Fisco

Cosa cambia per CUD e 730

Cosa cambia per CUD e 730
Dovrà essere effettuato dall’Agenzia delle Entrate e non dal sostituto d’imposta il rimborso del modello 730 di importo superiore a 4 mila. Nessuna apertura in caso di omessa dichiarazione dei redditi per i contribuenti che hanno conseguito redditi certificati dal CUD

A seguito delle osservazioni del garante della Privacy, le spese medie Istat ai fini del redditometro sono state eliminate. Lo ha detto ieri il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera intervenendo ieri ad un incontro di approfondimento sulle novità fiscali organizzato dalla stampa specializzata in occasione del quale è stato chiesto lo stato dell’arte su tale tipologia di accertamento sintetico.

In tal modo si eviterà il contenzioso che sarebbe potuto generare e che peraltro era già sorto nella fase che aveva seguito l’approvazione del Dm attuativo del nuovo redditometro.

Per il direttore, l’intervento del Garante della Privacy del 21 novembre scorso è stato utile per migliorare e perfezionare i dati e le procedure.

Ha anche anticipato l’arrivo di una nuova direttiva con le indicazioni per gli uffici periferici ed inoltre evidenziato che sono stati già tenuti incontri sulle procedure da tenere da parte dei funzionari dell’Agenzia nel procedimento di accertamento.

In ogni caso, verranno selezionate le posizioni dei contribuenti che presentano maggiori scostamenti tra reddito dichiarato e reddito presunto.

Durante l’incontro l’Agenzia delle Entrate ha risposto ad alcuni quesiti su diversi temi di attualità.

Sulle nuove limitazioni in materia di compensazioni dei crediti per imposte sui redditi è stato chiarito che potranno essere effettuati anche se ancora non è stato presentato il modello Unico.

Secondo il funzionario dell’Agenzia intervenuto, a differenza di quanto previsto ai fini IVA, secondo cui le compensazioni superiori a 5 mila sono possibili a decorrere dal giorno sedici del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione, la norma in esame non contiene un’analoga previsione, per cui è possibile compensare a condizione che alla dichiarazione in sede di presentazione sia apposto il visto di conformità.

Inoltre, è stato evidenziato che il credito 2012 residuo può essere utilizzato liberamente senza limitazione.

Ciò perché le nuove previsioni si applicano a decorrere dal periodo di imposta 2013, quindi con riferimento alle dichiarazioni da presentare il 30/9/2014. Quindi, cosi come indicato nella circolare n. 1/E/2010, l’utilizzo del credito 2012 sarà possibile senza limiti fino a quando non verrà rigenerato a seguito della presentazione con un nuovo modello unico. In buona sostanza, in tal modo un credito del 2012 compensato nel 2013, potrà essere compensato senza limitazioni e non occorrerà che al modello unico presentato a settembre 2014 venga apposto il visto di conformità.

Più restrittiva invece l’interpretazione dell’Agenzia sulla deducibilità dell’IMU ai fini delle imposte sui redditi introdotta dall’articolo 1, commi 715 e 716 della legge di stabilità 2014 per gli immobili strumentali.

Secondo l’amministrazione, nel caso di immobili ad uso promiscuo non è possibile usufruire della deduzione perché la deducibilità è limitata agli immobili adibiti esclusivamente all’esercizio di imprese, arti e professioni.

Sono pertanto esclusi gli immobili ad utilizzo promiscuo di arte e professione o impresa commerciale per espressa previsione normativa.

Quanto al periodo di imposta in cui è possibile la deduzione, occorre fare riferimento alla data di pagamento, anche se non è possibile usufruirne nel caso di pagamento nel 2013 dell’imposta del 2012 eventualmente pagata tardivamente.

Sulle limitazioni in materia di rimborso del modello 730 di importo superiore a 4 mila euro che, per effetto delle disposizioni contenute ai commi da 586 a 589 dell’articolo 1 della legge di stabilità 2014, secondo l’Agenzia operano in presenza di una delle seguenti ipotesi: detrazioni carichi di famiglia e/o da precedenti di dichiarazioni. Dunque, crediti derivanti, anche parzialmente, da uno e/o l’altra causale.

In tal caso, il sostituto di imposta non effettua il rimborso che, invece, dovrà essere effettuato dall’Agenzia delle Entrate una volta effettuati i controlli e procederà rilevando i dati dal rigo 164 prospetto di liquidazione 730/3.

Sia per le società non operative che per quelle in perdita sistematica, è stato poi puntualizzato dall’Agenzia, opera il divieto di utilizzo credito anche in caso di adeguamento al ricavo minimo.

Nessuna apertura invece nel caso di omessa dichiarazione dei redditi nel caso di contribuenti che hanno conseguito redditi certificati dal CUD.

Nelle ipotesi di lavoro dipendente certificato da CUD la dichiarazione non può essere considerata secondo l’Agenzia validamente presentata perchè le precedenti istruzioni dell’Agenzia che avevano consentito tale possibilità anche se il contribuente possedeva altri redditi che l’avrebbero obbligato alla presentazione del modello Unico riguardavano l’accesso alla sanatoria ai sensi della legge n. 289/2002.

L’Agenzia ha aggiunto che in altre occasioni ha chiarito che in tali casi, la decadenza dei termini di accertamento è da considerarsi il quinto anno successivo a quello del termine di presentazione della dichiarazione, come previsto nei casi di dichiarazioni omesse.

In occasione dello stesso incontro con la stampa svoltosi ieri, Equitalia ha fornito alcuni chiarimenti sulla sanatoria dei ruoli che scade a fine febbraio prossimo, è stato chiarito che sono regolarizzabili anche le somme iscritte a ruolo in pendenza di giudizio tributario in primo e secondo grado e gli accertamenti esecutivi. Nel caso di giudizi pendenti e sulle relative conseguenze, è emerso che la sanatoria definisce la lite e le spese restano a carico della parte che le ha anticipate. Se riguarda solo una parte ed arriva una sentenza favorevole, non si da luogo a rimborso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *