Fisco

Corte dei conti: i dubbi sulla mediazione tributaria

Corte dei conti: i dubbi sulla mediazione tributaria
Sulla mediazione fiscale la Corte dei conti smentisce l’ottimismo dell’Agenzia delle Entrate

Sulla mediazione fiscale la Corte dei conti smentisce l’ottimismo dell’Agenzia delle Entrate. Se il direttore Attilio Befera punta molto su questo istituto deflattivo del contenzioso (introdotto dall’articolo 39 del Dl n. 98/11), sollecitandone una maggiore applicazione con l’innalzamento della soglia di 20mila euro, il presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino, non sembra essere di questo avviso. Anzi ieri nel corso dell’audizione alle commissioni Bilancio riunite, di Camera e Senato, Giampaolino ha espresso diverse “perplessità” sulla disciplina operativa dal 1° aprile 2012 (e già al vaglio della Corte costituzionale). Perplessità condivise da una parte delle forze politiche (Scelta civica e Pd soprattutto) che potrebbero votare nelle prossime settimana una risoluzione in questo senso.

Osserva il presidente della Corte:

Non può non rilevarsi l’anomalia di un tentativo di composizione affidato ad una delle due parti, che si inserisce peraltro in un percorso amministrativo che già conosce opportunità di definizione agevolata quali l’acquiescenza e, soprattutto, l’accertamento con adesione, che attraverso il confronto con il contribuente può determinare un diverso apprezzamento degli elementi che l’ufficio ha posto a base del controllo e una conseguente riduzione dell’imposta. Prevedere in via generale e a pena di inammissibilità, un ulteriore passaggio amministrativo (il reclamo) presso lo stesso ente che ha emesso l’atto, quando l’ammontare dell’imposta controversa non superi i 20.000 euro (cioè nella stragrande maggioranza dei casi) appare poco razionale. Né certamente può risolvere il problema costituito dalla identità dell’organo chiamato a “mediare” rispetto all’organo che ha emanato l’atto la previsione che a decidere siano strutture diverse ed autonome da quelle che curano l’istruttoria degli atti reclamabili.

Giampaolino ha sottolineato, infine, i costi del reclamo posto che si dovrà «predisporre un atto che già deve avere i contenuti del ricorso giurisdizionale vero e proprio, con i connessi oneri di carattere tecnico ed economico, trattandosi di attività che comunque richiedono nella grandissima maggioranza dei casi, il patrocinio tecnico».

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