Fisco

Correttivi anticrisi studi di settore 2012: via libera dalla Commissione degli esperti

Correttivi anticrisi studi di settore 2012: via libera dalla Commissione degli esperti
La Commissione degli esperti ha espresso parere favorevole circa l’introduzione dei correttivi anticrisi agli studi di settore applicabili per il periodo d’imposta 2012

La Commissione degli esperti ha espresso parere favorevole circa l’introduzione dei correttivi anticrisi agli studi di settore applicabili per il periodo d’imposta 2012. Le modifiche recepiscono le criticità rilevate nell’anno trascorso, adeguando gli indicatori alla realtà economica attuale.

La decisione della Commissione – si legge in un comunicato dell’Agenzia delle Entrate – è stata approvata all’unanimità.

I nuovi correttivi, spiega l’Agenzia, sono il risultato di un’analisi condotta sull’impatto della crisi economica che ha interessato il 2012, sulla base delle indicazioni fornite – tra gli altri – dagli Osservatori regionali, dalle associazioni di categoria, dalla Banca d’Italia, dall’Istat, e dai dati contenuti nelle comunicazioni e nelle dichiarazioni annuali Iva.

L’attività di monitoraggio degli effetti prodotti dalla crisi, infatti, ha tenuto in debita considerazione sia le informazioni fornite dalle associazioni di categoria, che i dati desumibili dalla modulistica Iva.

In particolare, le elaborazioni sono state effettuate su un “panel” di quasi 2,1 milioni di contribuenti che hanno applicato gli studi di settore nel quadriennio 2009-2012.

Anche per quest’anno, i correttivi introdotti sono riconducibili a quattro categorie:

  1. interventi relativi all’analisi di normalità economica;
  2. correttivi specifici per la crisi;
  3. correttivi congiunturali di settore;
  4. correttivi individuali.

Nello specifico, i correttivi relativi all’analisi di normalità economica riguarderanno l’indicatore della “durata delle scorte”, interessando i contribuenti che abbiano registrato una contrazione dei ricavi nel periodo d’imposta 2012, pur risultando coerenti rispetto alla gestione delle esistenze iniziali.

correttivi specifici per la crisi, invece, riguarderanno alcuni settori interessati dall’incremento dei prezzi dei carburanti, trasporti in primis.

La terza categoria di correttivi, terrà poi conto delle riduzioni tariffarie, della contrazione dei marginie della redditività.

Infine, l’ultima tipologia di correttivi – spiega il comunicato – si prefigge l’obiettivo di cogliere i risultati prodotti dai ritardi negli incassi a fronte delle prestazioni rese e dalla contrazione dei costi variabili. In particolare, i correttivi individuali terranno conto dei contribuenti non congrui che nel 2012 abbiano dichiarato costi variabili inferiori rispetto ai due periodi d’imposta precedenti.

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