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Cud online anche per i pensionati

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Dal 2013 il Cud non verrà più spedito cartaceo ma sarà consultabile online
Dal 2013 il Cud non verrà più spedito cartaceo ma sarà consultabile online

Secondo l’Istat, nel 2012 il 30,9% dei 60-64enni ha usato internet e solo il 16,3% tra i 65-74enni. Tra chi ha superato i 75 anni la quota scende drasticamente al 3,3 per cento. Sono sufficienti questi dati per immaginare quale possa essere l’effetto di una disposizione contenuta nella legge di stabilità 2013 in base alla quale da quest’anno gli enti previdenziali non invieranno più il Cud in forma cartacea se non su espressa richiesta dell’interessato. Il canale principale diventa internet.
Un provvedimento nato con le migliori intenzioni (ridurre i costi della pubblica amministrazione, semplificare i processi) rischia di complicare la vita a milioni di pensionati, di cui buona parte, peraltro, non è ancora a conoscenza della novità, nonostante il Cud debba essere consegnato o reso disponibile entro il 28 febbraio.

Del resto l’Inps, nonostante la legge sia stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre, finora non ha fatto alcuna comunicazione ufficiale rivolta direttamente ai pensionati, ma dall’istituto di previdenza fanno sapere che ormai è imminente un messaggio o una circolare contenente le indicazioni per ottenere il documento.
Secondo alcune indiscrezioni, l’alternativa a internet dovrebbe essere la richiesta fatta dal pensionato per via telefonica, tramite il contact center, forse con un numero dedicato in via esclusiva a questa procedura. Del resto si può immaginare che saranno molte le richieste che arriveranno, con il rischio di intasare il numero principale. In ogni caso, vista l’imminenza della scadenza, è praticamente impossibile che la spedizione cartacea sia completata entro fine mese.

La soluzione principale, in accordo con quanto previsto dalla legge di stabilità (la 228/2012), è il sito internet dell’Inps. Per arrivare al Cud, però, i pensionati dovranno dotarsi del Pin, il codice personale di identificazione composto da 16 cifre che si può richiedere all’istituto a sua volta con una procedura che per motivi di sicurezza e operativi avviene in più fasi. In un primo momento viene inviata metà codice e, dopo una prima autenticazione, la seconda metà. Ma una volta attivato, il Pin deve essere successivamente trasformato da informativo a dispositivo. Anche in questo caso, se un pensionato deve attivare tutta la procedura da zero, difficilmente riuscirà a completarla entro il 28 febbraio.
Ma ci sarà anche una terza via: i Caf potranno accedere direttamente al sistema informatico per conto del pensionato quando quest’ultimo si presenta presso un centro di assistenza e stampare il Cud o inoltrarlo direttamente agli uffici fiscali insieme alla dichiarazione.

La certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente, pensione e assimilati serve per la compilazione del 730 se il pensionato ha altri redditi o beni immobili o vuole detrarre alcune spese sostenute. Ma, altra novità, quest’anno non verrà più recapitato nemmeno il modello Obis M che riporta gli importi mensili della pensione erogata.
Le novità hanno suscitato le perplessità dei sindacati dei pensionati. «Avremmo preferito – afferma Ivan Pedretti, segretario nazionale Spi-Cgil – che questa novità slittasse. Ci sono già tanti problemi e questa complicazione poteva essere evitata. Nella prima fase di applicazione ci sarà bisogno dell’impegno e della collaborazione di tutti i soggetti coinvolti per ridurre i disagi».

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