Diritto

Contratto di formazione e lavoro: violazione degli obblighi di formazione e conversione del contratto

Contratto di formazione e lavoro: violazione degli obblighi di formazione e conversione del contratto
L’inadempimento degli obblighi di formazione in un contratto di formazione e lavoro determina la trasformazione, fin dall’inizio, del rapporto in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, qualora l’inadempimento abbia un’obiettiva riIevanza, concretizzandosi nella totale mancanza di formazione, teorica e pratica, ovvero in una attività formativa carente o inadeguata rispetto agli obiettivi indicati nel progetto di formazione e quindi trasfusi nel contratto

 

In tema di contratto di formazione e lavoro, l’inadempimento degli obblighi di formazione determina la trasformazione, fin dall’inizio, del rapporto in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, qualora l’inadempimento abbia un’obiettiva rilevanza, concretizzandosi nella totale mancanza di formazione, teorica e pratica, ovvero in una attività formativa carente o inadeguata rispetto agli obiettivi indicati nel progetto di formazione e quindi trasfusi nel contratto. In questa seconda ipotesi il giudice deve valutare in base ai principi generali la gravità dell’inadempimento, giungendo alla declaratoria di trasformazione del rapporto. Lo ha ricordato la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 3344 del 19 febbraio 2015.

IL FATTO
Il caso trae origine da una sentenza con cui la Corte d’Appello di Roma ha riformato la pronuncia di primo grado che aveva solo parzialmente accolto il ricorso proposto da alcuni dipendenti di una S.p.A. inteso ad ottenere la conversione del contratto di formazione e lavoro in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con decorrenza dalla data di origine dei rispettivi rapporti di lavoro e la condanna della predetta società al pagamento delle differenze retributive derivanti dall’applicazione del trattamento normativo ed economico in dipendenza dell’inquadramento nel sesto livello.

Il Tribunale aveva, infatti, dichiarato la nullità dei contratti di formazione e lavoro ma escluso che potesse trovare applicazione, nella fattispecie, l’art. 3, comma 9, del D.L. n. 726/1984 conv. con modificazioni dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863 e che potesse dirsi instaurato tra le parti un rapporto di lavoro a tempo indeterminato fin dall’origine.

La Corte di Appello accoglieva, invece, in toto la domanda dei lavoratori. Al riguardo osservava:

  • che non aveva formato oggetto di gravame la decisione di primo grado nella parte in cui aveva ritenuto l’insussistenza della causa formativa;
  • che tale insussistenza comportava la trasformazione del contratto dall’origine in contratto a tempo indeterminato con il diritto dei lavoratori alle differenze retributive.

Contro la sentenza proponeva ricorso per cassazione la società di trasporto pubblico locale, in particolare sostenendo che un eventuale vizio genetico della causa del contratto di formazione non può essere idoneo a determinare la conversione in rapporto di lavoro a tempo indeterminato, non afferendo il vizio all’adempimento degli obblighi formativi. Rileva che la nullità di tale contratto per vizio genetico della causa comporta, per il periodo lavorato in virtù del contratto nullo, solo ed esclusivamente i diritti di cui all’art. 2126 cod. civ.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione respinge il ricorso presentato dalla società. Sul punto, gli Ermellini ricordano che, in tema di contratto di formazione e lavoro, l’inadempimento degli obblighi di formazione determina la trasformazione, fin dall’inizio, del rapporto in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, qualora l’inadempimento abbia un’obiettiva rilevanza, concretizzandosi nella totale mancanza di formazione, teorica e pratica, ovvero in una attività formativa carente o inadeguata rispetto agli obiettivi indicati nel progetto di formazione e quindi trasfusi nel contratto. In questa seconda ipotesi il giudice deve valutare in base ai principi generali la gravità dell’inadempimento, giungendo alla declaratoria di trasformazione del rapporto (v. per tutte Cass. 1 febbraio 2006, n. 2247, Cass. 7 agosto 2004, n. 15308; Cass. 4 ottobre 2004, n. 19846 e, più specificamente, Cass. 9 marzo 2009, n. 5644, relativa all’ipotesi in cui il lavoratore, già al momento della sua assunzione con c.f.l., possegga la professionalità che, secondo gli accordi intervenuti, dovrebbe costituire lo scopo del programma formativo avendo espletato in precedenza analoga attività lavorativa).

La decisione della Corte di Appello che, sul rilievo della esistenza di un difetto genetico della causa, ha dichiarato la trasformazione del rapporto di lavoro si dall’origine, con le conseguenze economiche a tale trasformazione ricollegabili, è, pertanto, corretta in diritto.

In tema di contratto di formazione e lavoro, l’inadempimento degli obblighi di formazione determina la trasformazione, fin dall’inizio, del rapporto in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, qualora l’inadempimento abbia un’obiettiva rilevanza, concretizzandosi nella totale mancanza di formazione, teorica e pratica, ovvero in una attività formativa carente o inadeguata rispetto agli obiettivi indicati nel progetto di formazione e quindi trasfusi nel contratto. In questa seconda ipotesi il giudice deve valutare in base ai principi generali la gravità dell’inadempimento, giungendo alla declaratoria di trasformazione del rapporto.
Corte di Cassazione – Ordinanza N. 3344/2015

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *