Fisco

Dal 1° gennaio addio al Garante del Contribuente

Dal 1° gennaio addio al Garante del Contribuente
Decaduto l’organo del Garante del Contribuente per mezzo della legge di stabilità: le sue funzioni saranno svolte dai presidenti delle Commissioni tributarie regionali

Il disegno di legge di stabilità 2014 ha sancito che dall’1 gennaio 2014 “L’Ufficio del Garante del Contribuente”, organo di tutela dei cittadini che era stato istituito all’interno dello “Statuto del Contribuente” per mezzo dell’art. 13 (legge n. 212 del 27 luglio 2000) vedrà esercitate le sue funzioni dai Presidenti delle Commissioni tributarie regionali. L’attuale organo operante per l’effetto decadrà. Il provvedimento è inserito nel titolo terzo titolato: ‘Razionalizzazione della spesa pubblica‘.

L’articolo 10 concerne espressamente la razionalizzazione della spesa nelle Amministrazioni Pubbliche e sancisce che le funzioni saranno esercitate senza oneri per la finanza pubblica dai nuovi soggetti. Il Parlamento dovrà fare diventare legge dello Stato il citato disegno di legge.

L’istituto in questione è un organo neutro istituito per tutelare i cittadini contro gli atteggiamenti vessatori dell’Amministrazione finanziaria e presente in tutte le Direzioni Regionali dell’Agenzia delle Entrate.

L’ufficio del Garante sulla carta aveva grandi poteri, sia in sede interpretativa e di tutela del contribuente sia come (massimo) organo di vigilanza e di controllo di legalità giuridica nelle verifiche ed ispezioni fiscali. In pratica le cose stavano già diversamente, perché il personale di segreteria e le risorse materiali facevano capo per l’appunto all’Agenzia delle Entrate, le cui sedi ospitavano il Garante mentre compensi e rimborsi erano fissati da un decreto del Ministero delle Finanze (poi Economia).

Già dal 1° gennaio 2012 (in forza della legge n. 183/2011 varata dal governo Monti) il Garante non era più un organo collegiale (composto da tre membri) ma monocratico. Il Garante deve essere scelto e nominato dal Presidente della Commissione tributaria regionale tra soggetti appartenenti a una delle seguenti categorie: magistrati, professori universitari di materie giuridiche ed economiche, notai, sia a riposo sia in attività di servizio, avvocati, dottori commercialisti e ragionieri collegiati, pensionati, indicati dai rispettivi ordini professionali. Al Garante si può rivolgere per iscritto qualsiasi contribuente, segnalando eventuali disfunzioni, irregolarità, scorrettezze, prassi amministrative anomale o irragionevoli, e qualsiasi altro comportamento suscettibile di pregiudicare il rapporto di fiducia tra i cittadini e l’Amministrazione finanziaria. Ora, secondo la bozza della legge di stabilità 2014, il Presidente della Commissione tributaria regionale, che nel testo di legge ad oggi vigente nomina personalmente il Garante, condenserà su di sé anche questa funzione, sempre in modalità monocratica. Sembra impossibile pensare che ciò che oggi, seppur tra mille difficoltà, viene dipanato da soggetti dedicati a una determinata funzione, i Garanti appunto, possa essere svolto, domani, da soggetti peraltro già gravati da specifici e non indifferenti carichi di lavoro, ai quali, inoltre, non saranno rimborsate nemmeno le spese sostenute per tali nuove incombenze. Difficilmente ciò sarà privo di conseguenze per i cittadini venendosi a costituire una qualche terzietà del Garante rispetto alle parti in “causa”, ossia contribuente, Amministrazione fiscale e magistratura tributaria.

Negli anni i Garanti hanno svolto questa funzione quali mediatori tra il cittadino e l’amministrazione finanziaria depotenziando contenziosi che avrebbero potuto essere gravosi anche per la stessa amministrazione. Sono stati, quindi, pontieri per un eventuale immediato introito di risorse. Nel rapporto con le famiglie italiane e con le categorie economiche, sono stati ispiratori anche di una educazione tributaria, perchè i cittadini si facessero carico dell’imposizione a fronte dei servizi erogati dagli enti pubblici. I Garanti sovente sono stati portatori di una interpretazione sostanziale delle norme tributarie informando i contribuenti e offrendo loro moduli e strumenti per assolvere all’obbligazione tributaria.

La professionalità di cui i Garanti sono portatori costituisce una garanzia per le istituzioni perchè in questa fase in cui si sta rimodulando e rimodellando il sistema tributario c’è necessità che il Paese reale abbia contezza degli sforzi che le istituzioni stanno svolgendo per fare uscire il Paese dalle secche di una crisi economica nella quale le famiglie e le imprese si vedono vessate da imposte, tasse, contributi talvolta insopportabili.

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