Lavoro

Contratto a tutele crescenti: doppio onere di comunicazione

Contratto a tutele crescenti: doppio onere di comunicazione
Da lunedì prossimo i datori di lavoro devono inviare una seconda comunicazione telematica, in aggiunta a quella di cessazione del rapporto, per informare se è stata proposta al lavoratore cessato l’offerta di conciliazione che evita le controversie sui licenziamenti

Raddoppia la «Co» di cessazione del rapporto di lavoro. Da lunedì prossimo i datori di lavoro devono inviare una seconda comunicazione telematica, in aggiunta a quella di cessazione del rapporto, per informare se è stata proposta al lavoratore cessato l’offerta di conciliazione che evita le controversie sui licenziamenti. La nuova «Co», dovuta solamente per i lavoratori assunti a tutele crescenti, va trasmessa con il modello «Unilav_conciliazione», anch’esso nuovo, entro 65 giorni dalla cessazione. Per l’omissione la sanzione è da 100 a 500 euro. Lo spiega il ministero del lavoro nella nota prot. n. 2788/2015.

Tutele crescenti
La novità della seconda «Co» scaturisce dal decreto legislativo n. 23/2015, che ha disciplinato il cosiddetto contratto a tutele crescenti. Tale disciplina, in vigore dal 7 marzo, si applica:

  • ai lavoratori che vengono assunti a tempo indeterminato;
  • ai lavoratori che trasformano un rapporto a termine in un tempo indeterminato;
  • agli apprendisti il cui rapporto di lavoro viene stabilizzato a tempo indeterminato;
  • ai lavoratori già assunti al 7 marzo, quando l’azienda supera la soglia di 15 dipendenti (a partire dalla data del superamento).

L’offerta di conciliazione
La disciplina delle tutele crescenti, tra l’altro, ha introdotto un nuovo istituto di conciliazione per la risoluzione stragiudiziale delle controversie sui licenziamenti illegittimi, da svolgersi in una sede assistita (direzioni territoriali del lavoro) o presso le commissioni di certificazione. Il nuovo istituto, in particolare, opera nei casi di licenziamento di lavoratori assunti con tutele crescenti e consente al datore di lavoro di offrire al lavoratore, entro i termini d’impugnazione stragiudiziale del licenziamento (60 giorni), l’importo pari a una mensilità di retribuzione per anno di lavoro, con un minimo di due e un massimo di 18 mensilità. L’accettazione dell’offerta da parte del lavoratore (l’importo, esente da imposte e contributi, è erogato mediante assegno circolare) determina la rinuncia all’impugnazione del licenziamento, anche se già proposta.

Il monitoraggio
La seconda «Co» serve al monitoraggio del nuovo istituto dell’offerta conciliativa. Mentre la prima (la «Co» di cessazione, tramite il modello Unilav_Cess) va fatta entro cinque giorni dalla fine del rapporto, la seconda tramite il nuovo modello Unilav_Conciliazione va fatta entro 65 giorni dalla cessazione del rapporto. Il ministero si riferisce a «cessazioni», con la conseguenza di prevedere l’obbligo in ogni caso di risoluzione del rapporto (anche dimissioni allora), non solo per quello di licenziamento che è il solo caso in cui è opera, invece, l’offerta conciliativa.

Dal 1° giugno
L’applicazione telematica per fare la nuova comunicazione sarà disponibile online, sul portale cliclavoro (www.cliclavoro.gov.it), da lunedì prossimo 1° giugno. Per fare la nuova «Co» è necessario premunirsi della «Co» di cessazione, in quanto occorre inserire il relativo codice di comunicazione rilasciato in sede di trasmissione (il codice, spiega il ministero, serve ad agganciare le due «Co»). Una volta inserito tale codice, il sistema propone i dati già trasmessi con l’Unilav_Cess e richiede di compilare questi ulteriori campi:

  • data di proposta dell’offerta di conciliazione;
  • esito (Sì/No) dell’offerta.

In caso l’esito sia «Sì», il sistema richiede ancora di indicare la sede di conciliazione presso cui è stata effettuata l’offerta, l’importo offerto e l’esito del procedimento (Sì/No a seconda se il lavoratore ha accettato o meno l’offerta).

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