Lavoro

Dal 1° maggio 2014 ridotto il tasso di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo

Dal 1° maggio 2014 ridotto il tasso di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo
Con circolare n. 54 del 2 maggio 2014, l’Inps comunica il nuovo tasso d’interesse di mora e la data di decorrenza, adeguandosi al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 51685/2014 del 10 aprile 2014

Con circolare n. 54 del 2 maggio 2014, l’Inps comunica il nuovo tasso d’interesse di mora e la data di decorrenza, adeguandosi al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 51685/2014 del 10 aprile 2014.

In particolare, l’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, dispone l’applicazione degli interessi di mora, per il ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo, a decorrere dalla notifica della cartella e fino alla data di pagamento. Tali interessi sono dovuti al tasso determinato annualmente con decreto del Ministero delle Finanze, con riguardo alla media dei tassi bancari attivi.

Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 4 marzo 2013, con effetto dal 1° maggio 2013, detta misura era stata fissata al 5,2233% in ragione annuale.

Considerato che il citato art. 30 prevede che il tasso degli interessi di mora sia determinato annualmente, l’Agenzia delle Entrate, interpellata la Banca d’Italia, con provvedimento Protocollo n. 51685/2014 del 10 aprile 2014, ha disposto la riduzione della misura degli interessi di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo al 5,14% in ragione annuale.

La variazione decorre dal 1° maggio 2014.

In ragione del predetto provvedimento, è modificata la misura degli interessi di mora di cui al comma 9, art. 116 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.

Tale norma dispone che, dopo il raggiungimento del tetto massimo delle sanzioni civili calcolate nelle misure previste dal comma 8, lettere a) e b) del medesimo art. 116, senza che il contribuente abbia provveduto all’integrale pagamento del dovuto, sul debito contributivo maturano interessi nella misura degli interessi di mora di cui al citato art. 30 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602.

Pertanto, la nuova misura degli interessi di mora di cui al citato comma 9 dell’art. 116 della legge n. 388/2000 è fissata al 5,14% in ragione annuale con decorrenza 1° maggio 2014.

Art. 30 DPR 602/73 - Indennità di mora

Decorso il termine utile per il pagamento, il contribuente che non ha pagato in tutto o in parte la rata di imposta è obbligato a corrispondere sulla somma non pagata l’indennità di mora nella misura del due per cento del debito, se il pagamento è eseguito entro i tre giorni successivi alla scadenza, e del sei per cento se il pagamento è effettuato oltre il detto termine.
Quando la cartella di pagamento viene notificata oltre il termine stabilito dall’art. 25, l’indennità di mora è dovuta dopo il decorso di dodici giorni da quello della notificazione.
L’indennità di mora è dovuta dopo il decorso di cinque giorni dalla notificazione dell’avviso di mora quando l’esattore non abbia notificato la cartella di pagamento ovvero quando l’esattore, per le riscossioni fuori della sede dell’esattoria, non abbia ottemperato all’adempimento prescritto dal secondo comma dell’art. 27.
L’indennità di mora non è dovuta quando, pur avendo il contribuente versato l’imposta a mezzo del servizio dei conti correnti postali oltre il giorno dodici del mese di scadenza della rata, il certificato di allibramento o di accreditamento pervenga all’esattore entro il termine utile per il pagamento della rata medesima.
Inps – Circolare N. 54/2014

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