Diritto

Contratto a tempo indeterminato e preavviso di recesso: efficacia obbligatoria o reale?

Contratto a tempo indeterminato e preavviso di recesso: efficacia obbligatoria o reale?
Il preavviso di licenziamento non ha efficacia reale, bensì obbligatoria, con la conseguenza che, nell’ipotesi in cui una delle parti eserciti la facoltà di recedere con effetto immediato, il rapporto si risolve immediatamente, con l’unico obbligo della parte recedente di corrispondere l’indennità sostitutiva

Il preavviso di licenziamento non ha efficacia reale, bensì obbligatoria, con la conseguenza che, nell’ipotesi in cui una delle parti eserciti la facoltà di recedere con effetto immediato, il rapporto si risolve immediatamente, con l’unico obbligo della parte recedente di corrispondere l’indennità sostitutiva.

Alla stregua di una interpretazione letterale e logico-sistematica dell’art. 2118 cod. civ., nel contratto di lavoro a tempo indeterminato il preavviso non ha efficacia reale – che comporta, in mancanza di accordo tra le parti circa la cessazione immediata del rapporto, il diritto alla prosecuzione del rapporto stesso e di tutte le connesse obbligazioni fino alla scadenza del termine – ma efficacia obbligatoria.

Ne consegue che, nel caso in cui una delle parti eserciti la facoltà di recedere con effetto immediato, il rapporto si risolve altrettanto immediatamente, con l’unico obbligo della parte recedente di corrispondere l’indennità sostitutiva e senza che da tale momento possano avere influenza eventuali avvenimenti sopravvenuti, a meno che la parte recedente, nell’esercizio di un suo diritto potestativo, acconsenta, avendone interesse, alla continuazione del rapporto lavorativo, protraendone l’efficacia sino al termine del periodo di preavviso.

Il principio, già enunciato dalla Cassazione in contesti diversi e con molteplici applicazioni, è stato ribadito in una recente decisione con la sentenza n. 22322 del 30/09/2013 avente ad oggetto l’impugnazione di un licenziamento intimato per giusta causa ad un dirigente aziendale con mansioni di direttore commerciale, ritenuto responsabile di una condotta di insubordinazione nei confronti dei vertici aziendali ai quali aveva inviato una serie di lettere dal contenuto ingiurioso e diffamatorio nei riguardi del proprio superiore gerarchico.

L’indennità sostitutiva del preavviso, precisa la sentenza in epigrafe, per le ragioni sottese a tale istituto, non assume portata compensativa delle retribuzioni perdute per effetto del recesso, ma costituisce una indennità di natura retributiva contrattualmente determinata, come tale non suscettibile di riduzione in costanza di aliunde perceptum.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 22322/2013

2 Commenti

  1. vorrei sapere se già uscita, e come accedervi, la graduatoria del bando per esecutore educatore di infanzia del Comune di Firenze – richiesta n. 3

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