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Conti correnti, l’Antitrust bacchetta le banche: costi troppo alti, possibili tagli fino a 180 euro

Conti correnti, l'Antitrust bacchetta le banche: costi troppo alti, possibili tagli fino a 180 euro
La concorrenza nel settore bancario? Per l’Antitrust ci sono ancora molti “ostacoli” che potrebbero ridurre i prezzi a vantaggio del consumatore finale

La concorrenza nel settore bancario? Per l’Antitrust, Authority Garante della Concorrenza e del Mercato che ha realizzato un’indagine sul settore a partire dal 2011, ci sono ancora molti “ostacoli” che potrebbero ridurre “i prezzi a vantaggio del consumatore finale, favorendo un aumento della mobilità della domanda“. Quanto si può risparmiare? Secondo l’Antitrust fino a 180 euro, che è pari alla differenza di prezzo tra prodotti identici proposti a clienti differenti.

Secondo l’Antitrust negli ultimi anni si è assistito ad “alcuni cambiamenti nelle politiche adottate dagli operatori e, sotto alcuni profili, a una evoluzione anche più competitiva del settore“. “L’entità di risparmio ottenibile passando da un conto all’altro dimostra però che ci sono ancora spazi per ridurre i costi dei conti correnti. Si tratta tuttavia di spazi che i risparmiatori non riescono a sfruttare, perché privi delle informazioni necessarie che vanno invece rese disponibili da parte delle banche, anche introducendo vincoli normativi e regolatori“, rileva l’Autorità.

Occorre intervenire, secondo l’Antitrust, anche sulle lentezze nella chiusura di un conto per aprirne un altro: per quanto i tempi si siano ridotti, è sufficiente avere una carta di credito o la Viacard per vederli dilatare anche fino a 37 giorni. Vanno infine scissi i legami tra conti correnti e altri prodotti. Dall’indagine, avviata nel marzo del 2011 per verificare l’evoluzione dei costi dei conti correnti rispetto al 2007, anno della precedente indagine in materia, emergono prezzi in calo solo per talune tipologie di correntista e per determinati periodi. Il campione dell’indagine è costituito da 52 banche e oltre 14.500 sportelli, con una rappresentatività pari al 44% in termini di sportelli.

Conto di base, chi l’ha visto. L’Antitrust rileva inoltre che stenta a decollare il cosiddetto “conto di base”: i risultati dell’indagine mostrano, infatti, che la diffusione del conto di base, nato da un’iniziativa del Governo nel 2011 per favorire la lotta al contante e l’inclusione finanziaria, “è del tutto trascurabile: largamente inferiore all’1% sul totale di correntisti di ogni banca, con banche prive di correntisti con tale servizio base“. Per l’Autorità, “pesano probabilmente, sul mancato decollo, l’opacità delle condizioni di offerta e la struttura del prezzo non immediatamente calcolabile. Per il 34% delle banche facenti parte del campione, esiste inoltre almeno un conto corrente per i giovani e le famiglie con operatività elevata con un prezzo inferiore o uguale a quello del Conto di Base offerto alla generalità dei consumatori“.

La convenienza sul web. Il conto corrente online conviene, perché allo sportello i prezzi scendono in modo deciso soltanto per i giovani. l’Antitrust, che sottolinea come “una sostanziale riduzione dei prezzi allo sportello si è verificata esclusivamente per i giovani (-19%) mentre una discesa meno rilevante si è registrata per le famiglie e i pensionati con operatività minore (-2,8% e -3,6%)“. L’indagine ha poi confermato la convenienza dei conti online, meno cari del 30% con punte del 40% per i giovani.

La replica dell’Abi. “Nel corso degli ultimi anni il prezzo del conto corrente in Italia ha registrato una progressiva riduzione, attestandosi su una media di circa 100 euro“. L’Abi in merito ai risultati dell’indagine conoscitiva dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sull’andamento dei prezzi dei conti correnti nel periodo 2007-2012 sottolinea come la lettura dei dati dell’indagine sottolinea l’elevato tenore competitivo di questo mercato.

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