Italia

Dall’aria all’ombra, dal rumore alla musica. Le tasse più assurde

Dall'aria all'ombra, dal rumore alla musica. Le tasse più assurde
Una tassa per ogni occasione: la creatività del fisco pare inesauribile. Ecco le tasse più assurde che emergono dal rapporto di Confesercenti “Balzelli d’Italia”

Una tassa per ogni occasione: la creatività del fisco pare inesauribile. Mentre sugli “svapatori” sta per abbattersi la nuova accisa sul non-tabacco, negli aeroporti di Roma e Milano decolla il “balzello sul rumore”. Alcune tasse sono ancora più assurde, come quelle che emergono dal rapporto di Confesercenti, il cui nome non poteva essere più appropriato: Balzelli d’Italia. Eccone alcune.

Sigarette elettroniche. Il Governo sta preparando l’emendamento che introdurrà la tassa sulle e-cig. Un’accisa sul non-tabacco, dopo che lo Stato ha visto andare in fumo oltre 200 milioni di euro di gettito in tre mesi, tra dicembre e febbraio, a causa del mancato incasso di imposte sui tabacchi.

Iresa, nuovo balzello per chi viaggia. In Lazio e Lombardia è stata recentemente introdotta l’Iresa, la nuova Imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili. Secondo i calcoli resi noti da Assaereo, nel complesso, la nuova imposta avrà un impatto da 37 milioni di euro nel 2013 e di 55 milioni nel 2014. E’ l’ennesimo balzello per le compagnie aeree che arriveranno a pagare oltre mille euro per un volo dagli scali romani e milanesi.

Una tassa sui cani. Se si possiede un chiuaua ce la si cava con poco, ma un alano potrebbe costare caro. Alcuni Enti locali hanno o sono in procinto di istituire nuovamente la tassa sul possesso dei cani, introdotta dal Regio decreto del 1918, reso poi obbligatorio definitivamente nel 1931. L’importo del balzello varia in base alla taglia dell’amico a quattro zampe.

La tassa sulla “disoccupazione”. Il termine più corretto, ma meno evocativo, è “tassa sui concorsi pubblici”. Attenzione ai bandi pubblici, dunque: in mancanza di pagamento ed esibizione di avvenuto pagamento, diventa condizione di esclusione dalla procedura concorsuale.

La musica paga doppio. Come segnala Confesercenti nel rapporto “Balzelli d’Italia”, “Il bar o il ristorante che voglia diffondere musica deve corrispondere i diritti non solo alla Siae ma anche a SCF (Consorzio fonografici che rappresenta l’industria discografica), poiché si tratta di una forma di pubblica diffusione di registrazioni musicali“.

Anche l’aria è tassata. Tra le molteplici imposte di fabbricazione, c’è quella sul “gas di petrolio liquefatto anche miscelato ad aria” e sul metano “miscelato ad aria“. La miscela serve a rendere più facilmente combustibili petrolio e metano. Ma la tassa aggiuntiva a cosa serve? A tassare l’aria.

Una tassa sull’ombra. L’Erario considera “occupato” il suolo pubblico anche se vi si appoggia solo un’ombra. Sono infatti tenuti a pagare l’imposta anche quei bar o negozi che hanno una tenda aggettante sulla strada.

Gabella sui lampioni. La tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche (Tosap) è dovuta anche per l’illuminazione. Un bar di Latina, riporta un quotidiano online, si è visto recapitare una bolletta per quattro lampioni, posizionati sotto alle tende per le quali il suolo pubblico è già pagato.

Imposta sulle paludi. La tassa affonda le sue radici oltre un secolo fa (venne istituita nel 1904), nei territori oggetto di bonifica. Quando però negli anni 60, là dove c’era una palude, sorge una città, i proprietari che andavano ad abitare le case cominciarono a ricevere cartelle esattoriali che richiedevano il versamento del “contributo di bonifica“. La Cassazione ridimensiona l’onere per i cittadini, circoscrivendo i casi, ma il balzello rimane in vigore.

Funghi col bollo. L’autorizzazione a raccogliere i miceti spontanei sconta l’imposta di 14,62 euro. “Per poter mettere nel cestino i prelibati frutti della terra il raccoglitore provetto che voglia restare amico del fisco deve versare l’imposta indiretta nella misura di 14,62 euro. Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 240/E del 12 giugno, ponendo l’accento sull’equivalenza fra l’autorizzazione regionale necessaria per la raccolta dei miceti e la ricevuta di versamento della somma stabilita periodicamente dalle Regioni per svolgere questo tipo di attività“.

Tasse per chi si sposa. Sposarsi può costare caro, si sa. E in alcuni Comuni più caro che altrove, soprattutto se non si è residenti. A Roma, ad esempio, costa €200 sposarsi in Campidoglio nel week-end ed €150 nei giorni feriali per tutti coloro che non risiedono nella Capitale. Ma il record va alla Serenissima: dire “Sì” nel Comune di Venezia in un giorno festivo può arrivare a costare fino a 1.900 euro.

…E per chi per sempre riposa. Il fisco sembra volerci raggiungere anche nell’aldilà. A cominciare dalla tassa per il rilascio del certificato di constatazione di decesso da parte di un ufficiale sanitario dell’Asl. Chi sceglie la cremazione deve mettere in conto una tassa sulla dispersione delle ceneri e l’imposta di bollo sia sulla domanda di affido personale delle ceneri che sul relativo provvedimento di autorizzazione. La tassa sul feretro prevede invece un “diritto fisso” sul decreto di trasporto dei defunti (58 euro più due o tre marche da bollo da 14,62 euro) che chiedono i comuni in cui è avvenuto il decesso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *