Lavoro

Criteri di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga: i chiarimenti dell’INPS

Criteri di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga: i chiarimenti dell'INPS
L’INPS riassume e fa proprie le indicazioni del Ministero del lavoro e delle politiche sociali sui criteri di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga di cui al D.I. n. 83473/2014

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, in data 1° agosto 2014, ha emanato il decreto n. 83473/2014. Successivamente, in data 11 settembre 2014, ha adottato la relativa circolare esplicativa n. 19 e in data 24 novembre 2014 la nota n. 5425, recante definizione di aspetti applicativi del D.I. n. 83473 sui criteri di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga. Infine, in data 5 maggio 2015, attraverso la nota n. 2241 dell’Ufficio legislativo, ha fornito ulteriori e puntuali indicazioni sul flusso di gestione delle domande di Cig in deroga regionale, ex art. 2 commi 6, 7 e 12 del sopracitato decreto e sui relativi controlli che l’Istituto dovrà effettuare. Adesso, con la circolare n. 107 del 27 maggio 2015, l’Inps riassume e fa proprie le indicazioni del Ministero del lavoro e delle politiche sociali sui criteri di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga.

Cassa Integrazione Guadagni in deroga
L’art. 2 del decreto fissa i criteri per la concessione del trattamento di cassa integrazione guadagni in deroga prevedendo, al comma 1, i requisiti soggettivi per accedere al trattamento di integrazione salariale in deroga.
Nel far riferimento ai lavoratori destinatari del trattamento il decreto stabilisce che l’integrazione salariale può essere concessa o prorogata ai lavoratori subordinati con la qualifica di operai, impiegati e quadri, ivi compresi gli apprendisti e i lavoratori somministrati, subordinatamente al conseguimento di un’anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno 12 mesi alla data di inizio del periodo di riferimento.
Nelle disposizioni finali e transitorie, l’art.6, comma 1 del decreto, facendo riferimento alle prestazioni di cassa integrazione in deroga per l’anno 2014 stabilisce, altresì, che, in deroga all’art. 2, comma 1, le prestazioni possano essere concesse ai succitati lavoratori subordinati, che siano in possesso di un’anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno 8 mesi alla data di inizio del periodo di intervento di cassa integrazione guadagni.

Quanto alle aziende destinatarie della cassa integrazione guadagni in deroga l’art. 2, comma 3, prevede che il trattamento può essere richiesto soltanto dai soggetti giuridici qualificati come imprese, ex articolo 2082 del codice civile. Rientrano dunque nell’ambito di applicazione del comma 3 anche i piccoli imprenditori di cui all’articolo 2083 del codice civile (coltivatori diretti del fondo, artigiani, piccoli commercianti), in quanto il piccolo imprenditore è di fatto sottoposto allo statuto generale dell’imprenditore, sia pure con alcune peculiarità definite dalla legge. Anche le cooperative sociali, evidentemente con riferimento ai lavoratori che hanno instaurato con la cooperativa un rapporto di lavoro subordinato, possono richiedere il trattamento di integrazione salariale in deroga, in quanto rientranti nella nozione di impresa di cui all’art. 2082 del codice civile.

L’art. 2, comma 1, elenca altresì le causali di concessione del trattamento che può essere erogato ai lavoratori che siano sospesi dal lavoro o effettuino orario ridotto per contrazione o sospensione dell’attività produttiva.
Tali causali sono:

  • situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori;
  • situazioni aziendali determinate da situazioni temporanee di mercato;
  • crisi aziendali;
  • ristrutturazione o riorganizzazione.

Secondo quanto stabilito dall’art. 2, comma 2, il trattamento non può essere in nessun caso concesso per la causale di cessazione dell’attività dell’impresa o di parte della stessa.

L’azienda presenta, in via telematica, all’INPS e alla Regione, la domanda corredata dall’accordo, entro 20 giorni dalla data in cui ha avuto inizio la sospensione o riduzione dell’orario di lavoro; pertanto, come chiarito anche in sede ministeriale, le aziende possono trasmettere telematicamente le domande di CIG in deroga all’INPS ovvero alle Regioni, in via alternativa.
Considerato che per le domande presentate all’INPS, così come per quelle presentate alla Regione, deve essere obbligatoriamente valorizzato il campo “data sottoscrizione accordo”, tale data deve essere anteriore alla data di inizio del periodo di intervento richiesto. L’assenza della valorizzazione di tale campo inibirà l’invio della domanda e verrà restituito un opportuno messaggio di errore.

