Lavoro

Contributi Inps 2013: in aumento con l’introduzione dell’ASpI

Contributi Inps 2013: in aumento con l'introduzione dell'ASpI
Tutte le aliquote contributive per l’anno 2013

Diffuse dall’Inps le tabelle contributive applicabili dal 1° gennaio 2013. Si tratta delle aliquote previste per i vari settori in cui operano le aziende che svolgono la loro attività con personale dipendente (agricoltura compresa). Quest’anno le tabelle assumono un particolare rilievo se si considera che dal 1° gennaio 2013 è entrata in vigore l’ASpI, per il cui finanziamento è prevista una contribuzione specifica basta su tre livelli: il contributo ordinario, l’aggiuntivo nonché quello collegato all’interruzione di alcuni rapporti di lavoro.

Il contributo ordinario è pari all’1,61% e comprende la percentuale (0,30%) destinabile ai Fondi interprofessionali. Per molti datori di lavoro, il costo del lavoro resta invariato in quanto viene mantenuta la stessa contribuzione prevista sino al 31 dicembre dello scorso anno. Per altri si può verificare un piccolo aumento calmierato dalla residua applicazione del cuneo fiscale. Per quei datori di lavoro per i quali l’incremento comporta un aumento pari all’intero 1,61%, è previsto un graduale allineamento della contribuzione in cinque anni (dal 2013 al 2017).

Più salato, senza dubbio, il costo del lavoro per chi si avvale di contratti non a tempo indeterminato. L’aumento è pari all’1,40%, a decorrere dal 1° gennaio, e si paga per tutti i contratti, anche per quelli stipulati prima di quella data. Fanno eccezione, per espressa previsione della normativa, i lavoratori assunti in sostituzione, gli apprendisti, i lavoratori stagionali e i dipendenti delle pubbliche amministrazioni. In realtà, questo maggior onere contributivo può essere in parte neutralizzato. È, infatti, prevista la restituzione del contributo pagato nell’ultimo semestre (misura massima) in caso di trasformazione a tempo indeterminato alla scadenza. Al datore di lavoro spetta comunque la restituzione se stabilizza un lavoratore entro sei mesi dalla cessazione del rapporto a termine. In questo caso, tuttavia, opera una riduzione corrispondente ai mesi che intercorrono tra la scadenza e la stabilizzazione stessa.

Nelle tabelle Inps non sono indicati gli apprendisti. Anche questa particolare categoria di lavoratori è interessata ad aumenti. Prima di tutti va rilevato che l’1,61% si applica a tutti gli apprendisti anche se assunti da aziende che occupano (al momento dell’assunzione) sino a 9 dipendenti e per cui trova applicazione lo sgravio totale triennale. Può essere utile, a riguardo, ricordare che il computo dei lavoratori (per verificare se si può usufruire dello sgravio) va eseguito escludendo gli apprendisti, i lavoratori assunti con contratto di inserimento (Dlgs 276/2003), i lavoratori assunti con contratto di reinserimento (articolo 20 della legge 223/1991) nonchè i lavoratori somministrati, con riguardo all’organico dell’utilizzatore. Si deve, inoltre, tenere presente che il requisito occupazionale va determinato tenendo conto della struttura aziendale complessivamente considerata e che, ai fini dello sgravio, rileva il profilo soggettivo relativo alla formazione dell’apprendista.

Circolare Inps – Aliquote Contributi 2013 Circolare Inps – Aliquote Contributi 2013 in Agricoltura

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