Fisco

Conguaglio fiscale di fine anno: gli adempimenti del sostituto d’imposta

Conguaglio fiscale di fine anno: gli adempimenti del sostituto d’imposta
Con la retribuzione di dicembre il sostituto d’imposta è chiamato ad effettuare le operazioni di conguaglio fiscale di fine anno. La mensilità di dicembre si potrebbe, infatti, definire “consuntiva” della posizione fiscale dei lavoratori dipendenti: i sostituti d’imposta sono chiamati a calcolare in via definitiva, sulla base dei redditi a loro noti, l’imposta sul reddito dei lavoratori e le relative addizionali ove dovute

Il sistema di tassazione basato sull’operazione di ritenute d’acconto sui compensi corrisposti nei singoli periodi di paga implica la necessità di rideterminare l’imposta su base annua. Il conguaglio fiscale è un adempimento cui sono chiamati tutti i sostituti d’imposta che nel periodo d’imposta hanno corrisposto somme e valori qualificabili come redditi di lavoro dipendente o assimilati.
Nel corso del 2014 non ci sono stati interventi normativi in riferimento alle regole seguite nelle operazioni di conguaglio fiscale nè relativamente agli scaglioni di reddito e alle aliquote Irpef.
Il periodo d’imposta, ai fini del conguaglio, è definito sulla base di un criterio di cassa allargato: sono dunque da computare a conguaglio anche le somme e i valori corrisposti entro il 12 gennaio 2015, se riferiti a spettanze del 2014.
Le operazioni finanziarie derivanti dalle risultanze del conguaglio devono essere effettuate entro il 28 febbraio 2015.
I sostituti d’imposta hanno facoltà di applicare un’aliquota più elevata di quella derivante dal ragguaglio al periodo di paga degli scaglioni annui di reddito.
Una volta determinata l’imposta netta, il datore di lavoro è tenuto a rapportare tale importo all’ammontare complessivo delle ritenute operate in modo da:

  • recuperare la differenza in meno qualora l’imposta netta risulti superiore all’ammontare trattenuto: in caso di incapienza delle retribuzioni a subire il prelievo delle imposte dovute in sede di conguaglio di fine anno il sostituito può manifestare per iscritto al sostituto, entro il 28 febbraio dell’anno successivo, la volontà di versare l’importo corrispondente alle ritenute ancora dovute, ovvero autorizzarlo ad effettuare il prelievo sulle retribuzioni dei periodi di paga successivi al secondo dello stesso periodo di imposta.
    In questo ultimo caso, sugli importi di cui è differito il pagamento si applica l’interesse in ragione dello 0,50% mensile. L’eventuale importo che al termine del periodo d’imposta non è stato trattenuto per cessazione del rapporto di lavoro o per incapienza delle retribuzioni deve essere comunicato dal datore di lavoro all’interessato che deve provvedere al versamento, a mezzo F24, entro il mese di gennaio dell’anno successivo;
  • rimborsare al dipendente l’eccedenza qualora le ritenute operate eccedano l’imposta netta: il sostituto deve effettuare la restituzione delle maggiori ritenute applicate nel corso dell’anno. Il datore di lavoro che, in sede di conguaglio di fine anno nell’impossibilità di procedere, a causa dell’incapienza del monte ritenute a sua disposizione, al rimborso dell’imposta che risulta trattenuta in più, è autorizzato ad eseguire la compensazione con le ritenute da effettuare sui redditi di lavoro dipendente nell’anno successivo, a partire dal mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno.

In sede di conguaglio, il sostituto d’imposta può non restituire il credito scaturito purchè evidenzino tale circostanza nella CU che sarà rilasciata al dipendente entro il 7 marzo 2015.

COMPUTABILITA’ DEGLI ELEMENTI RETRIBUTIVI
ELEMENTO RETRIBUTIVO COMPUTABILITA’
✓ Retribuzioni correnti SI
✓ Mensilità aggiuntive SI
✓ Arretrati relativi ad anni precedenti NO
✓ Indennità di fine rapporto NO
✓ Somme a carico degli Enti previdenziali corrisposte direttamente dall’azienda SI

Più rapporti di lavoro con lo stesso dipendente
Nel caso in cui, nel corso del 2014, siano intercorsi tra l’azienda e lo stesso dipendente più rapporti di lavoro, in sede di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno 2014 il sostituto d’imposta deve tener conto delle somme e dei valori complessivamente corrisposti al lavoratore nei diversi periodi lavorativi dell’anno, indipendentemente dalla circostanza che lo stesso ne abbia fatto richiesta.
Ai fini del compimento delle operazioni di conguaglio di fine anno il sostituito può chiedere al sostituto di tenere conto anche dei redditi di lavoro dipendente o assimilati percepiti nel corso di precedenti rapporti. A tal fine il lavoratore è tenuto a consegnare al sostituto d’imposta, entro il 12 gennaio del periodo d’imposta successivo a quello in cui sono stati percepiti, la certificazione unica concernente i redditi di lavoro dipendente o assimilati erogati da altri soggetti, anche non obbligati ad effettuare le ritenute (es. per lavoro domestico).

Addizionali regionale e comunale
In sede di conguaglio, qualora risulti dovuta Irpef, i sostituti d’imposta devono determinare anche le addizionali comunali e regionali all’Irpef dovute da dipendenti e percettori di redditi assimilati per l’anno d’imposta 2014. La base imponibile dell’addizionale è la stessa che è stata determinata per il calcolo dell’Irpef.