In caso di trasmissione all’INPS, la domanda di CIG in deroga (SR100) dovrà essere presentata dall’azienda in via telematica sulla consueta piattaforma DigiWeb, entro venti giorni dalla data in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro, nel rispetto delle modalità attualmente in uso.
Nella domanda all’INPS (SR100) dovrà obbligatoriamente essere valorizzato il campo “data della sottoscrizione dell’accordo”.

In caso di presentazione tardiva della domanda, il trattamento di CIG in deroga decorre dall’inizio della settimana anteriore alla data di presentazione della domanda stessa. Conseguentemente, per le domande presentate fuori termine, il cui periodo richiesto è già totalmente trascorso al momento della presentazione, la procedura DigiWeb, pur consentendone l’invio, restituisce un messaggio di evidenza all’utente, con il quale si comunica che la domanda non sarà presa in carico.
Viceversa, per le domande presentate fuori termine, ma il cui periodo richiesto non è totalmente scaduto al momento della presentazione della domanda (SR100), la procedura DigiWeb inibisce l’invio e restituisce un messaggio di evidenza all’utente, con il quale si invita lo stesso a rimodulare il periodo di intervento richiesto.

In caso di presentazione della domanda di CIG in deroga direttamente all’Ente Regione da parte delle aziende, la Regione, unitamente alla determina di concessione, dovrà trasmettere in SIP anche i modelli di domanda (SR100) ad essa riferiti. Sarà cura della Regione verificare il rispetto dei termini di presentazione delle domande.

Indennità di Mobilità in deroga
La concessione dei trattamenti di mobilità in deroga da parte delle Regioni o Province autonome è subordinata al presupposto che per i lavoratori interessati non sussistano le condizioni di accesso ad ogni altra prestazione a sostegno del reddito connessa alla cessazione del rapporto di lavoro prevista dalla normativa vigente.

In particolare, il trattamento di mobilità in deroga può essere concesso soltanto ai lavoratori provenienti da soggetti giuridici qualificati come imprese, così come individuate dall’articolo 2082 del codice civile. Al riguardo, valgono le medesime considerazioni svolte con riferimento ai piccoli imprenditori ed alle cooperative sociali.
La mobilità in deroga può essere concessa ai “lavoratori disoccupati che sono in possesso dei requisiti di cui all’art. 16, comma 1, della legge 23 luglio 1991, n. 223”. Pertanto, la mobilità in deroga può essere concessa ai lavoratori subordinati, con riferimento a tutte le tipologie di lavoro subordinato, sia a termine che non a termine, con qualifica di operai, impiegati o quadri, ivi compresi gli apprendisti ed i lavoratori somministrati, subordinatamente al conseguimento di un’anzianità aziendale di almeno dodici mesi, di cui almeno sei di lavoro effettivamente prestato.

La concessione della mobilità in deroga è subordinata al presupposto che per i lavoratori interessati non sussistano le condizioni di accesso ad ogni altra prestazione a sostegno del reddito connessa alla cessazione del rapporto prevista dalla normativa vigente. Pertanto, la mobilità in deroga non può più essere concessa dopo il periodo di ASpI o Mini ASpI, mobilità ordinaria o disoccupazione agricola già fruito, o dopo un periodo di fruizione della NASpI, né può essere concessa se il lavoratore aveva diritto ad un ammortizzatore ordinario e non l’ha richiesto.

Se nella fase di istruttoria di una pratica di mobilità in deroga l’operatore di Sede dovesse constatare che la Regione ha emesso un provvedimento di concessione di mobilità in deroga per un lavoratore nelle condizioni appena descritte, verrà inviata una lettera di comunicazione al lavoratore ed alla Regione che ha emesso la delibera con l’indicazione dell’impossibilità per l’Istituto di dare esecuzione al provvedimento perché il lavoratore interessato ha già usufruito dell’ammortizzatore ordinario oppure aveva diritto all’ammortizzatore ordinario.

Il lavoratore, ai fini della fruizione del trattamento di mobilità in deroga concesso, deve presentare un’istanza all’INPS, a pena di decadenza, entro 60 giorni dalla data di licenziamento o dalla scadenza della precedente prestazione fruita oppure, se posteriore, dalla data del decreto di concessione della prestazione in deroga.

Inps – Circolare N. 107/2015

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