Fisco

Contrasto evasione fiscale internazionale: la collaborazione di Entrate e Finanza

L’obiettivo è assicurare la massima efficacia nell’azione di controllo delle informazioni sulle operazioni intercorse con l’estero, dei rapporti collegati e dell’identità dei relativi titolari

Il provvedimento congiunto di oggi, 21 luglio 2020, a firma del direttore dell’Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, e del Comandante generale della Guardia di finanza, Giuseppe Zafarana, si pone a sugello dell’azione sinergica e della stretta collaborazione nella lotta ai fenomeni di illecito trasferimento e detenzione di attività economiche e finanziarie all’estero. Nel documento, che sostituisce il provvedimento del 2014, sono descritte le modalità e i tempi per richiedere agli intermediari e agli altri operatori finanziari le informazioni relative alle operazioni finanziarie da e verso l’estero di importo pari o superiore a 15mila euro, anche per masse di contribuenti, e agli operatori tenuti agli adempimenti antiriciclaggio, l’identità dei titolari effettivi con riferimento a specifiche operazioni con l’estero o rapporti a esse collegati.

L’accordo, che conferma la consolidata collaborazione istituzionale, distinta da un’azione di stimolo alla compliance e di contrasto ai fenomeni più gravi di evasione fiscale, dà attuazione all’articolo 2 del decreto legge n. 167/1990, modificato dall’articolo 8 del Dlgs n. 90/2017, che disciplina il monitoraggio fiscale, nell’ottica di rendere maggiormente efficace l’attività di prevenzione e repressione degli illeciti riguardanti le attività economiche e finanziarie con l’estero.

Le richieste verranno inoltrate dalla sezione Analisi e Strategie per il contrasto agli illeciti fiscali internazionali presso la divisione Contribuenti dell’Agenzia delle entrate e dai reparti speciali della Guardia di finanza previa autorizzazione (rispettivamente, del capo divisione Contribuenti dell’Agenzia delle entrate e del Comandante dei reparti speciali della Guardia di finanza), per ottenere notizie riguardanti specifiche operazioni e i contribuenti che le effettuano.

Destinatari delle richieste di informazioni sono gli intermediari finanziari (banche, poste, fiduciarie, eccetera) e gli altri operatori finanziari previsti dall’articolo 3, commi 2, 3, 4, 5 e 6 del Dlgs n. 231/2007 che dovranno comunicare all’Anagrafe tributaria l’indirizzo di posta elettronica certificata su cui intendono ricevere la notifica delle richieste. L’indirizzo Pec è iscritto nella sezione “Rei monitoraggio” del Registro elettronico degli indirizzi, previsto dal provvedimento direttoriale del 10 maggio 2017. L’accordo congiunto odierno specifica anche le modalità tecniche e i formati ammessi di trasmissione e ricezione delle richieste e delle relative risposte attraverso la Pec.

Gli intermediari finanziari dovranno fornire i dati relativi alle operazioni intercorse con l’estero di importo pari o superiore a 15mila euro (sia che si tratti di un’operazione unica sia di più operazioni che appaiono tra di loro collegate) per le quali vige l’obbligo di registrazione, realizzate per conto o a favore di soggetti diversi da quelli per i quali già trasmettono le informazioni, mentre gli altri operatori finanziari saranno invitati e fornire chiarimenti su specifiche operazioni e sui titolari effettivi dei movimenti.

Per quanto riguarda i tempi per adempiere alle richieste, le risposte dovranno essere fornite dagli intermediari finanziari entro 30 giorni dalla data di ricevimento e da parte degli altri operatori finanziari entro 15 giorni dalla data di ricevimento. A richiesta degli intermediari e operatori finanziari i termini previsti possono essere prorogati, per giustificati motivi, per un periodo di 20 giorni dal capo divisione Contribuenti dell’Agenzia delle entrate o dal Comandante dei reparti speciali della Guardia di finanza.

Il trattamento dei dati trasmessi sarà effettuato dall’Agenzia delle entrate e dalla Guardia di finanza nel rispetto della vigente normativa in materia di protezione dei dati personali e tutela della riservatezza; tali dati verranno utilizzati esclusivamente per le finalità previste dalla norma e saranno archiviati nell’apposita banca dati delle indagini finanziarie.
Le modalità di scambio informativo tra l’Agenzia delle entrate, la Guardia di finanza e gli operatori finanziari hanno ricevuto il parere favorevole del Garante per la protezione dei dati personali.

Il provvedimento odierno sancisce lo stretto coordinamento delle attività di prevenzione e contrasto dei fenomeni di illecito trasferimento e detenzione di attività economiche e finanziarie all’estero tra la sezione Analisi e Strategie per il contrasto agli illeciti fiscali internazionali presso la divisione Contribuenti dell’Agenzia delle entrate e il Comando dei reparti speciali della Guardia di finanza anche al fine di evitare duplicazioni.

Infine, puntualizza l’accordo, a decorrere dal 1° ottobre 2020 le richieste e le risposte riguardanti le operazioni intercorse con l’estero sono effettuate esclusivamente in via telematica secondo le regole tecniche specificate nel testo odierno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *