Lavoro

Contrattazione di secondo livello: al via le domande per gli sgravi contributivi 2015

Contrattazione di secondo livello: al via le domande per gli sgravi contributivi 2015
Stanziati 391 milioni di euro per il 2015, ai fini del finanziamento degli sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello, ripartite nella misura del 62,5 per cento per la contrattazione aziendale, e del 37,5 per cento per la contrattazione territoriale

Sulla G.U. n. 123 del 29 maggio 2015 è stato pubblicato il decreto 8 aprile 2015 del Ministero del Lavoro rubricato “Determinazione per l’anno 2015, della misura massima percentuale della retribuzione di secondo livello oggetto dello sgravio contributivo previsto dall’art. 1, commi 67 e 68, della legge n. 247/2007″.

In particolare, le risorse per l’anno 2015 stanziate ai fini del finanziamento degli sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello sono ripartite nella misura del 62,5 per cento per la contrattazione aziendale e del 37,5 per cento per la contrattazione territoriale. Fermo restando il limite complessivo annuo di 391 milioni di euro, in caso di mancato utilizzo dell’intera percentuale attribuita a ciascuna delle predette tipologie di contrattazione la percentuale residua è attribuita all’altra tipologia.

Con riferimento alle somme corrisposte nell’anno 2014, sulla retribuzione imponibile è concesso, con effetto dal 1° gennaio 2015, ai datori di lavoro uno sgravio contributivo sulla quota costituita dalle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, ovvero di secondo livello, nella misura del 1,60 per cento della retribuzione contrattuale percepita.

Ai fini della fruizione dello sgravio contributivo, i contratti collettivi aziendali o territoriali, ovvero di secondo livello, devono:

  • essere sottoscritti dai datori di lavoro e depositati, qualora il deposito non sia già avvenuto, a cura dei medesimi datori di lavoro o dalle associazioni a cui aderiscono, presso la Direzione provinciale del lavoro entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto in commento;
  • prevedere erogazioni correlate ad incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione ed efficienza organizzativa, oltre che collegate ai risultati riferiti all’andamento economico o agli utili della impresa o a ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale.

La concessione dello sgravio contributivo è subordinata al rispetto delle condizioni per il rilascio del Durc.
I datori di lavoro che hanno indebitamente beneficiato dello sgravio contributivo sono tenuti al versamento dei contributi dovuti nonchè al pagamento delle sanzioni civili. Resta salva l’eventuale responsabilità penale ove il fatto costituisca reato.
Sono escluse dall’applicazione dello sgravio le pubbliche amministrazioni di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, rappresentate negozialmente dall’ARAN in sede di contrattazione collettiva relativa ai comparti del pubblico impiego.

Per le imprese di somministrazione di lavoro, si fa riferimento, ai fini del beneficio dello sgravio, alla contrattazione di secondo livello sottoscritta dall’impresa utilizzatrice o dalle organizzazioni cui essa aderisce.

Ai fini dell’ammissione allo sgravio, i datori di lavoro inoltrano esclusivamente in via telematica apposita domanda all’Inps.
La domanda deve contenere:

  • i dati identificativi dell’azienda;
  • la data di sottoscrizione del contratto aziendale, territoriale, ovvero di secondo livello;
  • la data di avvenuto deposito del contratto presso la competente Direzione territoriale del lavoro;
  • l’indicazione dell’Ente previdenziale al quale sono versati i contributi pensionistici;
  • ogni altra indicazione che potrà essere richiesta dall’Istituto di Previdenza.

L’ammissione allo sgravio avviene a decorrere dal sessantesimo giorno successivo a quello fissato dall’Inps quale termine unico per la trasmissione delle istanze.
A tal fine, l’Istituto attribuisce a ciascuna domanda un numero di protocollo informatico.
Ai fini del rispetto del limite di spesa, l’Inps, ferma restando l’ammissione di tutte le domande trasmesse, provvede all’eventuale riduzione delle somme richieste da ciascuna azienda e lavoratore, in misura percentuale pari al rapporto tra la quota complessiva eccedente il predetto limite di spesa e il limite di spesa medesimo, dandone tempestiva comunicazione ai richiedenti.
L’Inps provvede altresì a comunicare le risultanze della procedura al Ministero del lavoro e delle politiche sociali ed al Ministero dell’economia e delle finanze.

G.U. Serie Generale n. 123 del 29 Maggio 2015

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