Fisco

Credito d’imposta personale altamente qualificato: compensazione con F24

Credito d'imposta personale altamente qualificato: compensazione con F24
Operativo il credito d’imposta per l’assunzione di personale altamente qualificato e ricercatori. L’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo da utilizzare per la compensazione del credito a mezzo F24, disciplinandone le modalità e il relativo controllo di spettanza. Il modello F24 deve essere presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha aggiunto l’ultimo tassello al percorso volto alla operatività del credito d’imposta per le assunzioni di personale altamente qualificato (art. 24 del D.L. n. 83 del 22 giugno 2012, convertito nella legge n. 134 del 2012): il provvedimento emesso lo scorso 16 febbraio definisce infatti le modalità e i termini di fruizione del credito, mentre, con la risoluzione n. 18/E, è stato istituito il codice tributo 6847, necessario alla materiale compensazione dello stesso.

La assunzioni incentivate
In favore di tutti i titolari di reddito d’impresa ex art. 55 del TUIR, a prescindere dalla forma giuridica, dalle dimensioni aziendali e dal settore economico in cui operano, è previsto un contributo, sotto forma di credito di imposta, per le assunzioni a tempo indeterminato di personale:

  • in possesso di un dottorato di ricerca universitario;
  • che abbia conseguito una laurea magistrale e sia impiegato esclusivamente in attività di Ricerca e Sviluppo.

In particolare, si intendono attività di ricerca e sviluppo quelle rientranti nei seguenti campi di applicazione:

  • lavori sperimentali o teorici, aventi quale principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni pratiche dirette;
  • ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale;
  • acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. Sono altresì incluse le ulteriori attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi, ivi inclusi l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, purché non siano destinati ad uso commerciale; la realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati ad esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida. L’eventuale, ulteriore sfruttamento di progetti di dimostrazione o di progetti pilota a scopo commerciale comporta la deduzione dei redditi così generati dai costi ammissibili.

Il credito spetta anche in caso di trasformazione di contratti a termine in contratti a tempo indeterminato.

La misura del beneficio
Il contributo, spettante per dodici mesi ed erogato sotto forma di credito d’imposta, è pari al 35%, entro un limite massimo pari a 200 mila euro annui per ciascuna impresa, dell’effettivo costo del lavoro sostenuto per l’assunzione a tempo indeterminato relativamente a:

  • la retribuzione lorda, prima delle imposte;
  • i contributi previdenziali obbligatori;
  • i contributi assistenziali per figli e familiari;
  • le spese sostenute per l’attività di certificazione contabile, entro un limite massimo di 5.000 euro, per le imprese non soggette a revisione contabile del bilancio e prive di collegio sindacale.

Le modalità di fruizione
Le imprese aventi diritto sono tenute alla presentazione di un’istanza, attraverso l’apposita procedura telematica disponibile sul sito www.cipaq.mise.gov.it, secondo il seguente calendario:

  • assunzioni effettuate dal 26 giugno al 31 dicembre 2012: dal 15 settembre al 31 dicembre 2014 (termine già scaduto);
  • assunzioni effettuate nell’anno 2013: dal 10 gennaio 2015;
  • assunzioni effettuate nell’anno 2014: dal 10 gennaio 2016.

La compensazione del credito
Il modello F24 deve essere presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
In sede di compilazione del modello di pagamento F24, il codice tributo 6847 è esposto nella sezione “Erario” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”; il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l’anno di assunzione del personale altamente qualificato, nel formato “AAAA”.

Il Ministero dello Sviluppo Economico trasmette telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati identificativi di ciascun beneficiario e l’importo del credito concesso, nonché le eventuali variazioni.
In caso di variazioni dei dati delle imprese ammesse e/o dell’importo dell’agevolazione spettante, il modello F24 può essere presentato telematicamente all’Agenzia delle Entrate a partire dal terzo giorno lavorativo successivo a quello di comunicazione delle variazioni.

L’Agenzia delle Entrate effettua dei controlli automatizzati su ciascuna delega di pagamento in compensazione: nel caso in cui l’importo del credito d’imposta utilizzato risulti superiore all’ammontare del beneficio residuo, ovvero nel caso in cui l’impresa non rientri nell’elenco dei soggetti ammessi al beneficio, il relativo modello F24 è scartato.

Il credito d’imposta nel Modello Unico
Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta nei quali lo stesso è utilizzato. Lo stesso inoltre:

  • non è soggetto al limite annuale complessivo di utilizzo dei crediti d’imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi, pari a 250.000 euro;
  • non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP);
  • non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 (deducibilità degli interessi passivi dei soggetti IRPEF) e 109, comma 5 (rapporto di deducibilità di alcune spese ed altri componenti negativi), del TUIR.

La Commissione Europea ha riconosciuto che il credito di imposta “non rientra nell’ambito di applicazione della disciplina degli aiuti di Stato” in quanto misura generale accessibile a tutte le imprese a prescindere dalla dimensione, dal settore e dalla localizzazione: esso non è dunque soggetto alla disciplina del c.d. “de minimis”.

Decadenza del diritto al credito d’imposta
Il diritto a fruire del contributo decade:

  • se il numero complessivo dei dipendenti a tempo indeterminato, al netto dei pensionamenti, è inferiore o pari a quello indicato nel bilancio presentato nel periodo d’imposta precedente l’assunzione;
  • se i posti di lavoro creati non sono conservati per un periodo minimo di 3 anni, ovvero di 2 anni nel caso di PMI;
  • nei casi in cui l’impresa delocalizzi l’attività in un paese non appartenente all’Unione Europea, con la riduzione delle attività produttive in Italia nei 3 anni successivi al periodo di imposta in cui ha fruito del contributo, ovvero 2, nel caso di PMI;
  • nei casi in cui vengano definitivamente accertate violazioni non formali, sia alla normativa fiscale che a quella contributiva in materia di lavoro dipendente per le quali sono state irrogate sanzioni di importo non inferiore a euro 5.000, oppure violazioni alla normativa sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori previste dalle vigenti disposizioni;
  • nei casi in cui siano emanati provvedimenti definitivi della magistratura contro il datore di lavoro per condotta antisindacale.

Qualora sia verificata la fruizione indebita, anche parziale, del contributo il Ministero dello Sviluppo Economico dichiara la decadenza del diritto a fruire del credito di imposta e procede al recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni secondo legge.

Potrebbe anche interessarti: Assunzioni di personale altamente qualificato: modalità e termini di fruizione del credito d’imposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *