Italia

Bollette pazze, annullata fattura di Enel Energia per importi non previsti

Conteggi inesatti e senza parametri di controllo? Bolletta Enel annullabile
Per il Giudice di Pace di Roma la società Enel, a suo piacimento, ha inteso applicare un sovrapprezzo generico e indefinito: né le condizioni generali di contratto né la bolletta indicano criteri per la quantificazione e per i relativi riscontri. La fattura, quindi, non è riscontrabile e va annullata. Va anche riconosciuto il rimborso per le spese stragiudiziali sopportate dall’attore

Continua la battaglia dei consumatori contro le bollette pazze: il Giudice di Pace di Roma, con la sentenza n. 36012 del 21 ottobre 2013, ha annullato una fattura di Enel Energia perché gli importi addebitati non risultavano previsti dal contratto. Una presunta morosità non contemplata da nessuna norma. L’avvocato Francesco Luongo, vicepresidente del Movimento Difesa del Cittadino commenta la sentenza e denuncia: “Il contenzioso è in aumento”.
Sia per la crisi che per l’enorme carico fiscale che incide sulle fatture, sono sempre di più le famiglie e le piccole e medie imprese che hanno difficoltà con i pagamenti – avverte Luongo – A queste già enormi difficoltà si aggiunge spesso l’incomprensibilità della fatture, sulle quali vengono addebitati consumi presunti. E’ il caso oggetto della recente sentenza del Giudice di Pace Roma che ha annullato una fattura di Enel Energia ritenendo la presunta morosità di circa 2.000 euro non conforme al contratto. La materia è molto complessa – spiega il vicepresidente di MDC – in quanto alle norme del Codice Civile si aggiungono quelle a tutela degli utenti previste dal Codice del Consumo e le delibere dell’Autorità per l’energia elettrica”.

La Sentenza in esame rientra nell’enorme contenzioso civilistico tra clienti e fornitori di energia elettrica e gas. L’aumento del contenzioso è dovuto alla pressione fiscale ormai insostenibile che pesa sulle fatture (per il 13,30% sull’elettrico e per il 35,25% sul gas), ma anche agli effetti depressivi della crisi economica e ad una fatturazione ormai intellegibile da pochi esperti.

Ma c’è un altra protesta che sta montando nel settore della fornitura di energia elettrica e del gas: quella che riguarda i contatori. In sostanza non c’è nessuna procedura di verifica per i contatori e se un cittadino, che vive ad esempio a Roma, volesse far controllare il suo deve chiamare Acea distribuzione che però sempre Acea è. Dunque di che controllo parliamo?

Abbiamo bisogno di urgenti interventi normativi del legislatore altrimenti il contenzioso è destinato ad aumentare parecchio nei prossimi mesi” conclude Luongo.

Giudice di Pace – Sentenza N. 36012/2013

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *