Fisco

Credito agevolato: a gennaio tasso di riferimento al 2,68%

Credito agevolato: a gennaio tasso di riferimento al 2,68%
L’anno si apre con una nuova inversione di tendenza per il tasso di riferimento per il credito agevolato la cui misura si porta sul valore di 2,68%

L’anno si apre con una nuova inversione di tendenza per il tasso di riferimento per il credito agevolato ad industria, commercio, artigianato, editoria, industria tessile e zone sinistrate del Vajont (settore industriale), la cui misura in vigore dal primo di gennaio si porta sul valore di 2,68% con un decremento, sia pur minimale, dello 0,05% rispetto al 2,73% in vigore a dicembre. Prosegue pertanto l’andamento altalenante nei valori dell’indicatore che ha caratterizzato anche gli ultimi mesi dell’anno dopo la lunga serie di ribassi e di minimi storici consecutivi che sono stati indubbiamente l’elemento caratterizzante del 2014. A seguito di questa evoluzione fanno segnalare lievi decrementi rispetto ai livelli dello scorso mese anche i valori dei tassi agevolati delle leggi che dipendono dal tasso di riferimento nazionale.

A tale proposito si deve tenere presente che gli attuali valori dei tassi di riferimento, e di conseguenza dei tassi agevolati ad essi collegati, sono stati calcolati in base alle commissioni onnicomprensive a favore degli Istituti di Credito in vigore per l’anno 2014. Pertanto, in caso di variazione di dette commissioni per l’anno 2015, anche i valori dei tassi di riferimento e dei tassi agevolati ad essi collegati varieranno retroattivamente a far data dal primo gennaio. Si segnala una nuova diminuzione, dopo quella verificatasi dal primo novembre scorso, nell’andamento del tasso di riferimento comunitario da applicare per le operazioni di attualizzazione e rivalutazione per concessione di incentivi a favore delle imprese. Il valore di questo indicatore resta infatti fissato dal primo gennaio sul valore di 1,34% (0,34 tasso base maggiorato di 100 punti) con un decremento dello 0,10 per cento rispetto al valore di 1,44% in vigore in precedenza.

Resta invece stabile il tasso di sconto comunitario dopo l’ultima variazione decisa dalla Banca Centrale Europea che ha diminuito il livello del tasso minimo di offerta sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema, con validità a partire dall’operazione con regolamento 10 settembre 2014, fissando il valore del parametro all’attuale 0,05% rispetto alla precedente misura dello 0,15 per cento con una diminuzione complessiva dello 0,10 per cento. Si rileva una nuova inversione nella tendenza anche nell’evoluzione dei valori dei rendimenti effettivi lordi dei titoli pubblici; il dato per novembre 2014 del Rendistato si fissa infatti al 1,705% con una sia pur lieve variazione in diminuzione pari allo 0,052%, rispetto al valore di 1,757% fatto segnare a ottobre. Rammentiamo che all’andamento del Rendistato è direttamente legato il valore del tasso di riferimento di cui rappresenta la componente variabile, unitamente al valore della commissione onnicomprensiva a favore degli Istituti di Credito che, al contrario, resta fissa per tutto l’anno.

Indicatori finanziari nazionali
Si segnala una stabilità assoluta a dicembre nell’evoluzione dei valori medi mensili dell’Euribor, anche in questo caso dopo la serie di decrementi che aveva caratterizzato la parte iniziale dell’anno; le misure medie mensili relative all’Euribor (Euro Interbank Offered Rate) tre mesi, tasso di riferimento per il mercato interbancario si mantengono infatti sul valore di 0,081% per l’indicatore a base 360; sul valore di 0,082% per l’indicatore a base 365, esattamente gli stessi valori segnalati a novembre; mostrano invece una lieve flessione i dati puntuali con valuta 31/12/2014 i cui valori si collocano al 0,079% ed al 0,080% rispettivamente per i valori a base 360 e 365 entrambi con una flessione, molto contenuta, dello 0,003 per cento rispetto ai dati con valuta 01/12/2014.

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