Lavoro

Conto alla rovescia per la «disoccupazione» dei co.co.pro. Domande entro il 31 dicembre

Conto alla rovescia per la «disoccupazione» dei co.co.pro. Domande entro il 31 dicembre
I lavoratori a progetto che nel 2013 hanno perso il lavoro hanno tempo sino a fine anno per presentare la richiesta di erogazione dell’una tantum

Conto alla rovescia per la «disoccupazione» dei co.co.pro. I lavoratori a progetto che nel 2013 hanno perso il lavoro hanno tempo sino a fine anno per presentare la richiesta di erogazione dell’una tantum, la specifica indennità di disoccupazione introdotta a loro favore dalla riforma Fornero (legge n. 92/2012). Potrebbe essere l’ultimo volta, questa, perché la riforma Jobs Act prevede l’estensione ai collaboratori dell’ASpI. L’appuntamento è comunque assai complicato per via della presenza di requisiti non tutti facili. Con riferimento all’anno 2013 richiedono:

  • di aver operato in regime di mono-committenza;
  • di aver conseguito un reddito non superiore a 20.220 euro e una disoccupazione di almeno due mesi;
  • con riferimento all’anno 2014 di aver maturato almeno 1 mese di contributi presso la gestione separata INPS.

Le domande si presentano entro il 31 dicembre, a eccezione di un solo caso: qualora il requisito di 1 mese di contributi, quest’anno, venga maturato proprio nel corso del corrente mese dicembre 2014. In tal caso, il termine slitta di un mese, cioè al 31 gennaio 2015.

Lavoratori beneficiari
L’indennità si rivolge esclusivamente «ai collaboratori coordinati e continuativi a progetto non titolari di reddito di lavoro autonomo». Pertanto, sono escluse le collaborazioni esonerate dal «progetto» come quelle dei dottorandi di ricerca, quelle degli assegnisti di ricerca e le collaborazioni con le pubbliche amministrazioni. E sono esclusi anche i titolari di partita Iva, perché loro sono titolari di «reddito di lavoro autonomo». In secondo luogo, l’indennità si rivolge ai lavoratori «iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l’INPS». Quindi sono esclusi i soggetti che risultino assicurati anche presso altre casse previdenziali. In terzo luogo vanno soddisfatti «in via congiunta» (cioè contemporaneamente tutti) una serie di requisiti i quali, considerando la prossima scadenza, autorizzano a presentare la domanda a quanti:

  • hanno operato, nel corso dell’anno 2013, in regime di mono-committenza. Attenzione: tale requisito (di mono-committenza) sussiste pure se nel corso dell’anno 2013 il lavoratore ha avuto più rapporti di collaborazione purché con lo stesso committente;
  • hanno conseguito nell’anno 2013 un reddito lordo complessivo soggetto a imposizione fiscale non superiore a 20.220 euro (il limite è rivalutato annualmente); per «reddito lordo complessivo soggetto a imposizione fiscale», ha spiegato l’INPS (circolare n. 38/2013), si deve intendere il reddito lordo conseguito in qualità di collaboratore coordinato e continuativo (non rilevano perciò eventuali altri redditi come può essere, ad esempio, il reddito della prima casa o di un terreno);
  • risultano avere accreditata almeno una mensilità di contributi presso la gestione separata INPS nell’anno 2014;
  • risultano avere avuto un periodo di almeno due mesi di disoccupazione ininterrotto nel corso dell’anno 2013;
  • risultano avere accreditate almeno tre mensilità di contributi presso la gestione separata INPS nell’anno 2013.

La domanda entro fine anno
La domanda deve essere presentata entro il 31 dicembre prossimo e può farlo anche il collaboratore che sia occupato (cioè in costanza del rapporto di lavoro). Al momento della domanda, dunque, non è richiesto lo stato di disoccupazione. Il modello di domanda (per il 2014 «CoCoPro 2014 COD. SR 140») è disponibile Online sul sito dell’Inps. Con riferimento ai requisiti degli accrediti contributivi presso la gestione separata, l’INPS ha precisato di considerare utili, per l’erogazione dell’indennità una tantum, i contributi effettivi con l’ulteriore precisazione che sono considerati utili anche i contributi figurativi relativi ai periodi di indennità di maternità (astensione obbligatoria nei rapporti di collaborazione), essendo equiparati alla contribuzione effettiva da lavoro.

