Stato arriva in merito ad un caso che non riguarda il comparto edile (tre istituti di sorveglianza in gara per un appalto con l’Asl di Caserta, di cui uno con debiti fiscali rateizzati), ma rischia di diventare uno spiacevole precedente anche per le imprese edili che abitualmente lavorano con il settore pubblico. Rispetto alla sentenza del Tar di Napoli, i giudici hanno espresso un parere praticamente opposto. Il Consiglio difatti ha giudicato l’accordo di ristrutturazione di una delle tre aziende in gara – che fra le altre cose aveva anche vinto l’appalto – come non novativo. In più la stessa azienda, nell’autodichiarazione circa il proprio stato di salute fiscale, aveva mentito sulla rateizzazione.

Nell’esprimere il proprio giudizio la Corte si è rifatta all’articolo 38, I comma, lett. g), del dlgs 163/2006, poi modificato dalla legge 106/2011. Si tratta di una norma inserita nel Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, e stabilisce che «Debbano essere esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni di appalti di lavori, forniture e servizi, né possono essere affidatari di subappalti e non possono stipulare i relativi contratti i soggetti che: hanno commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse, secondo la legislazione italiana o quella dello stato in cui sono stabiliti».

A ciò si aggiunge la falsità dell’autodichiarazione, per cui «è opinione largamente condivisa in giurisprudenza che costituisca in sé motivo di esclusione dalla gara, il fatto che l’autodichiarazione presentata dalla concorrente, sia risultata non veritiera». Ma quel che risulta più importante in prospettiva futura per analoghi casi di aziende partecipanti ad appalti mentre hanno in corso una rateizzazione dei propri doveri fiscali è il principio secondo il quale «i soggetti che contraggono con la pubblica amministrazione devono rispettare obblighi di lealtà e correttezza».

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