Diritto

Credito INPS e domanda di accertamento negativo: prova a carico dell’Istituto

Credito INPS e domanda di accertamento negativo: prova a carico dell’Istituto
Nel giudizio promosso dal contribuente per l’accertamento negativo del credito previdenziale, incombe all’INPS l’onere di provare i fatti costitutivi della pretesa contributiva

Nel giudizio promosso dal contribuente per l’accertamento negativo del credito previdenziale, incombe all’INPS l’onere di provare i fatti costitutivi della pretesa contributiva. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 11685 del 5 giugno 2015.

IL FATTO
Un’associazione ricorreva al giudice del lavoro perché dichiarasse che non sussisteva a suo carico onere contributivo per le prestazioni offerte dai soci in adempimento di una convenzione stipulata con il Comune per lo svolgimento di servizi di sorveglianza e biglietteria nei musei cittadini.
Accolta la domanda e proposto appello principale dall’INPS, la Corte d’Appello rigettava l’impugnazione, rilevando che l’Istituto, nonostante la tesi sostenuta con verbale ispettivo redatto a carico dell’Associazione, non aveva dato prova dell’esistenza della subordinazione in termini precisi e rigorosi.

Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’INPS, sostenendo che la Corte d’Appello sarebbe incorsa in violazione della disciplina sull’onere della prova (art. 2697 del codice civile), atteso che, vertendosi in fattispecie di domanda di accertamento negativo della sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato proposta per contrastare l’esistenza dell’obbligazione contributiva, l’onere probatorio circa l’esistenza del rapporto di lavoro subordinato avrebbe fatto carico all’Associazione, attrice in causa. Essa avrebbe dovuto dimostrare l’esistenza di uno specifico fatto positivo contrario all’assunto dell’Istituto, o, quantomeno l’esistenza di elementi che avrebbero dovuto condurre all’infondatezza delle pretesa fatta valere con il verbale di accertamento.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dall’INPS. E’, infatti, principio generale che in tema di riparto dell’onere della prova ai sensi dell’art. 2697 del codice civile, l’onere di provare i fatti costitutivi del diritto grava sempre su colui che si afferma titolare del diritto stesso ed intende farlo valere, ancorché sia convenuto in giudizio di accertamento negativo, di modo che è l’Istituto previdenziale a dover dimostrare i fatti costitutivi del proprio credito, ancorché sia stato convenuto in un giudizio di accertamento negativo. Nel giudizio promosso dal contribuente per l’accertamento negativo del credito previdenziale, dunque, incombe all’INPS l’onere di provare i fatti costitutivi della pretesa contributiva.

Ove l’Istituto fondi su rapporto ispettivo dei suoi funzionari la sua pretesa contributiva, il rapporto stesso, pur non facendo piena prova fino a querela di falso, è attendibile fino a prova contraria, quando esprime gli elementi da cui trae origine (in particolare, mediante allegazione delle dichiarazioni rese da terzi), restando, comunque, liberamente valutabile.

Art. 2697
Onere della prova

Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.
Chi eccepisce l’inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si è modificato o estinto deve provare i fatti su cui l’eccezione si fonda.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 11685/2015

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