A seguito della modifica introdotta dal decreto semplificazioni, le addizionali devono essere versate alla Regione in cui il contribuente ha il domicilio fiscale al 1° gennaio dell’anno cui si riferisce l’addizionale stessa e non più, come in precedenza, al domicilio fiscale al 31 dicembre.

Detrazioni per lavoro dipendente
Ai titolari di reddito di lavoro dipendente, anche non residenti, spetta una detrazione d’imposta rapportata al periodo di lavoro nell’anno e proporzionata in relazione all’ammontare del reddito complessivo. I giorni per i quali spetta la detrazione coincidono con quelli che hanno dato diritto alla retribuzione assoggettata a ritenuta, comprese le festività, i riposi settimanali e gli altri giorni non lavorativi.
Non si effettua alcun riproporzionamento delle detrazioni in caso di orario di lavoro part-time.

Detrazioni per familiari a carico
Il Decreto Sviluppo ha introdotto, a decorrere dal 2012, importanti semplificazioni in merito alla dichiarazione di spettanza delle detrazioni da parte dei lavoratori dipendenti e dei pensionati: questi ultimi infatti non hanno più l’obbligo di dichiarare annualmente al sostituto d’imposta le informazioni necessarie all’attribuzione delle detrazioni per i familiari fiscalmente a carico.
L’obbligo di presentare al sostituto d’imposta una nuova dichiarazione di spettanza delle detrazioni sussiste solo in caso di variazione dei dati precedentemente comunicati.
Come regola generale vale il criterio della ripartizione, nella misura del 50%, della detrazione per figli a carico tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati. Tuttavia, in alternativa alla ripartizione in ragione del 50%, è consentito che i genitori si accordino per l’attribuzione dell’intera detrazione a quello tra i genitori stessi che possiede un reddito complessivo di ammontare più elevato.
Non è possibile prevedere ripartizioni diverse.
L’eventuale attribuzione della detrazione al genitore con reddito più elevato deve interessare, necessariamente, tutti i figli dei medesimi genitori che, quindi, in presenza di due o più figli, non possono richiedere per uno dei figli la detrazione a favore del genitore con reddito più elevato, e per gli altri effettuare, invece, l’ordinaria ripartizione della detrazione nella misura del 50%.
Il contribuente residente extracomunitario, ma con familiari a carico residenti all’estero è tenuto ad attestare, con dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. n. 445/2000:

  • il grado di parentela del familiare per il quale intende fruire delle detrazioni, con indicazione del mese nel quale si sono verificate le condizioni richieste e del mese in cui queste condizioni sono cessate;
  • che il reddito dei familiari a carico, al lordo degli oneri deducibili, compresi i redditi prodotti fuori dal territorio dello Stato, non supera € 2.840,51;
  • che nel Paese di residenza non gode di alcun beneficio fiscale connesso ai carichi familiari.

Per gli anni successivi a quello di prima presentazione della suddetta documentazione il lavoratore, per poter fruire delle detrazioni per carichi di famiglia, deve presentare al datore di lavoro una richiesta accompagnata da una dichiarazione che confermi il perdurare della situazione certificata ovvero da una nuova documentazione qualora i dati certificati debbano essere aggiornati.

Bonus Irpef lavoratori dipendenti
Il D.L. n. 66/2014 ha introdotto, a partire dal mese di maggio 2014, un nuovo credito, in favore dei lavoratori percettori di redditi di lavoro dipendente o di alcune tipologie di redditi assimilati. Il bonus spetta a condizione che il reddito lordo annuo complessivo, con esclusione di quelli soggetti a tassazione separata, conseguito dal lavoratore nel periodo d’imposta 2014 non superi i 26.000 euro. Ne deriva che il sostituto d’imposta nel corso dell’anno, all’atto del riconoscimento del credito, ha presunto il reddito annuale del dipendente sulla base delle informazioni in suo possesso riguardo le condizioni contrattuali e sulla base di eventuali ulteriori dati reddituali forniti dal lavoratore l’ammontare del credito è stabilito:

  • in misura fissa pari a 640 euro per coloro che conseguono un reddito annuo complessivo che non supera € 24.000;
  • in misura decrescente per i redditi eccedenti fino al limite di € 26.000, calcolata secondo la seguente proporzione:
    (26.000 – reddito complessivo)/2.000.

I contribuenti che non avevano i presupposti per il riconoscimento del beneficio erano tenuti a darne comunicazione al sostituto d’imposta il quale deve recuperare il credito eventualmente erogato dagli emolumenti corrisposti nei periodi di paga successivi a quello nel quale è stata resa la comunicazione e, comunque, entro i termini di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno o di fine rapporto.

Contributo di solidarietà
La legge 14 settembre 2011, n. 148 ha previsto l’applicazione di un contributo di solidarietà del 3% sulla parte di reddito complessivo di importo superiore a 300.000 euro lordi annui. La norma ha decorrenza dal 1° gennaio 2011 ed è stata prorogata per il periodo dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016.
Il contributo di solidarietà è determinato dal sostituto d’imposta all’atto dell’effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno e trattenuto in unica soluzione nel periodo di paga in cui sono svolte le operazioni di conguaglio di fine anno.
Ai fini della determinazione dell’Irpef dovuta sui redditi oggetto delle operazioni di conguaglio, il sostituto d’imposta deve riconoscere la deduzione dell’importo trattenuto a titolo di contributo di solidarietà, certificando nella CU il relativo ammontare.

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