Occhio ai requisiti
Per quanto riguarda sempre i requisiti degli accrediti contributivi va poi considerato il particolare criterio di «accredito» che vige per gli iscritti alla gestione separata e derivante dall’assenza di un «minimale» per il pagamento dei contributi. Mentre per dipendenti e autonomi esiste un meccanismo che garantisce che a ogni giorno, settimana, mese o anno «di lavoro» corrisponda esattamente un giorno, settimana, mese o anno «di contributi», lo stesso meccanismo non opera nel caso dei contributi dovuti alla gestione separata. Il meccanismo che tutela dipendenti e autonomi si chiama «minimale contributivo»: è l’importo minimo, al di sotto del quale non si possono calcolare i contributi da pagare. Quindi, se anche la retribuzione pagata al dipendente è inferiore a tale minimo, l’impresa è comunque tenuta a versare il contributo calcolato sul minimale così da garantire al lavoratore «l’accredito contributivo»: ha lavorato un giorno avrà un giorno di accredito contributivo; ha lavoratore un mese o un anno avrà un mese o un anno di accredito contributivo. Lo stesso meccanismo non funziona con i contributi pagati alla gestione separata, perché i contributi sono calcolati e pagati sugli effettivi compensi dei lavoratori senza tener conto di un importo minimo sotto il quale non scendere (appunto: non c’è «minimale»). Però, il «minimale» opera ai fini dell’accredito contributivo, nel senso che per avere l’accredito di un giorno, di un mese o di un anno di contributi, è necessario che risulti pagato un tot preciso di contributi. Per l’anno 2014, l’importo minimo di contributi che il lavoratore iscritto alla gestione separata in via esclusiva, senza partita Iva, deve pagare per avere un anno o un mese di «accredito contributivo» è rispettivamente pari a euro 4.456,16 (di cui 4.344,48 euro ai fini pensionistici) ed euro 371,34 (362,04 euro ai fini pensionistici), poiché paga l’aliquota del 28,72% (di cui 28% ai fini pensionistici). Ciò significa che l’INPS, in presenza di un versamento di contributi per l’anno 2014 pari almeno a 4.457 euro accrediterà un anno intero di contributi; mentre in presenza di versamento di contributi inferiore alla predetta soglia (4.457 euro) accrediterà tanti mesi quante volte l’importo di 371,34 euro sta nell’importo di contributi versati. Tradotto in termini di compensi, per raggiungere il versamento minimo che permette di ottenere un anno di accredito di contributi il lavoratore deve guadagnare almeno 15.516 euro (1.293 euro mensili) nel 2014 e almeno 15.357 euro (1.280 euro mensili) nel 2013.

I lavoratori a progetto che nel 2013 hanno perso il lavoro hanno tempo sino a fine anno per presentare la richiesta di erogazione dell'una tantum

Unica soluzione per importi fino a mille euro
L’importo dell’una tantum è pari al 7% (5% dal 1° gennaio 2016) del minimale annuo di reddito di artigiani e commercianti (euro 15.516 nell’anno 2014) moltiplicato per il minore tra il numero delle mensilità accreditate e il numero delle mensilità non coperte da contribuzione nell’anno di riferimento (anno 2013 per la prossima scadenza).
ESEMPIO
Domanda relativa a un periodo di disoccupazione di 3 mesi: al lavoratore, nell’anno 2013, risultano 9 mensilità accreditate e 3 mensilità non coperte da contribuzione; il numero minore tra 3 e 9 è 3. Pertanto il calcolo dell’importo di una tantum sarà il seguente: 7% di 15.516,35 = 1.086,14 che moltiplicato 3 darà 3.258,42 euro.

La prestazione viene liquidata, entro 120 giorni dalla domanda, in unica soluzione soltanto se d’importo pari o inferiore a mille euro; in caso contrario (se cioè d’importo superiore a mille euro), in quote mensili pari o inferiori a mille euro. Nell’esempio precedente, dove l’importo di una tantum è di 3.258,42 euro, verranno erogati un primo importo mensile di mille euro, poi un secondo importo mensile di mille euro, poi un terzo importo mensile sempre di mille euro e, infine, un quarto importo mensile di 258,42 euro.

Potrebbe anche interessarti:

Misure a sostegno del reddito: al via l’indennità per i co.co.pro. disoccupati (una tantum) – I chiarimenti dell’Inps
Indennità di disoccupazione ASpI: cos’è e come funziona

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *