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Costo del lavoro, sconto IRAP dal 2015

Costo del lavoro, sconto IRAP dal 2015
La Legge di Stabilità 2015 introduce uno sconto IRAP sul costo del lavoro dipendente. Dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 (2015, salvo per i soggetti con esercizio diverso dal periodo 1° gennaio/31 dicembre) sarà possibile dedurre il costo del lavoro relativo ai contratti di lavoro a tempo indeterminato

La legge 23 dicembre 2014, n. 190, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (legge di Stabilità 2015), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 300 del 29 dicembre scorso, interviene con tre novità in materia di IRAP che riverberano i propri effetti in alcuni casi già dal 2014:

  1. il ripristino della misura base dell’aliquota IRAP che torna al 3,9%. Il decreto legge n. 66/2014, convertito dalla legge n. 89/2014 l’aveva ridotta al 3,5% con effetto dal periodo d’imposta 2014;
  2. l’introduzione di uno sconto IRAP sul costo del lavoro dipendente;
  3. un credito d’imposta del 10% dell’imposta, per i contribuenti che non occupano lavoratori dipendenti nel periodo d’imposta.

Ripristino misura base al 3,9%
La prima delle modifiche, produce effetti abbiamo detto con effetto retroattivo e quindi neutralizza lo sconto che era stato previsto solo pochi mesi fa, peraltro non utilizzato in quanto se ne sarebbe dovuto tenere conto in occasione della prossima dichiarazione IRAP da presentare nel 2015.
Il legislatore ha tuttavia previsto che non ci saranno conseguenze per coloro che avessero calcolato gli acconti 2014 col metodo previsionale, tenendo conto della minore aliquota.

Sconto IRAP sul costo del lavoro dipendente
Le ultime due misure riguardano invece i periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014.
In particolare, ci soffermiamo sull’intervento del legislatore per eliminare gli effetti dell’indeducibilità dal valore della produzione IRAP del costo del lavoro, anche se limitatamente ai lavoratori occupati a tempo indeterminato.
La novità consiste nell’introduzione di una nuova deduzione a valere dal valore della produzione netta, da decurtare nella determinazione del valore imponibile ai fini del calcolo dell’imposta.

Il comma 20 dell’articolo 1 del provvedimento di fine anno, inserisce il comma 4-octies all’articolo 11 del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446. È previsto che dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 (2015, salvo per i soggetti con esercizio diverso dal periodo 1° gennaio / 31 dicembre) sarà possibile dedurre il costo del lavoro relativo ai contratti di lavoro a tempo indeterminato, nonché per gli imprenditori agricoli anche per contratti a tempo determinato di durata almeno triennale, a condizione tuttavia che nei singoli periodi di imposta il lavoratore abbia prestato attività per almeno 150 giornate. Per giungere all’importo della deduzione, occorrerà tuttavia decurtare dal totale del costo del lavoro complessivo per il personale dipendente con contratto a tempo indeterminato “le deduzioni spettanti ai sensi dei commi 1, lettera a), 1-bis, 4-bis.1 e 4-quater“.
Di conseguenza nel calcolo della nuova deduzione, dal costo del lavoro indicato, vanno sottratti gli importi a titolo di:

  • contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro;
  • deduzioni in misura fissa pari a 7.500 euro annui per ogni lavoratore dipendente a tempo indeterminato impiegato nel periodo di imposta, aumentato a 13.500 euro per i lavoratori di sesso femminile e per quelli di età inferiore ai 35 anni; tali importi possono essere ulteriormente incrementati nei limiti ed alla condizione previste dalla disciplina Comunitaria sugli aiuti minori “de minimis”, fino a 15.000 euro ovvero 21.000 euro per i citati lavoratori dipendenti citati nel periodo precedente, impiegati a tempo indeterminato nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia;
  • analoghe deduzioni, a favore degli imprenditori agricoli, nonché per le società agricole di cui all’articolo 2 D.Lgs. n. 99/2004, spettanti, per i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato che abbiano una durata almeno triennale e comunque è necessario che i lavoratori agricoli interessati abbiano lavorato almeno 150 giornate nel periodo d’imposta interessato;
  • contributi assistenziali e previdenziali relativi ai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, nonché ai lavoratori a tempo determinato alle dipendenze degli imprenditori agricoli nei limiti ed alle condizioni previste dall’articolo 11;
  • costo del lavoro relativo agli apprendisti, ai disabili, nonché i costi sostenuti per il personale addetto alla ricerca e sviluppo;
  • le indennità di trasferta previste contrattualmente, per la parte che non concorre a formare il reddito del dipendente, per le imprese autorizzate all’autotrasporto di merci;
  • deduzione fino a 15.000 euro annui per i datori di lavoro che incrementano il numero di lavoratori dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato rispetto al numero dei lavoratori assunti con il medesimo contratto mediamente occupati nel periodo d’imposta precedente ( art. 11, comma 4-quater).

Appare evidente che lo sconto introdotto risulta ridimensionato nei suoi effetti in quanto assorbito dalle deduzioni già esistenti che, come si è visto, computandosi dal costo del lavoro, riducono la quota deducibile.
Inoltre, anche la determinazione si presenta articolata.
Del resto, la finalità è quella di giungere alla deduzione dell’intero costo del lavoro dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato, di conseguenza appare giusto tenere conto delle riduzioni già esistenti che già consentivano con le regole previgenti, seppure in misura generalmente parziale, analogo beneficio.
Va infine evidenziato che la nuova deduzione non compete a tutti i soggetti passivi ai fini dell’IRAP.
La norma fa riferimento ai “(…) soggetti che determinano il valore della produzione ai sensi degli articoli da 5 a 9”. Di conseguenza, risultano esclusi coloro che determinano il valore della produzione ai sensi degli articoli 10 e 10-bis, ovvero gli enti privati diversi dalle società che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale (art. 3, comma 1, lettera e) D.Lgs. n. 446/1997), le amministrazioni pubbliche, nonché le amministrazioni della Camera dei Deputati, del Senato, della Corte Costituzionale, della Presidenza della Repubblica e gli organi legislativi delle Regioni a statuto speciale (art. 3, comma 1, lettera e)-bis).Per gli imprenditori agricoli, nonché per le società agricole di cui all’articolo 2 D.Lgs. n. 99/2004, la deduzione si applica previa autorizzazione della Commissione Europea.

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