Fisco

Correttivi anticrisi agli studi di settore 2014

Correttivi anticrisi agli studi di settore 2014
Pubblicato in G.U. il decreto di approvazione della revisione congiunturale speciale degli studi di settore per il periodo d’imposta 2014

Sul Supplemento Ordinario n. 22 della Gazzetta Ufficiale n. 116 di ieri, è stato finalmente pubblicato il decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze 15 maggio 2015, di approvazione della revisione congiunturale speciale degli studi di settore per il periodo d’imposta 2014.

In merito, si ricorda che il 9 aprile scorso la Commissione degli Esperti ha approvato i correttivi anticrisi per gli studi del 2014, compiendo una “piccola rivoluzione”.

Nel dettaglio, come riportato nella nota tecnica e metodologica di cui all’Allegato 1 al D.M., sono state apportate modifiche all’analisi di normalità economica e sono stati introdotti specifici correttivi, che tengono conto di alcune grandezze e variabili economiche e delle relative relazioni, modificate a seguito della crisi economica verificatasi nel corso del 2014, tra cui:

  • le contrazioni più significative dei margini e delle redditività;
  • il minor grado di utilizzo di impianti e macchinari;
  • le riduzioni dell’efficienza produttiva;
  • gli andamenti congiunturali negativi intervenuti nell’ambito dei diversi settori, anche in relazione al territorio;
  • la ritardata percezione dei compensi da parte degli esercenti attività di lavoro autonomo a fronte delle prestazioni rese.

Nell’ambito delle analisi predisposte per la revisione congiunturale speciale, è stato quindi predisposto un apposito studio sull’analisi dell’efficienza produttiva per 193 studi di settore, con l’esclusione dei 12 studi relativi alle attività professionali che applicano funzioni di compenso basate sul numero degli incarichi.

Dalle analisi effettuate è stato riscontrato che, per l’anno 2014, le attività economiche soggette agli studi di settore sono state caratterizzate da una riduzione dell’efficienza produttiva, rispetto al triennio precedente, a seguito della riduzione dei ricavi/compensi e del minor grado di utilizzo dei fattori produttivi impiegati.

L’elaborazione dei correttivi congiunturali di settore, inoltre, è stata effettuata per tutti i 204 studi in vigore per il periodo d’imposta 2014: in particolare, sono state esaminate le riduzioni delle tariffe per 112 studi relativi alle attività professionali che applicano funzioni di compenso basate sul numero degli incarichi e la contrazione dei margini e della redditività per gli altri 193 studi.

Dalle analisi è emerso infatti che gli studi sono stati caratterizzati nel 2014 da una riduzione dei margini economici e della redditività. Per tale motivo, per 193 studi il collettivo congiunturale di settore tiene conto della riduzione di margini e redditività e del minor grado di utilizzo di impianti e macchinari.

Con la pubblicazione del D.M. contenente i correttivi anticrisi, dunque, manca ora il software applicativo nella versione definitiva.

Solo pochi giorni fa, infatti, l’Agenzia ha pubblicato la versione beta di GE.RI.CO., specificando però che le risultanze in termini di stima dei ricavi/compensi (comprensivi della normalità economica) e di coerenza dell’applicazione pubblicata non hanno il carattere di ufficialità e non possono essere utilizzate per la predisposizione della dichiarazione annuale relativa al periodo di imposta 2014.

Sulla tempistica e i ritardi nel rilascio, anche quest’anno, dopo l’Associazione nazionale commercialisti, a mezzo comunicato stampa si è “fatta sentire” ieri anche l’UNGDCEC, secondo cui “la giostra di scadenze e adempimenti nel 2015” ha ormai “superato i limiti di tollerabilità”.
In uno scenario come quello attuale, l’Unione Giovani non chiede la solita proroga, “che ci si augura non arrivi, come sempre all’ultimo istante, ma un urgente intervento normativo, che conduca almeno all’automatico slittamento delle scadenze dinanzi ai ritardi dell’Amministrazione finanziaria; solo cosi potremo pensare di ricostruire il rapporto di fiducia tra Stato e cittadini che, a fronte di tutto ciò che abbiamo denunciato, adesso è totalmente carente”.

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