Lavoro

Contributi volontari, l’Inps rivede le modalità di pagamento: dal 2014 stop al Rid

Dietrofront dell’Inps sull’utilizzo del modulo Rid per il pagamento dei contributi volontari. L’autorizzazione permanente di addebito in conto corrente, introdotta dall’Istituto nazionale previdenza sociale per questa tipologia di versamento dal maggio del 2010 non verrà, infatti, più accettata a partire dal 1° gennaio 2014. Una scelta effettuata «per consentire in ogni caso – precisa l’Istituto nelle comunicazioni inviate ai contribuenti – l’immediato aggiornamento delle posizioni contributive». E questo in quanto «ai sensi della Direttiva sui servizi di pagamento il pagamento con Rid si presta al rimborso dell’addebito entro otto settimane».

La Direttiva (europea) richiamata è la 2007/64/CE ed è stata attuata in Italia (assieme alle successive modifiche) con il decreto legislativo n. 11/10 e l’obbligo di rimborso entro otto settimane per questa tipologia di versamenti è previsto dall’articolo 14, comma 1 del testo. Resta da capire se la decisione presa dall’Istituto riguardi anche gli altri soggetti per i cui versamenti, al pari dei contribuenti volontari, era stato deciso l’utilizzo del Rid, ossia coloro che pagano riscatti a vario titolo, che hanno in corso una ricongiunzione o che devono recuperare un periodo passato di lavoro con una rendita vitalizia. Comunque sia, si tratta di una scelta destinata a far discutere e quanto meno in controtendenza rispetto agli obiettivi di snellire gli oneri procedurali a carico dei cittadini-contribuenti. La principale alternativa offerta (già esistente) che si offre a chi versa è, infatti, quella del pagamento mediante bollettino Mav e richiede di volta in volta un attento rispetto dei termini di versamento. E ciò perché secondo il dettato dell’articolo 8, comma 3 del decreto legislativo n. 184/97 in materia di ricongiunzione, riscatto e prosecuzione volontaria ai fini pensionistici i termini in questione – come ricorda lo stesso Istituto nella comunicazione ai contribuenti – «sono perentori e le somme versate in ritardo sono rimborsate senza maggiorazione di interessi, salva la loro imputazione a richiesta dell’interessato al trimestre immediatamente precedente la data del pagamento». Un discorso, quest’ultimo, che vale anche per le due altre forme di versamento a disposizione dei contribuenti: il pagamento online sul sito internet dell’Inps (nella sezione “Servizi online – Portale dei pagamenti – Versamenti volontari – Entra nel servizio“), oppure l’utilizzo del contact center con versamento attraverso carta di credito.

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