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Consulenti del Lavoro: tutela in ambito UE

Grazie all’azione del CUP (Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali), che ha intensificato la presenza a Bruxelles, partecipando sia agli incontri previsti sul tema dalla D.G. Imprese della Commissione Europea che agli incontri istituzionali con il Vicepresidente della Commissione Europea On. Antonio Tajani, la professione dei Consulenti del Lavoro entra nel testo del Parere “Ruolo e futuro delle libere professioni nella società civile europea del 2020” che il Comitato Economico e Sociale Europeo ha consegnato ufficialmente alla Commissione Europea.

La circolare n. 4938 del 22 maggio 2014 del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ricorda che la direttiva n. 36/2005 (Direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005 relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, pubblicata su Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 30/09/2005) ha fissato le condizioni per poter esercitare una professione regolamentata in Paesi europei diversi da quelli in cui la persona ha la cittadinanza e ha svolto i propri studi o la propria esperienza professionale.

In questi mesi, si è intensificata l’azione delle Istituzioni Europee per poter definire il concetto di “professione” in Europa e poter allargare i finanziamenti comunitari destinati alle imprese anche agli studi professionali.

È la prima volta che, in un parere ufficiale, vi è un esplicito riferimento alla professione dei Consulenti del Lavoro come attività degna di tutela per le sue specifiche attribuzioni di garanzia dei diritti dei cittadini.

Ritenendo fondamentale monitorare la normativa e le politiche promosse dall’Europa, il Consiglio Nazionale sta predisponendo tutte le opportune azioni per garantire la tutela della professione.

Consiglio Nazionale Consulenti del Lavoro – Circolare N. 4938/2014

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