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D.L. Enti locali: proroga riscossione al 31 dicembre 2015

D.L. Enti locali: proroga riscossione al 31 dicembre 2015
L’IFEL fornisce una prima nota di lettura del decreto sugli Enti Locali, che contiene novità di rilievo per i Comuni

Nella Gazzetta Ufficiale n. 140 del 19 giugno 2015, è stato pubblicato il D.L. 19 giugno 2015, n. 78 (decreto Enti locali). L’IFEL fornisce una prima nota di lettura del decreto, che contiene novità di rilievo per i Comuni (nuovi criteri di riparto degli obiettivi finanziari 2015, rifinanziamento parziale del Fondo IMU/TASI, istituzione della ZFU Emilia, etc.).

Tra le diverse disposizioni esaminate dall’IFEL si segnala in particolare:

  • l’estensione dei termini di gestione dei controlli TARES in caso di affidamento a soggetti terzi, quali il gestore del servizio rifiuti o il concessionario delle entrate (art. 7, comma 4).
    Il comma 4 integra il contenuto dell’art. 1, comma 691, della legge di Stabilità 2014, estendendo anche alla TARES la facoltà di affidamento dei controlli al soggetto gestore del servizio rifiuti.
    Il D.L. n. 201/2011 dava ai Comuni la possibilità di affidare “fino al 31 dicembre 2013” la gestione del tributo ai soggetti che alla data del 31 dicembre, svolgevano, anche disgiuntamente, il servizio di gestione dei rifiuti e di accertamento e riscossione della TARSU, della TIA 1 e della TIA 2.
    Molti comuni già in TIA hanno ritenuto di affidare in prima battuta ai gestori dei rifiuti la sola riscossione ordinaria, e non l’attività di accertamento. Ora, la legge di Stabilità 2014 prevede la possibilità di affidare al gestore in essere al 31 dicembre 2013 sia l’attività di riscossione sia quella di accertamento della sola TARI, “fino alla scadenza del relativo contratto”.
    Si è venuto a creare, quindi, un vuoto normativo, relativamente all’attività di accertamento TARES 2013, che i Comuni dovrebbero effettuare direttamente o affidare ad un soggetto terzo, iscritto all’albo dei concessionari. Il gestore dei rifiuti può infatti effettuare attività di accertamento per la TIA 1 e TIA 2 ed anche per la TARI, ma non per la TARES, con evidenti problemi applicativi e rischi di inefficienza, perché le informazioni necessarie all’attività di accertamento (riscossioni e dichiarazioni) sono in possesso del gestore, il quale le dovrebbe trasferire ad altro soggetto per l’emissione di atti di accertamento per un solo anno. Quest’ultimo soggetto poi dovrebbe ritrasferire le informazioni relative agli accertamenti emessi al gestore TARI, visto che il comma 686 della legge n. 147/2013, mantiene ferma ai fini TARI l’efficacia degli accertamenti emessi per la TARES.
  • la proroga del termine sulla riscossione al 31 dicembre 2015 (art. 7, comma 7).

    In attesa del riordino del sistema della riscossione locale, previsto dalla legge delega fiscale, il D.L. Enti locali proroga al 31 dicembre 2015 l’operatività dell’attuale assetto della gestione della riscossione delle entrate locali in scadenza al 30 giugno 2015. In particolare differisce al 31 dicembre 2015:

    • il termine entro cui la società Equitalia, nonché le società per azioni dalla stessa partecipate e la società Riscossione Sicilia S.p.a. cessano di effettuare le attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate, tributarie o patrimoniali, dei Comuni e delle società da essi partecipate;
    • il termine fino al quale le società cessionarie di rami d’azienda relativi ad attività svolte in regime di concessione per conto degli enti locali, possono continuare a gestire dette attività;
    • il termine fino al quale le medesime attività, nei casi in cui non si sia proceduto alla cessione dei rami aziendali, sono gestite da Equitalia (ex Riscossione S.p.a), o dalle società da essa partecipate nonché il termine fino al quale possono essere prorogati i contratti in essere con le società iscritte all’albo ex art. 53, D.L. n. 446/1997;
    • il termine a decorrere dal quale le stesse società possono svolgere l’attività di riscossione, spontanea o coattiva, delle entrate degli enti pubblici territoriali, nonché le altre attività strumentali, soltanto a seguito di affidamento mediante procedure ad evidenza pubblica.

    L’assetto della riscossione locale, in particolare coattiva, dovrà essere oggetto di un auspicabile organico intervento normativo, in termini sia di riorganizzazione dell’offerta (riordino disciplina riscossori privati, ruolo di Equitalia), sia di revisione delle procedure della riscossione – in particolare coattiva – anche in attuazione della delega fiscale.

  • l’estensione ai consorzi dei benefici fiscali già previsti in caso di scioglimento di società comunali, di cui al comma 568-bis della legge di Stabilità 2014 (art. 7, comma 8);
  • la possibilità di contabilizzare le quote inesigibili da prelievo sui rifiuti nel Piano finanziario rifiuti (e quindi nel computo delle tariffe TARI), anche con riferimento ai diversi prelievi succedutisi negli ultimi anni (TARSU-TIA-TARES-TARI) (art. 7, comma 9).
    Il comma 9 aggiunge un il comma 654-bis alla legge di Stabilità 2014, il quale prevede che tra le componenti di costo della TARI vanno considerati anche gli eventuali mancati ricavi da crediti risultanti inesigibili con riferimento alla TIA 1, alla TIA 2 nonché alla TARES.
  • il rinnovo delle procedure per lo smaltimento dei debiti pregressi (art. 8).
    Viene rinnovato l’intervento relativo all’erogazione di liquidità già attivato con il D.L. n. 35 del 2013, con riferimento ai debiti commerciali pregressi maturati al 31 dicembre 2014.
    Sono destinati 850 milioni di euro per l’erogazione di liquidità finalizzata al pagamento di debiti commerciali pregressi, non necessariamente di parte capitale. I debiti in questione comprendono fatture scadute o documenti equivalenti, nonché debiti fuori bilancio che presentavano i requisiti per il riconoscimento al 31 dicembre 2014 anche se riconosciuti successivamente. Sono inoltre compresi i debiti contenuti nei piani di riequilibrio finanziario pluriennale ex art. 243-bis TUEL.
    Possono accedere alle erogazioni gli enti che abbiano certificato alla Cdp l’avvenuto pagamento per almeno il 75% dei debiti e che abbiano effettuato le registrazioni contabili relative alle anticipazioni di liquidità ricevute precedentemente.
    Il comma 5 esclude dai vincoli finanziari regionali i trasferimenti in conto residui da erogare agli enti locali “sottoposti a patto di stabilità”, producendo un potenziale beneficio in termini di facilitazione delle erogazioni pregresse delle Regioni a favore dei Comuni e delle Province.
    Non è ancora chiaro se in fase attuativa potrà essere considerata la possibilità di utilizzo di parte dei fondi disponibili anche per enti in disavanzo da nuova contabilità e che registrino necessità di anticipazioni di cassa.
GU Serie Generale n. 140 del 19 Giugno 2015

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