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Cuneo fiscale, arriva la mancia in busta paga con la tredicesima. Ecco le ultime novità

Cuneo fiscale, arriva la mancia in busta paga con la tredicesima. Ecco le ultime novità
Allo studio del Governo per il taglio al cuneo fiscale un bonus di 250,300 euro per dipendenti e pensionati, da erogare con la tredicesima, che però non prendono tutti

Al via i lavori sul taglio al cuneo fiscale, con una possibile mancia sulla busta paga dei lavoratori dipendenti. Sono queste le ultime indiscrezioni trapelate al riguardo del taglio al cuneo fiscale promosso dal Governo Letta.

Innanzitutto è bene ricordare che il cuneo fiscale è un indicatore della somma di tutte le imposte che gravano lavoro e quindi sulle tasse che il datore di lavoro e il lavoratore pagano allo Stato. In sostanza è una percentuale che rappresenta l’incidenza di tutte le imposte dirette, imposte indirette e contributi previdenziali sul costo complessivo del lavoro.

Di taglio al cuneo fiscale se ne parla da sempre, anzi da troppo e finora non c’è stato alcun cambiamento positivo. Complice la crisi, diventa sempre più difficile per i datori assumere con contratti adeguati i lavoratori visto il peso delle tasse sul lavoro e si finisce per alimentare, oltre alla disoccupazione, anche il nero, piaga sociale specialmente al Sud.

L’ipotesi che trapela nelle ultime ore in riferimento al taglio del cuneo fiscale, parla di una mancia, un bonus in busta paga che si troverebbero i lavoratori e pensionati, di circa 250.300 euro, da erogare con la tredicesima.

Un’operazione che costa a conti fatti circa 5 miliardi di euro e per recuperarli al Tesoro si pensa all’aumento delle aliquota Iva agevolate, quella al 4 e al 10%, rispettivamente fino al 6/8%  e all’11%, producendo così un aumento dei prezzi dei prodotti di largo consumo della spesa delle famiglie italiane, come pane, pasta, latte verdure, quotidiani, ecc. Sul taglio al cuneo fiscale dovrà decidere il Consiglio dei Ministri, dopo trattative e incontri con le parti sociali a Palazzo Chigi e forse tutto sarà inserito nella prossima Legge di Stabilità.

Una manovra quella che parte dal 2014 che nelle intenzioni del Governo dovrebbe servire a spingere sull’acceleratore della ripresa mettendo “un po’ di soldi in tasca” – come dice il premier Enrico Letta – ai cittadini. In particolare ai dipendenti che, da primi calcoli, si troverebbero in tasca fino a 300 euro in più e in un’unica “tranche”. Al Tesoro quindi si lavora a testi e simulazioni, già ampiamente rodati visto che di tagli al cuneo fiscale si parla ormai da anni. E si punta così a rendere meno “insopportabile” il peso del fisco sui contribuenti spesso – ricorda il direttore delle Entrate, Attilio Befera – costretti ad evadere per necessità, cioè mancanza di liquidità.

Ma non è ancora noto chi saranno i beneficiari di questo taglio che dovrebbe essere più selettivo evitando esperienze precedenti (il governo Prodi) durante le quali il taglio in busta paga ebbe alla fine un effetto “risibile” a fronte di un enorme sforzo finanziario per le casse pubbliche. E i tempi ora sono, come noto, anche meno “facili” come testimoniano anche le entrate fiscali che nei primi 8 mesi dell’anno sono rimaste pressoché invariate, anzi in lieve calo: ammontano a 267,9 miliardi, cioè -722 milioni, pari a -0,3% rispetto allo stesso periodo del 2012. E l’Iva, vera cartina di tornasole dell’economia, continua a cadere: il gettito cala del 5,2%, cioè -3,7 miliardi). Intanto il Governo ascolta le parti sociali e dopo i sindacati è il turno di Confindustria proprio per fare il punto sul taglio al costo del lavoro e sulle sue possibili declinazioni.

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