Fisco

Dall’Agenzia delle Entrate i chiarimenti interpretativi relativi a quesiti posti dalla stampa specializzata

Come di consueto l’Agenzia delle Entrate, dopo aver fornito i principali chiarimenti alla stampa specializzata, mette per iscritto le risposte ai quesiti. Quest’anno è la circolare n. 10/E del 14 maggio 2014 a riportare le precisazioni fornite
Come di consueto l’Agenzia delle Entrate, dopo aver fornito i principali chiarimenti alla stampa specializzata, mette per iscritto le risposte ai quesiti. Quest’anno è la circolare n. 10/E del 14 maggio 2014 a riportare le precisazioni fornite

Pubblicata dall’Agenzia delle Entrate la circolare n. 10/E del 14 maggio 2014 recante chiarimenti interpretativi relativi a quesiti posti dalla stampa specializzata.

La circolare si sofferma su diversi profili, ed in particolare: i giudizi avverso gli accertamenti esecutivi; l’impugnazione della cartella di pagamento e la mediazione tributaria ed il tentativo obbligatorio di adesione; i riflessi Iva della condizione di non operatività nelle società di comodo; la deducibilità delle perdite su crediti; le rivalutazioni ed il versamento dell’imposta sostitutiva; reddito d’impresa; detrazioni e rimborsi d’imposta; fiscalità degli immobili; compensazioni e crediti d’imposta; detrazioni e rimborsi d’imposta.

Società di comodo
Le società che non superano il test di operatività, in quanto di comodo, ai sensi dell’articolo 30 della L. n. 724/1994, o perché in perdita sistemica (D.L. n. 138/2011) subiscono, tra le altre penalizzazioni, anche quella legata all’Iva. È, infatti, loro vietato chiedere a rimborso l’eccedenza del credito Iva maturato alla fine del periodo d’imposta, tantomeno esso può essere utilizzato in compensazione con altri tributi e contributi nè può essere ceduto a terzi. Ciò anche se la società si adegua al reddito minimo previsto per l’anno in cui risulta essere non operativa.

Oneri deducibili e Imu
Relativamente agli oneri deducibili dal reddito d’impresa, viene chiarita la questione della deducibilità dell’Imu sui beni strumentali, che per l’anno 2013 era deducibile per il 30%, a condizione che l’imposta fosse stata pagata nell’anno e che fosse anche di competenza dello stesso esercizio. Ora viene precisato che:

  • non è ammessa la deducibilità dell’Imu relativa agli immobili adibiti promiscuamente all’esercizio di arte o professione o all’impresa commerciale e all’uso personale del contribuente;
  • la deduciblità dell’Imu dal reddito di impresa e di lavoro autonomo avviene per cassa ai sensi dell’articolo 99 del Tuir. Ciò è consentito dall’anno 2013. Pertanto, nel caso di un’eventuale Imu 2012 versata tardivamente nel 2013 essa non è deducibile, trattandosi di un costo di competenza del 2012.

Redditometro
Ben cinque sono le risposte sull’argomento fornire nella circolare 10/E, due delle quali fornite di seguito.

La mancata presentazione del contribuente al primo invito per fornire dati e notizie rilevanti per l’accertamento da redditometro rappresenta un comportamento sanzionabile. È infatti applicabile la sanzione di 258 euro (D.Lgs n. 471/1997), anche se poi si specifica che nel successivo incontro previsto tra Fisco e contribuente, quest’ultimo può presentare gli elementi giustificativi non forniti nella prima fase di confronto.

Secondo i contenuti del parere del Garante, si ribadisce che le spese medie Istat sono legittimamente utilizzabili per il calcolo delle spese connesse ad elementi certi (come per le spese di manutenzione ordinaria degli immobili, acqua e condominio, parametrate ai metri quadri della casa, e delle spese relative all’utilizzo di veicoli, parametrate ai kw di potenza).

Accertamenti esecutivi
Tra i chiarimenti forniti, l’Agenzia sottolinea come nei giudizi relativi ad accertamenti esecutivi, con riferimento ai quali gli Uffici sono chiamati a riscuotere le somme dovute in seguito alla notifica della sentenza, previa intimazione di pagamento, qualora si ritenga che l’ufficio abbia sbagliato a richiedere somme in pendenza di giudizio di secondo grado o di legittimità – ferma restando la possibilità di chiedere il riesame dell’atto in autotutela – l’intimazione può essere impugnata dinanzi alla Commissione tributaria provinciale per vizi propri dell’atto.

Mediazione tributaria e contenzioso
La circolare precisa inoltre che la sospensione di 90 giorni prevista per la fase della mediazione deve ritenersi valida anche per le impugnazioni che coinvolgono il concessionario della riscossione che, dunque, non può eccepire l’inammissibilità del ricorso per ritardata costituzione in giudizio. In tale circostanza, infatti, la costituzione deve necessariamente avvenire al termine della fase di mediazione, ben oltre, dunque, i 30 giorni dalla notifica dell’atto all’Agente della riscossione.

Agenzia delle Entrate – Circolare N. 10/E/2014

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