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Cuneo fiscale: in arrivo misure per il lavoratore e il datore di lavoro

Cuneo fiscale: in arrivo misure per il lavoratore e il datore di lavoro
Il maxiemendamento alla Legge di Stabilità 2013, approvato martedì scorso dal Senato, conferma gli interventi sul cuneo fiscale sia a favore del lavoratore (aumento delle detrazioni fiscali di lavoro) che del datore di lavoro (deduzione base imponibile ai fini Irap)

Il maxiemendamento alla Legge di Stabilità 2013, approvato martedì scorso dal Senato, conferma gli interventi sul cuneo fiscale sia a favore del lavoratore (aumento delle detrazioni fiscali di lavoro) che del datore di lavoro (deduzione base imponibile ai fini Irap).

Si tratta di mini interventi che da un lato prevedono un aumento delle detrazioni fiscali di lavoro dipendente ai fini Irpef che competono sui redditi di lavoro dipendente ed assimilato, ed una deduzione Irap per le assunzioni a tempo indeterminato ad incremento della base occupazionale.

Ma veniamo al dettaglio delle misure su cui l’esecutivo aveva posto ed ottenuto la fiducia.

Le due novità previste dal periodo di imposta 2014 sono contenute, rispettivamente, ai commi 76 ed 80 dell’articolo unico del maxiemendamento.

La prima prevede l’aumento su base annua delle detrazioni Irpef per i redditi da lavoro dipendente ed assimilati.

In particolare, è previsto l’incremento da 1840 a 1880 euro se il reddito complessivo del lavoratore non supera 8 mila euro. Ai sensi dell’articolo 13, comma 1, lettera a) del testo unico delle imposte sui redditi D.P.R. n. 917/1986, l’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 euro. Per i rapporti di lavoro a tempo determinato, tale ammontare non potrà invece essere minore di 1.380 euro.

Vengono poi riformulate le detrazioni di lavoro dipendente ed assimilato per redditi di importo superiore a quelli visti in precedenza.

È prevista infatti la sostituzione delle lettere b) e c) del citato articolo 13.

In particolare, la detrazione Irpef dal 2014 diventa la seguente:

  • 669 euro, aumentata del prodotto tra 1.211 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 35.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 27.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 8.000 euro ma non a 35.000 euro;
  • 669 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spettante corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 20.000 euro. Rimangono in tale ipotesi, le maggiorazioni previste nella misura variabile da 10 a 25 euro se il reddito sia compreso nella fascia da 23 mila a 28 mila euro annui.

Giova ricordare che gli interventi riguardano i seguenti redditi di lavoro dipendente ed assimilati con esclusione dei seguenti:

  • pensioni ed assegni equiparati;
  • compensi percepiti, entro i limiti dei salari correnti maggiorati del 20 per cento, dai lavoratori soci delle cooperative di produzione e lavoro, delle cooperative di servizi, delle cooperative agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e delle cooperative della piccola pesca;
  • indennità e compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità, ad esclusione di quelli che per clausola contrattuale devono essere riversati al datore di lavoro e di quelli che per legge devono essere riversati allo Stato;
  • somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale, se il beneficiario non è legato da rapporti di lavoro dipendente nei confronti del soggetto erogante;
  • somme e valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione agli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, alla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, alla partecipazione a collegi e commissioni, nonchè quelli percepiti in relazione ad altri rapporti di collaborazione aventi per oggetto la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita, semprechè gli uffici o le collaborazioni non rientrino nei compiti istituzionali compresi nell’attività di lavoro dipendente o nell’oggetto dell’arte o professione concernente redditi di lavoro autonomo, esercitate dal contribuente.

Gli importi di tali detrazioni, infine, vanno rapportati al periodo di lavoro nell’anno. Ai fini Irpef, vige il principio del periodo di imposta allargato secondo il quale si considerano relative al periodo di imposta le somme percepite fino al 12 gennaio dell’anno successivo.

In ogni caso, salve le modifiche agli importi nelle ipotesi indicate nulla cambia per quanto concerne le altre detrazioni spettanti ai sensi del citato articolo del TUIR.

Tali interventi, evidentemente mirano a ridurre, seppure in misura poco significativa, il cuneo fiscale attraverso un maggior importo percepito in busta paga dal lavoratore.

L’altro intervento contenuto nella Legge di Stabilità per il 2014 è invece inserito al comma 80 del maxiemendamento approvato dal Senato.

Questa volta il risparmio è a favore del datore di lavoro e riguarda l’Irap.

In particolare, è previsto che dal periodo imposta 2014 spetta una deduzione base imponibile ai fini Irap a favore dei datori di lavoro che aumentano la base occupazionale attraverso l’assunzione di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato.

L’agevolazione spetta nel periodo di imposta di assunzione e per due successivi, in misura pari a 15 mila euro per ciascun soggetto neoassunto.

Il calcolo va effettuato verificando se l’assunzione costituisce un incremento della base occupazionale media del periodo precedente.

La spettanza della deduzione nei singoli periodi successivi a quello di assunzione è verificata annualmente e decade nel caso in cui non si realizzi l’incremento occupazionale.

Sono previste misure antielusive al fine di evitare che possano dar luogo all’incentivo eventuali assunzioni derivanti da riduzioni occupazionali in società collegate o controllate.

La deduzione spetta in ogni caso fino al limite massimo del costo del lavoro sostenuto da calcolarsi secondo i principi civilistici contenuti all’articolo 2425, primo comma, lettera B), numeri 9) e 14).

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